Italia Femminile, Plinio Sciamanna: “Stiamo lavorando molto sull’attacco. Il focus è su di noi, ma attenzione al Giappone”

Le parole del ct delle azzurre nella settimana che porta alla sfida contro le asiatiche

Italia, Sciamanna:

Italia, Sciamanna: "Dal piede alle fasi statiche. Come lavoreremo per correggere i nostri difetti"

Il primo passo verso l’inizio di una nuova era. Plinio Sciamanna è pronto, da capoallenatore dell’Italia Femminile, a cominciare il percorso nelle WXV Global Series, che vedranno le azzurre giocare a settembre in casa contro Giappone e Sudafrica, e poi andare a ottobre a fare visita agli Stati Uniti.

Italia Femminile, Plinio Sciamanna: “Stiamo lavorando molto sull’attacco. Il focus è su di noi, ma attenzione al Giappone”

Il tecnico, divenuto da poche settimane head coach a tempo pieno della squadra, ha parlato di moltissimi aspetti in conferenza stampa soffermandosi sia su una visione generale delle cose sia su quanto potrà succedere nel match previsto per sabato 19 settembre, alle ore 14.30 a Fontanafredda (Pordenone), contro le nipponiche.

Sul momento della squadra: “Noi ovviamente dobbiamo ragionare a medio e lungo termine. Tra tre anni la squadra avrà un altro Mondiale, quindi i lavori iniziano prima. Non possiamo farli troppo a ridosso di certe competizioni, quindi è giusto muoversi in anticipo e iniziare tutta la parte di costruzione, sia tecnica sia legata alla leadership. È stata una cosa repentina, quello sì. Io sono qua da cinque anni, quindi l’ambiente per me non è cambiato. Conosco le giocatrici, conosco lo staff, abbiamo tutti un ottimo rapporto. Questo fa passare la cosa in maniera molto più tranquilla e serena”.

Il cambio di leadership e una nuova capitana: “Questo processo era già iniziato, perché anche la stessa Elisa aveva espresso, giustamente, la volontà di iniziare a fare questo tipo di percorso. La sua carriera non è infinita e, come dicevamo prima, per pensare al meglio a lungo termine si doveva iniziare un percorso di questo tipo. Per lei, per noi, per tutti quanti, era il momento adeguato per poterlo fare. Nei raduni di questa estate abbiamo iniziato a lavorare con tutta la squadra e con tutto il gruppo delle leader, cercando di individuare delle caratteristiche. Abbiamo pensato di completare le caratteristiche che ha Vittoria, come persona, come giocatrice e come leader, con altre caratteristiche, alcune simili e altre diverse, che si avvicinassero maggiormente alla maggior parte della squadra. L’obiettivo è avere, a 360 gradi, come se fosse quasi una persona unica più completa, che possa avere più visioni e quindi poi prendere la scelta migliore per tutti”.

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Il duello con il Giappone: “In questo momento siamo focalizzati tanto su noi stessi, perché dobbiamo installare nuovi processi e dare continuità anche a quello che è stato fatto prima, perché comunque va data importanza anche a quello. Abbiamo bisogno di concentrarci molto su noi stessi. Il Giappone è sempre una squadra che ha buone qualità sul punto d’incontro, specialmente difensivo. È una squadra che tende a giocare tanto e a muovere molto il pallone. Sarà fondamentale per noi la parte difensiva, cercando di non far fare il loro gioco. Ci stiamo preparando soprattutto su noi stessi, anche se ovviamente qualcosa della partita dobbiamo analizzare”.

Un nuovo sistema di gioco con identità offensiva: “Stiamo lavorando tanto sulla parte offensiva. Siamo all’inizio ed è sicuramente la cosa su cui abbiamo toccato un po’ di più. La parte difensiva è portata avanti già da un po’ ed è rimasta uguale anche a livello di chi se ne occupa, quindi su quello stiamo cercando di mantenere e consolidare. Sulla parte offensiva stiamo cercando di portare qualcosa di diverso e quindi ci stiamo lavorando abbastanza. Il nostro obiettivo sarà quello di giocare”

