World Rugby: nuova procedura di sanzione in caso di eccessi per proteggere gli arbitri
Oltre alle disposizioni esistenti, un collegio giudiziario indipendente può riesaminare i comportamenti o le osservazioni
World Rugby: nuova procedura di sanzione in caso di eccessi per proteggere gli arbitri (ph Sebastiano Pessina)
Soltanto poche settimane fa aveva creato discussioni e polemiche la squalifica di Gonzalo Quesada per le parole pronunciate al termine della partita contro la Nuova Zelanda nei confronti del direttore di gara transalpino Luc Ramos.
World Rugby aveva deciso di squalificare il ct dell’Italia. Una decisione presa a seguito di un cambiamento di protocollo che a molti tecnici, tra cui Rassie Erasmus, proprio non piace.
Una scelta che World Rugby ha voluto prendere a tutela degli arbitri. Come la decisione di squalificare Tomas Albornoz a seguito di quanto accaduto nel corso della partita contro l’Inghilterra nell’ultima giornata di Nations Championship. E ora, anche a fronte di un aumento di insulti e molestie che arrivano online, World Rugby ha deciso di introdurre una nuova procedura, come sottolinea L’Equipe.
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World Rugby: nuova procedura di sanzione per proteggere gli arbitri
Stando a quanto riportato dal quotidiano francese, gli episodi di Quesada e Albornoz sono soltanto degli apripista. Di fronte alla “inaccettabile moltiplicazione di abusi e minacce contro i funzionari delle partite”, soprattutto sui social network, l’organo di governo del rugby mondiale ha deciso di essere molto più severo contro il cattivo comportamento di giocatori e allenatori.
Stando a quanto riferito da L’Equipe: “World Rugby aveva notato un aumento degli eccessi di atleti e staff nei confronti degli arbitri sul campo” e voleva chiaramente stabilire un nuovo livello di sanzioni. Oltre alle disposizioni esistenti, un collegio giudiziario indipendente può riesaminare i comportamenti o le osservazioni fatte contro un funzionario.
Questo panel può giudicare “Se qualsiasi comportamento o commento fatto da un membro della squadra include accuse secondo cui un direttore di gara ha agito con pregiudizi, in maniera inappropriata, influenze esterna o con l’intenzione deliberata di influenzare un risultato” ed era “probabile che minasse la fiducia nei funzionari di gara”. La decisione riguarda solo le partite internazionali gestite dal World Rugby