Lorenzo Cittadini ricorda la vittoria dell’Italia sul Sudafrica nel 2016: “Alla vigilia c’era una certa fiducia”
L'ex pilone del Calvisano fu uno dei protagonisti dell'indimenticabile successo di Firenze: "Quando ho cominciato a giocare a rugby mai avrei pensato di battere gli Springboks"
Lorenzo Cittadini ricorda la vittoria dell'Italia sul Sudafrica nel 2016: "Alla vigilia c'era una certa fiducia"
Sabato 7 novembre l’Italia affronterà il Sudafrica nella quarta giornata del Nations Championship, una squadra che gli Azzurri hanno battuto una sola volta nella loro storia: il 19 novembre del 2016 quando a Firenze il XV allenato all’ora da Conor O’Shea vinse 20-18.
In quel pomeriggio in campo c’era anche Lorenzo Cittadini: “In quella vigilia, c’era una certa fiducia perché dello staff tecnico azzurro faceva parte Brendan Venter, uno che con la maglia degli Springboks aveva vinto il Mondiale del 1995. Venter ci aveva spiegato un pò le difficoltà che attraversava la sua vecchia squadra e aveva insistito molto sul fatto che ce l’avremmo potuta fare” ha detto l’ex pilone del Calvisano in un’intervista a Il Giornale di Brescia.
Ricordando quella giornata memorabile in cui per la prima volta l’Italia superò una squadra dell’Emisfero Sud, l’ex prima linea, fra gli altri di Benetton, London Wasps, Stade Français e Bayonne, ha detto: “Rivivo ancora la tensione a bordo campo nei minuti finali, quando ci rendemmo conto che stavamo per battere il Sudafrica. Della partita non ricordo molto, quando giochi sei concentrato sul tuo ruolo, mischia dopo mischia, azione dopo azione, tutto scivola via veloce. Ricordo la festa, dopo la partita, quella sì, fino al mattino”.
Sabato 7 novembre Lorenzo Cittadini sarà a Torino per festeggiare i dieci anni da quella vittoria e ritroverà molti protagonisti di quel sabato a Firenze. Fra questi il pilone sudafricano Tendai “The Beast” Mtawarira: “In mischia era molto meno “orco” di altri piloni che ho affrontato in carriera. Gli piaceva, piuttosto, caricare palla in mano, azioni che il pubblico sulle tribune accompagnava ogni volta con un ruggito: “Beeaast”. Un fatto più mediatico che altro”.