Dave Rennie sostiene che i sorteggi della Rugby World Cup non proteggano le teste di serie
Il tecnico della Nuova Zelanda prova a ipotizzare big match solo nella fase "caldissima" del torneo
Dave Rennie sostiene che i sorteggi della Rugby World Cup non proteggono le teste di serie (Ph. Sebastiano Pessina)
Mentre la Nuova Zelanda sta preparando la Bledisloe Cup contro l’Australia, il tecnico degli All Blacks – Dave Rennie – prova a proiettarsi verso l’anno prossimo, quando l’obiettivo più importante per tutte le nazionali del pianeta sarà quello della Rugby World Cup 2027.
Dave Rennie sostiene che i sorteggi della Rugby World Cup non proteggano le teste di serie
Stuzzicato dai media neozelandesi, il tecnico espone la sua tesi sui sorteggi della Rugby World Cup facendo un paragone con la Coppa del Mondo di calcio: “Negli ultimi Mondiali di calcio sono arrivate in semifinale le squadre numero 1-2-3-4 del ranking internazionale, una cosa molto interessante e appetibile”.
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Poi aggiunge: “E’ chiaro che sia stata una casualità, però vorrei che anche per noi come rugby questo possa eventualmente accadere. Ora se guardo agli eventuali incroci del 2027, noi potremmo trovare il Sudafrica ai quarti di finale e chi emergerà vincitore dallo scontro poi la Francia: arrivare a prendersi il trofeo vuol dire battere tutte le più forti, ma farlo in una fase più avanzata del torneo dà alla manifestazione stessa più spettacolarità”.
Infine fa un rimando alla Rugby World Cup 2023: “Questa cosa successe anche tre anni fa…”. In Francia, negli ultimi Mondiali i quarti di finale Irlanda-All Blacks e Francia-Sudafrica offrirono uno show incredibile, ma estromisero dal torneo anzitempo i “Verdi” e i “Blues”: le semifinali, al netto del fatto che l’Inghilterra per pochissimo non riuscì ad eliminare gli Springboks, furono certamente meno piene di pathos pensando anche a uno sbilanciato Nuova Zelanda-Argentina.