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Jonah Lomu, giocatore-icona diventato il giro di boa del rugby moderno

Una edizione particolare del Tinello di Vittorio Munari, tutta dedicata alla scomparsa della stella neozelandese
ph. Paul McErlane/Action Images

ph. Paul McErlane/Action Images

Come raccontare, come salutare un rugbista-simbolo come nessun altro? La sua scomparsa ha lasciato il segno in tutta Ovalia, un vuoto di quelli davvero impossibili da colmare. Vittorio Munari ci dice perché l’ex ala degli All Blacks in una manciata di anni ha rappresentato un punto di svolta nel gioco e pure per quello che avveniva al di fuori del campo da gioco.
Palla a Vittorio…

 


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26 risposte a “Jonah Lomu, giocatore-icona diventato il giro di boa del rugby moderno”

  1. mamo scrive:

    Trovati i 10 minuti per ascoltare Munari.
    Una frase mi ha colpito “si giocava bene a rugby anche anni addietro”.
    La pronuncia quando affronta il discorso circa le difese di oggi, diverse dall’uno contro uno di allora; le difese, quelle moderne, contro cui Lomu avrebbe avuto comunque una vita più difficile.
    E’ raro, rarissimo, che io sia in disaccordo con Munari ma oggi, minus quam merdam, non condivido per nulla quel “..anche anni addietro”, come se il rugby di le “prima Lomu” e “Prima del Professionismo” fosse un rugby mediamente abbozzato e non giocato bene.
    In realtà sono convinto esattamente del contrario.
    Il rugby di un tempo, quello almeno che io ho conosciuto dagli anni settanta, ottanta (prima di Lomu) era uno sport splendido e spettacolare. Mediamente molto più tecnico di quello di oggi, dove per “tecnico” intendo intriso di gestualità raffinate. Vincevano non solo i più grossi ma soprattutto i più furbi e intelligenti, quelli delle azioni improvvise, dei calcetti a seguire delle X e contro X.
    E’ vero che difficilmente vedevamo un pilone placcare o una seconda correre al pari di una terza; è vero che per la mischia era un gioco forse più grezzo ma la mischia aveva solo il compito (esagero) di conquistare la palla per lasciare lo sfogo della libera fantasia dei 3/4.
    Del resto oggi vediamo Centri e Ali spesso più Grossi che sguscianti, più Panzer che Jeep.
    Per carità è meraviglioso anche il Rugby di oggi ma non mi si venga a dire che quello di un tempo non lo fosse altrettanto e per me, che sono minus quam merdam, persino di più.

    • malpensante scrive:

      Ciao mamo, io invece l’ho inteso in positivo, per chi non lo abbia vissuto o anche solo visto. Un inciso “leggero”. A me il Lomu dei primi anni faceva una enorme impressione ma non esaltava, molti ragazzi hanno invece cominciato con lui come modello, sono le generazioni che passano e lo sport che cambia. Di Lomu persona mi ha colpito la semplicità e la gentilezza, quello che trovo molto diverso nel rugby di oggi e a cui non mi abituo sta quasi tutto fuori dal fatto tecnico e in quello vorrei che Lomu fosse un riferimento per tutti.

      • mamo scrive:

        Ciao Mal.
        Può essere che la tua lettura sia giusta e può essere pure che io, sul punto, abbia un “nervo scoperto” per le tante cose che ho sentito e letto in questi giorni.
        Sai cosa mi preoccupa ? Il fatto che sempre di più il rugby si avvicini al football americano e mi spiego.
        Quando Lomu è comparso nella sua tracotante potenza, si diceva che persino la NFL era interessata a lui, oggi le stesse notizie le leggiamo per Julian Savea.
        Il grande rugby sbarca in USA e il grande Football sbarca in Europa.
        Ecco cosa temo: che il rugby diventi uno sport per soli supermega atleti; i contatti saranno sempre più pericolosi e duri e quindi il “paraspalle” che oggi si usa magari diverrà ancor più rigido e il “caschetto” idem e via via fino alla assoluta contiguità fra il rugby e il football.
        Non sarebbe più lo sport che oggi commentiamo su questo Blog; magari mi piacerà anche quello, non lo so, ma sarebbe comunque una cosa diversa come già mediamente lo è oggi rispetto a ieri.
        Non sono, almeno credo di non esserlo, un conservatore reazionario ma mi incanto di fronte a gestualità “birichine” più che “atletiche”, preferisco la Pennetta alla Williams, per intenderci.
        Quanto alla grandezza di Lomu e al fatto che sia stato trascinatore di interesse nel rugby, beh, sono talmente d’accordo che non mi son neppure permesso di commentare la sua morte.

        • sentenza scrive:

          A questo proposito leggevo ieri qualcosa di simile sull’Equipe nei commenti all’articolo su Lomu:
          http://www.lequipe.fr/Rugby/Actualites/Jonah-lomu-est-mort/608596
          Scorrere in basso “tous les commentaires” fino a quello di LeSpartiate e risposte.

          • mamo scrive:

            Ho provato a leggere quello che hai indicato: non capisco (quasi) un cazzo se non che a un certo punto si parla anche di Savea e in uno dei post precedenti di Football.
            ….. e pensare che dicono che il francese, per un italiano, è facile da capire … :(

          • sentenza scrive:

            Mi sembra che scriva molto in slang, comunque mi sembra chiaro quello che pensa: gente di 118 kg che fa i 100 in meno di 11″ si vede solo nel football, dove l’aspettativa di vita è 53 anni (non so dove abbia preso il dato). Si criticano i “Sudaf” del 95 (per sospetto doping, evidentemente uguale a oggi…) ma tutti sanno che le fed “sudistes” all’epoca giocavano agli apprendisti stregoni coi loro “piccoli”. E come si spiega l’esplosione di Savea in 1 anno? La fed NZ deve rendere conto, e gli struzzi ci spieghino come fanno i loro piloni a prendere “kockott” (suppongo sia “peso” o “ciccia”, e la fed NZ sa bene cone aggirare i controlli…

            Praticamente dice (e credo non sia l’unico), che l’insufficienza renale di Lomu è stata causata o amplificata dal doping (come noto è un effetto collaterale degli steroidi), perchè sicuramente le sue prestazioni non erano naturali ma appunto “da NFL”.

          • ginomonza scrive:

            Nessun slang, e poi non ci vedo un giornale nazionale che scrive in slang!

          • mamo scrive:

            Grazie.

          • sentenza scrive:

            Non è il giornalista ma uno che commenta. Nell’articolo non si fa nessun cenno al doping.

          • malpensante scrive:

            Come commento spazzatura mi sembra ottimo e abbondante, per cui mi fermo al riassunto.

          • ginomonza scrive:

            Sentenza : rattraper kockot significa come fa un pilone a recuperare kockot cioè a correre più veloce dell’ apertura francese ovvero Rory Kockot che non mi sembra troppo ciccione :)

          • ginomonza scrive:

            Tranquillo mal era solo tutti gli altri gli sono saltati addosso.
            Dice poi ,lui ,di essere stato un giocatore di alto livello!

        • mamo scrive:

          .. en omelet, dù beghet e tgruà (il GR è la R francese) bigr ..
          Questo è il mio francese: essenziale.

