Nations Championship: il Sudafrica si impone a Torino, lezione dura per l’Italia
Gli Springboks la chiudono già nel primo tempo contro degli Azzurri poco reattivi: in risalto solo la mischia e qualche scintilla dalla panchina
Nations Championship: il Sudafrica si impone a Torino, lezione dura per l'Italia - ph. Sebastiano Pessina
Il ritorno del Nations Championship 2026 è davvero duro per l’Italia: al Sudafrica bastano i primi 30 minuti circa per mettere le cose in chiaro all’Allianz Stadium di Torino.
Gioco aereo, presenza nei punti d’incontro, potenza nelle collisioni: tutto è dalla parte degli Springboks che dilagano complessivamente per 7-66. Gli Azzurri di coach Gonzalo Quesada reggono solo in mischia e, grazie a qualche scintilla da parte della panchina, riescono almeno a non soccombere per 80 minuti.
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Italia-Sudafrica, la cronaca
Subito prima dell’inizio della partita il Sudafrica si fa segnalare: modifica nella formazione con dentro Lood de Jager come numero 4 e Franco Monstert che viene chiamato in panchina. Dopo il fischio dell’arbitro Eoghan Cross sempre gli Springboks tengono il punto: subito si portano in attacco favoriti da un in-avanti. Gli Azzurri ributtano indietro una prima offensiva, poi concedono il fallo nel punto d’incontro che il Sudafrica, come da tradizione, converte in punti col calcio di punizione al 5′.
Un controllo HIA costringe Alessandro Ortombina ad uscire e Ross Vintcent subito dentro. Ma il pallino del gioco lo tengono gli Springboks, che tornano nella metà campo dell’Italia e qui Sacha Feinberg-Mngomezulu fa la sua magia: una finta e approfitta del varco aperto tra Giacomo Nicotera e Alessandro Fusco per lanciarsi in velocità e schiacciare in salto all’altezza della bandierina con un bellissimo gesto atletico. Mette dentro anche la trasformazione e al 10′ il punteggio segna 0-10.
Solo per poche frazioni di gioco l’Italia riesce a tenere il pallone: qualche errore gestuale ma soprattutto la forte presenza dei sudafricani nei punti d’incontro e nel gioco aereo impediscono sul nascere qualunque possibilità per gli Azzurri. Scollinato il primo quarto d’ora il Sudafrica, grazie alla spinta del suo pacchetto di avanti, inizia a macinare mete a raffica: Morne van den Berg che segna al 16′; al 20′ e al 23′ Marx e Kolisi trainati in meta dal drive; al 26′ Damian Willemse che marca vicino i pali dopo un’azione individuale di Jasper Wiese che, con una finta, trova il varco per avanzare in profondità.
Il Sudafrica può giocare in scioltezza con le ali ai piedi (in particolare quelli di Feinberg-Mngomezulu in stato di grazia) mentre l’Italia non riesce ad inventare nulla oltre qualche carica che, senza vincere la collisione, si concludono o con un calcio che concede il possesso agli Springboks o con un tentativo di giocata individuale che finisce con l’isolarsi e finire vittima dei cacciatori di palloni sudafricani. Le cose vanno di male in peggio col giallo a Muhamed Hasa al 30′ di cui subito gli ospiti approfittano per andare in penaltouche, costruire il drive e portare Marx di nuovo in meta. Sesta marcatura in poco più di mezz’ora, parziale terribile di 0-45.
Negli ultimissimi secondi del primo tempo, al momento del ritorno della parità numerica, Feinberg-Mngomezulu commette il suo primo errore concedendo una mischia all’Italia in attacco: dopo un paio di fasi di quella che è la prima vera azione offensiva azzurra questa si esaurisce e l’arbitro Cross manda tutti a riposo negli spogliatoi sullo 0-45.
Altra imprecisione di Feinberg-Mngomezulu giusto all’inizio della ripresa che consente all’Italia di avere una nuova mischia in attacco: questa disossa il pacchetto avversario e conquista un bel calcio di punizione. Inspiegabilmente Paolo Garbisi calcia debole verso la rimessa laterale e questo si trasforma in un calcio-passaggio al Sudafrica: un errore davvero grave che sciupa la prima chance degli Azzurri di portarsi dentro i 22 avversari.