Scelte di formazione: “Dobbiamo sicuramente ragionare a tutto tondo. Non possiamo ragionare in questo momento in maniera particolare solo su un reparto o su una parte del gioco. Come abbiamo detto, dobbiamo cercare di costruire e sviluppare il più possibile. Nei trequarti c’è D’Incà che torna a 13. Ci ha giocato poche volte con la nazionale, quindi è un modo anche per rivedere e rivalutare alcune cose. Siamo convinti che sia una giocatrice che possa tranquillamente giocarci. In panchina c’è Aggio, che è all’esordio. Davanti, al di là delle necessità, abbiamo intenzione di dare spazio e far crescere le giocatrici dove abbiamo più bisogno ancora di portare delle ragazze a questo livello il prima possibile. Quindi sfruttiamo ogni occasione per poterlo fare”.

Sul suo nuovo ruolo da capo allenatore: “Sicuramente ho diverse cose da fare rispetto a prima, soprattutto a livello di relazione, comunicazione e gestione. Questo comporta ovviamente anche maggiori responsabilità. Sono ampiamente supportato dalle competenze che lo staff ha e questo rende tutto più facile. Come dicevo prima, io non sono entrato in un contesto: ero già in questo contesto e lo conosco benissimo. Sicuramente sto facendo delle cose diverse, ma non la sto vivendo come una cosa così impattante”.

L’assenza di Giordano: “Ci sono diverse questioni, sia per impegni extra sia per dare la possibilità ad altre giocatrici di crescere in questo contesto. È un mix di cose, non c’è nessuna particolarità”.

Il rapporto con Fabio Roselli, che l’ha preceduto in panchina: Con Fabio ci vediamo e ci siamo sentiti anche di recente. Abitiamo anche vicini, quindi è una cosa più naturale che ufficiale. Il nostro rapporto non è una cosa guidata da questo evento che ha fatto sì che ci sia stato il passaggio”.

Sulle nuove arrivate in gruppo: “Sia Laura Foscato sia Natascia Aggio sono giocatrici che seguiamo da un po’. Natascia aveva già fatto dei raduni con noi e comunque ha dimostrato di poter stare in questo contesto. Si sta allenando molto bene, quindi è giusto che noi le diamo questa possibilità, questa opportunità. Per quanto riguarda Laura, stesso ragionamento. Non aveva fatto dei raduni con noi l’anno scorso, quando avevamo allargato il gruppo anche all’Under 21. L’avevo convocata anche con le Zebre femminili quando abbiamo giocato la partita in casa. È una giocatrice che assolutamente ha qualità nel gioco, è anche una buona tecnica per la mischia ordinata. È un profilo giovane e abbiamo bisogno assolutamente di farla crescere”.

Sulle azzurre che normalmente giocano nei club all’estero: “Hanno iniziato da poco tempo. La loro stagione all’estero è iniziata da una o due settimane, quindi hanno fatto solo pochi allenamenti. Sicuramente sono contente di quello che stanno facendo e hanno trovato un ambiente in generale professionale. Questo le può aiutare a crescere sicuramente. L’importante è la crescita. Per noi la cosa fondamentale quando selezioniamo è selezionare le migliori giocatrici, quelle che stanno meglio. Quindi dove sono, sono. Non basta mai. Noi cerchiamo sempre di dare qualcosa in più rispetto a quello che è il lavoro del club. La cosa fondamentale è che loro mettano un impegno extra oltre a quello che fanno nei club. Solo così possiamo aiutarle e aiutarci ad arrivare nei momenti in cui poi tocca a noi nel migliore dei modi”.

Il ritorno di Beatrice Rigoni: “Con Beatrice ho parlato prima che venisse convocata. Come ho detto già altre volte, avevamo già avuto una conversazione rispetto al fatto che noi in questo momento volevamo sviluppare il più possibile. Lei non era una giocatrice da dover sviluppare, però avremmo valutato il suo percorso durante e dopo queste partite, durante l’anno. Ovviamente, per alcune necessità, si è presentata prima l’occasione di rivederla con il gruppo. Il suo approccio è stato assolutamente positivo, si sta allenando molto bene e per questo ha subito guadagnato un posto nelle 23. Siamo assolutamente contenti di vedere che una giocatrice ha tanta voglia di far parte di questo gruppo. Quando qualcuno dimostra questo, ovviamente è giusto riconoscerlo”.


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