Sudafrica, l’ultimo ko non preoccupa: “Possiamo vincere la Rugby World Cup anche con 15 infortuni”
La sconfitta contro l'Australia non spaventa due ex Springboks, che guardano con fiducia al grande impegno in programma nel 2027
Sudafrica, l'ultimo ko non preoccupa: "Possiamo vincere la Rugby World Cup anche con 15 infortuni" (ph OnRugby)
La partita disputata domenica 27 settembre a Perth ha rappresentato una grande sorpresa. Un’Australia dominante per oltre un’ora di gioco, che è poi riuscita a resistere in inferiorità numerica all’assalto del Sudafrica. La vittoria ha portato i Wallabies a conquistare preziosi punti anche in ottica World Rugby Ranking.
In Sudafrica però, sembra che la scosunfitta non abbia lasciato particolari allarmi, anzi. C’è chi pensa che, nonostante i vari cambi rispetto alle varie formazioni schierate contro gli All Blacks, la squadra sia estremamente competitiva e la possibilità di conquistare una storica terza Rugby World Cup consecutiva sia molto concreta.
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Sudafrica, l’ultimo ko non preoccupa: “Possiamo vincere la Rugby World Cup anche con 15 infortuni”
Due ex giocatori degli Springboks hanno infatti sottolineato come la squadra sia assolutamente competitiva e possa riuscire nella straordinaria impresa di ripetersi e sollevare la Webb Ellis Cup in cielo anche nel 2027. “Non penso che sia il caso di preoccuparsi. Rassie Erasmus ha a disposizione due squadre per la Coppa del Mondo – il commento di Oupa Mohoje – Se fossi Erasmus non andrei in panico. Si tratterebbe solamente di fare in modo che alcuni giocatori si abituino maggiormente a giocare i Tests, accettando e comprendendo questo tipo di rugby”.
L’ex flanker è intervenuto al podcast For the Love of Rugby: South Africa podcast. E con lui anche Steven Kitshoff, bicampione del mondo con gli Springboks. “Dare spazio a questi ragazzi di mettersi al passo con i titolari. Non voglio dire proprio con la formazione base vista nella Rugby’s Greatest Rivalry contro gli All Blacks, ma comunque con i giocatori chiave – le parole dell’ex pilone – Farli giocare più spesso permette loro di allinearsi agli altri e di dimostrare che, a prescindere da tutto, anche se dovessimo avere 15 infortuni nella prossima Coppa del Mondo, la squadra è abbastanza forte da poter sollevare al cielo il trofeo ancora una volta”.