          • sentenza scrive:

            Più sotto c’è qualcuno che parla anche dei sudafricani del 95 che sarebbero già decimati, e tira in ballo anche florence griffith joyner. Che l’avevo già fatto io quando si parlava dell’encefalopatia dei giocatori NFL anni 80. Gira e rigira…

          • sentenza scrive:

            ok gino, il senso resta quello: certe prestazioni si vedono solo nella NFL e sono sinonimo di doping. Un caso famoso di uno che ha “rattrapè” uno molto più leggero resta quello di Larry Allen, che non era 118 ma 140 kg
            https://www.youtube.com/watch?v=ztHfr5uBIqk

            che qui vediamo pure fare allegramente 340 kg di panca… barando pure, ma se non erano 340 anche 320 o 300 fanno capire tutto (anche 200)

          • sentenza scrive:

            La cosa più impressionante e significativa comunque è proprio all’inizio del video come appare Nate Newton che al tempo era l’altra guardia dei cowboys. Allora era 130 kg pure lui (per non più di 185 cm) e adesso sembra la camera d’aria sgonfia che ho forato ieri in bici…

          • reda scrive:

            @ sentenza: chi l’ha conosciuto da giovane dice che Lomu era a 14 anni tale e quale a quando ha debuttato…
            riguardo a Savea non è esploso in un anno… è anche lui così dalle giovanili…

          • sentenza scrive:

            Non lo dico io ma il commentatore francese. Ed è sempre lui che dice che uno di 118 kg che fa i 100 in meno di 11″ deve per forza essere dopato “come quelli della nfl”. E tutto il resto che dice. Adesso io non so se Lomu lo fosse, ma sicuramente la patologia che ha sviluppato desta forti sospetti. E lo stesso se invece avesse sviluppato un tumore alla prostata (o ai testicoli, vedi Armstrong a 20 anni(!)), per chi conosce gli effetti secondari degli steroidi. Oppure leggere qui
            http://www.carloanibaldi.com/terapia/schede/TESTOVIRON%20DEPOT.htm
            e qui
            http://www.carloanibaldi.com/terapia/schede/DECA-DURABOLIN.htm
            alla voce controindicazioni

            E per me sinceramente è abbastanza plausibile, visto appunto patologia+prestazioni. Qualche altro commentatore a quell’articolo ha anche aggiunto che i sudafricani dei mondiali 95 sono già decimati. Chi ne sa qualcosa? Vediamo pure se questi due, Allen e Newton, alzano o abbassano la media dei 53 anni che dice sempre il tale francese. Newton è del 61 quindi è già oltre, Allen è del 71, e vediamo… magari gli viene l’encefalopatia… o la nefrite.. o la prostata…

          • sentenza scrive:

            Ah ecco qua
            http://www.lastampa.it/2014/03/24/sport/rugby/sudafrica-ombre-sulla-storia-xbH3dlpJuXm4VfeoyRpPdJ/pagina.html

            Documentario francese, quindi il tale si riferiva sicuramente a questo.

  2. ginomonza scrive:

    C’è un bell’articolo su JL sulla gazzetta di Claudio Gregori nella pagina delle opinioni.

  3. Rabbidaniel scrive:

    Commento misurato, di grande equilibrio.

  4. pesopiuma scrive:

    Personalmente ciò che trovo e ho sempre trovato di grandissimo in Jonah Lomu non sta semplicemente nella sua strabordante forza fisica.
    Io lo trovo grandissimo perché ad essa abbinava una agilità normalmente sconosciuta per pesone oltre i 100 chili.
    Guardando le sue azioni con attenzione si nota che le sue linee di corsa non sono mai banali, e che l’andare dritto sull’avversario raramente era prima scelta. Cambi d’angolo, cambi di linee di corsa nella sua azione sono costanti, e costante, a guardare bene, è la capacità di trovare sempre il lato debole dell’avversario diretto. I trequarti fisicati di oggi questo lo sanno fare sempre meno (almeno in Europa).
    Nel video, al minuto 7.59 c’è quella che secondo me è la sua più bella meta. E’ facile notare che praticamente gli avversari nemmeno lo toccano, e lui va via con una leggerezza impressionante.

  5. Franca scrive:

    Il poeta bonsai
    19 novembre alle ore 12:53 ·

    (Omaggio a Jonah Lomu)
    Placcarti ora potranno
    solo le nuvole…
    O almen potran provarci!

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