Italia, Michele Lamaro non si nasconde: “Purtroppo non riusciamo sempre ad imparare dal nostro passato”

In conferenza stampa con Richard Hodges, il capitano ammette i limiti dimostrati dalla squadra azzurra nella dura sconfitta con l'Australia

Michele Lamaro ph. S.pessina

Italia, Michele Lamaro non si nasconde: "Purtroppo non riusciamo sempre ad imparare dal nostro passato" - ph. Sebastiano Pessina

A Perth, contro l’Australia, si è chiusa la prima parte del Nations Championship 2026 per l’Italia. Un luglio complessivamente negativo, se non per il buon primo tempo giocato con gli All Blacks.

Per il resto, il tour era iniziato male con la sconfitta per mano del Giappone e si è chiuso con un risultato anche peggiore, il duro 57-10 inflitto dai Wallabies a degli Azzurri poco presenti in campo, se non per le imprecisioni e gli errori commessi. In conferenza stampa al termine di Australia-Italia sono intervenuti il capitano Michele Lamaro e l’allenatore della difesa Richard Hodges (al posto di Gonzalo Quesada squalificato)

Italia, Michele Lamaro non si nasconde: “Purtroppo non riusciamo sempre ad imparare dal nostro passato”

Queste le dichiarazioni di Michele Lamaro: “Penso che abbiamo avuto tanti problemi in difesa e in diverse zone del campo, e ci abbiamo messo troppo tempo a trovare delle soluzioni. Se provavamo a stringerci in difesa trovavano spazio al largo, quando ci allargavamo loro ci punivano nella zona del punto d’incontro. Questo ci ha fatto male, perché ogni volta che entravano nei 22 diventava difficilissimo da difendere ma allo stesso tempo senza riuscire davvero a uscirne fuori. Siamo stati anche carenti al contatto e, con tutto questo, la partita ci è scivolata di mano”.

“Certo che era il fine stagione, ci sono stati i viaggi, diverse assenze, ma le uniche risposte le possiamo trovare dentro di noi. Noi purtroppo non abbiamo la capacità di giocare al nostro 85%-90% ed essere competitivi. Basta una sola volta che siamo leggermente sotto i nostri standard, soprattutto nella fisicità, e quella partita la paghiamo. Lo si è visto anche nel secondo tempo con gli All Blacks: quando abbiano iniziato a subire qualcosa dal punto di vista fisico contenere avversari simili diventa per noi davvero difficile”.

Sull’episodio della rissa nella ripresa per cui Marco Riccioni (già sostituito) ha subito un cartellino rosso: “Le nostre sono state settimane molto intense già dal raduno a L’Aquila, con l’ingresso di diversi elementi nel gruppo a cui faccio i miei complimenti per quello che hanno portato. Però se quello che prepari fuori poi non riesci a portarlo in campo allora il lavoro precedente rimane fine a sé stesso. Questa discrepanza secondo me è ciò che ha generato quella frustrazione che si è vista nella partita e in quell’episodio in particolare”.

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“Se questo tour può lasciare delle scorie? Dopo un po’ di anni che sono in questo gruppo ho capito che per noi non è difficile tanto rialzarci dopo dei periodi negativi, l’orgoglio ci fa tirare fuori sempre una risposta. È più difficile per noi essere consistenti e costanti nelle nostre prestazioni: dopo un Sei Nazioni dove abbiamo fatto vedere tante cose buone, il rischio era proprio quello di incappare in un tour estivo già complicato di suo. Quindi scorie no, ma purtroppo non sempre riusciamo ad imparare dal nostro passato”.

Richard Hodges, allenatore della difesa, si è concentrato di più sulle difficoltà avute subito in avvio di partita: “L’Australia si è confermata davvero efficace ogni volta che è entrata nei 22, come è stata anche contro altri avversari. Per noi quindi era fondamentale mantenere la disciplina e uscire bene da quella zona del campo, cosa che però sin dai primi minuti abbiamo eseguito male”.

“Inoltre abbiamo pagato molto al contatto soprattutto nel primo tempo, perdendo spesso dei metri e mettendoci così nella situazione di non riuscire a rallentare i loro punti d’incontro e l’uscita del pallone dalla ruck. Si è iniziato ad aggiustare qualcosa nel secondo tempo, ma purtroppo con quel punteggio la partita era già indirizzata”, ha concluso il tecnico.

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