Nigel Owens difende Rassie Erasmus e aggiunge: “Le nuove regole di World Rugby hanno peggiorato tutto”
L'ex arbitro ha una visione molto diversa rispetto ad altri addetti ai lavori sul comportamento del tecnico sudafricano
Nigel Owens difende Rassie Erasmus e aggiunge: "Le nuove regole di World Rugby hanno peggiorato tutto" (ph. Sebastiano Pessina)
Dopo la raffica di critiche verso Rassie Erasmus e i suoi cambi dell’ultimo minuto si leva a sorpresa una voce fuori dal coro, e che voce: è quella dell’ex arbitro Nigel Owens, che a WalesOnline ha spiegato il suo punto di vista sia sulla discussa tattica del tecnico sudafricano (che ha cambiato tutta la prima linea poco prima del calcio d’inizio, senza che vi fossero infortuni) sia sulle nuove regole di World Rugby che prevedono dei colloqui con gli arbitri solo in presenza di entrambi gli allenatori.
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Nigel Owens sul comportamento di Rassie Erasmus
Per Nigel Owens il comportamento di Rassie Erasmus potrebbe essere moralmente discutibile, ma non ha violato alcuna regola: “Capisco perché siano state fatte accuse del genere, ma personalmente non sono d’accordo. In definitiva, non ha infranto alcuna regola. Anche se non potrebbe cavarsela con una mossa del genere in competizioni come la Rugby World Cup o il Nations Championship, questa serie di Test è stata organizzata dalle due squadre e nessuno dei due allenatori è vincolato dalle normali regole delle 48 ore” ha spiegato l’ex arbitro.
“Si può sostenere che forse non sia nello spirito del gioco, certo che si può” prosegue Owens: “Ma Erasmus è un allenatore di livello mondiale e, se riesci a trovare un modo per ottenere un vantaggio per la tua squadra entro le regole di una determinata partita, ha il diritto di farlo. Dubito che qui in Galles ci lamenteremmo se questo significasse battere gli All Blacks per la prima volta dal 1953, che siamo d’accordo o meno”.
Nigel Owens sulle nuove regole di World Rugby
Owens è intervenuto anche sulla nuova regola di World Rugby che prevede l’incontro degli allenatori con l’arbitro prima della partita solo se entrambi accettano e solo se entrambi sono presenti contemporaneamente. Nel secondo test sia Erasmus che Rennie si sono rifiutati, con Erasmus che ha definito “impossibile discutere le proprie preoccupazioni con gli ufficiali di gara in presenza dell’allenatore avversario senza rivelare le tattiche della propria squadra”.
“Devo dire che capisco completamente la loro frustrazione” ha detto Nigel Owens: “Non capisco davvero perché entrambi gli allenatori debbano essere presenti, pensavo che funzionasse perfettamente bene così com’era. Non c’era nulla che non andasse. Se hai una tattica nascosta e vuoi preparare l’arbitro in anticipo, quella conversazione non avverrà se c’è anche l’allenatore avversario”.
Inoltre, per Owens questa regola potrebbe portare a un “effetto domino” ancora peggiore: “Adesso quelle preoccupazioni che prima venivano espresse privatamente all’arbitro in quegli incontri vengono ora espresse nei media prima delle partite, cosa meno costruttiva. Avere gli incontri com’erano prima sarebbe molto meglio che vedere gli allenatori esprimere le proprie opinioni sui media, perché poi ogni Tizio, Caio e Sempronio interviene con le proprie opinioni, spesso inaccurate, sulle decisioni arbitrali”.