Comunque gli Springboks commettono ancora degli altri errorini e allora coach Rassie Erasmus inizia con la girandola dei cambi: questi reagiscono subito riportando il Sudafrica in attacco. Diverse fasi sono contenute dalla difesa azzurra che però poi cede all’impatto potente di del neo-entrato Wilco Louw, che spinge sulle gambe e poi si allunga giusto per schiacciare l’ovale sulla linea di meta al 50′.
Pochi minuti e l’Italia riesce almeno a scaldare un po’ il pubblico con qualche fiammata: prima una furba in rimessa laterale tra Tommaso Di Bartolomeo e Alessandro Fusco permette a questo di avanzare in profondità, poi uno scambio un po’ confuso a metà campo si conclude con un possesso azzurro. Un fallo del Sudafrica nel punto d’incontro regala un calcio di punizione da non sciupare.
E stavolta l’Italia non spreca l’opportunità: touche ben eseguita, carica avanzante, poi il neo-entrato Stephen Varney si fa subito notare con un passaggio a cambiare la direzione d’attacco verso un solitario Federico Ruzza che può comodamente festeggiare la meta che al 62′ sblocca lo “zero” sul tabellino. Ci sono anche i punti della trasformazione di Tommaso Allan per il 7-52. Il supporto della panchina si fa vedere anche con Danilo Fischetti e Manuel Zuliani, ben presenti in campo.
Ovviamente qualche scintilla in più da parte dei padroni di casa non può riequilibrare la differenza di cilindrata tra le due squadre. Se alcune cariche avversarie vengono contenute e contrastate, comunque il Sudafrica ha la forza di imporsi ancora col suo pacchetto di avanti che al 73′ porta in meta Paul de Villiers e nel finale con Ethan Hooker. Feinberg-Mngomezulu precisissimo non ha sbagliato nessuno dei nove calci di trasformazione, e il punteggio finale di Italia-Sudafrica segna così 7-66.
Matteo Salmoiraghi
Nations Championship 2026, quarta giornata: formazioni e tabellino di Italia-Sudafrica
Italia: 15 Mirko Belloni; 14 Ange Capuozzo; 13 Paolo Odogwu; 12 Leonardo Marin; 11 Monty Ioane; 10 Paolo Garbisi; 9 Alessandro Fusco; 8 Lorenzo Cannone; 7 Samuele Locatelli; 6 Alessandro Ortombina; 5 Federico Ruzza; 4 Niccolò Cannone; 3 Simone Ferrari; 2 Giacomo Nicotera (C); 1 Muhamed Hasa.
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo; 17 Danilo Fischetti; 18 Ion Neculai; 19 Enoch Opoku Gyamfi; 20 Ross Vintcent; 21 Manuel Zuliani; 22 Stephen Varney; 23 Tommaso Allan.
Marcatori Italia
Mete: Ruzza 62′
Trasformazioni: Allan 63′
Punizioni:
Sudafrica: 15 Damian Willemse; 14 Kurt-Lee Arendse; 13 Jesse Kriel; 12 Damian de Allende; 11 Ethan Hooker; 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu; 9 Morne van den Berg; 8 Jasper Wiese; 7 Pieter-Steph du Toit; 6 Siya Kolisi (C); 5 Ruan Nortje; 4 Lood de Jager; 3 Thomas du Toit; 2 Malcolm Marx; 1 Ox Nche.
A disposizione: 16 Jan-Hendrik Wessels; 17 Gerhard Steenekamp; 18 Wilco Louw; 19 Franco Monstert; 20 Cameron Hanekom; 21 Paul de Villiers; 22 Grant Williams; 23 Manie Libbok.
Marcatori Sudafrica
Mete: Feinberg-Mngomezulu 9′, van den Berg 16′, Marx (20′, 32′), Kolisi 23′, Willemse 26′, Louw 50′, de Villiers 73′, Hooker 80′
Trasformazioni: Feinberg-Mngomezulu 10′, 17′, 21′, 24′, 27′, 33′, 51′, 74′, 80′
Punizioni: Feinberg-Mngomezulu 5′