Nations Championship, per entrambe è “ora o mai più”: la preview di Australia-Italia
Entrambe le formazioni vengono da due sconfitte e una chiuderà con zero vittorie la fase estiva del torneo: quale potrà essere la partita Azzurri e Wallabies?
Nations Championship, per entrambe è "ora o mai più": la preview di Australia-Italia (ph. Sebastiano Pessina)
Australia-Italia arriva in un momento delicatissimo per entrambe. Per i Wallabies sono arrivate due sconfitte beffarde (soprattutto quella con l’Irlanda) mentre gli Azzurri vengono da due partite che sono parse un passo indietro rispetto al Sei Nazioni, soprattutto quella contro il Giappone. L’Italia ai suoi livelli si è vista solo nel primo tempo con gli All Blacks: troppo poco. Per questo, il match è fondamentale per entrambe le squadre: una delle due chiuderà la sessione estiva del Nations Championship con zero vittorie.
L’Australia vista nelle prime due giornate di Nations Championship è una squadra piena di talento, ma ancora instabile. Contro l’Irlanda ha segnato cinque mete ed è rimasta avanti per lunghi tratti, prima di farsi riprendere nel finale. Contro la Francia era avanti 21-12 all’intervallo, poi ha perso completamente il controllo della partita fino al 26-42. In questo senso Australia e Italia condividono un problema simile: dare continuità alle proprie prestazioni per 80 minuti, un problema che in realtà gli Azzurri avevano risolto al Sei Nazioni, ma in questo tour estivo hanno pagato la tanta stanchezza, riportando alla luce alcuni vecchi difetti.
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Quando l’Australia è pericolosa
La squadra di Schmidt diventa pericolosa soprattutto quando può giocare su palloni di recupero, transizioni e difese non perfettamente schierate. Nelle ultime due partite ha cercato spesso campo aperto, ritmo e linee di corsa imprevedibili. Tom Wright, da estremo, può incidere sulla partita attaccando palla in mano sia col piede, come dimostrano i 50:22 trovati contro la Francia. Joseph-Aukuso Suaalii e Len Ikitau sono i riferimenti in mezzo al campo: il primo può attaccare linea anche su palloni sporchi, il secondo dà qualità, letture e continuità. E soprattutto, l’Italia ha preso davvero troppe mete da linebreak nelle prime due partite, e in questo senso i centri australiani potrebbero diventare difficili da gestire.
Davanti, Rob Valetini resta il ballcarrier più pericoloso, mentre tutti si aspettano di capire quanto potrà dare a questa squadra Carlo Tizzano, la sorpresa della formazione di Schmidt. L’Italia dovrà stare attenta soprattutto all’inizio. L’Australia è partita forte sia contro l’Irlanda sia contro la Francia e cercherà di mettere subito la partita sui suoi binari, soprattutto sapendo che anche gli Azzurri mancano di continuità e che in questo caso la squadra di Quesada si schiera senza alcuni dei suoi uomini migliori. Senza i fratelli Cannone il pacchetto azzurro avrà meno fisicità in mezzo al campo: se in terza linea lo spostamento di Vintcent a 8 con l’inserimento del sempre affidabile Favretto fra i titolari può ovviare all’assenza di Lorenzo, Giulio Marini è invece chiamato a un compito ancora più gravoso, quello di sostituire forse uno dei giocatori meno sostituibili del gruppo azzurro, Niccolò. Anche per questo Quesada gli ha messo di fianco uno dei leader azzurri, Federico Ruzza, che avrà il doppio compito di tenere in piedi la touche e guidare il giovane compagno di squadra nei meandri del caos più o meno organizzato degli australiani.
Dove l’Italia può rispondere
Dall’altra parte l’Australia tende a perdere lucidità col passare dei minuti: nei secondi tempi contro Irlanda e Francia sono aumentati di molto i falli – soprattutto nel breakdown – e gli errori di esecuzione. In particolare, si è vista un’Australia che faticava ad uscire dalla propria metà campo, ed è proprio lì che l’Italia deve portare i Wallabies: pressione furiosa dei propri avanti (soprattutto sul 10, Meredith, esordiente tra alti e bassi con la Francia) tanto lavoro sul territorio e tenere la squadra di Joe Schmidt più lontana possibile dai propri 22, evitando di consegnare palloni facili a Wright e compagnia. E in questo senso servirà un notevole passo avanti nel gioco al piede, deficitario contro Giappone e All Blacks.
L’Italia però ha le qualità per rendersi pericolosa in attacco: vero che non c’è Menoncello (e allora spazio a tante cariche di Odogwu) ma Brex può dare imprevedibilità alla manovra e creare diverse opzioni in ogni possesso offensivo, costringendo i Wallabies a prendere decisioni sotto pressione – e possibilmente a sbagliarne qualcuna. Il rientro di Pani, in questo senso, offre ulteriore pericolosità in attacco, con l’estremo delle Zebre che può attaccare lo spazio e creare scompiglio in una difesa australiana che potrebbe avere dei cali. E poi c’è la mischia, il punto forte dell’Italia: Riccioni viene da due grandi partite, e Hasa è chiamato a confermarsi da titolare con Fischetti che dalla panchina può fare potenzialmente sfracelli. Se gli Azzurri saranno ancora dentro la partita dopo l’ora di gioco, il peso potrebbe spostarsi tutto sui Wallabies, una squadra piena di talento ma reduce da troppe occasioni sprecate. L’Italia, paradossalmente, in questi ultimi anni di occasioni ne ha sprecate molto meno, ma deve uscire da questa fase di stallo.
Francesco Palma
Nations Championship: le formazioni di Australia-Italia
Australia: 15 Tom Wright, 14 Max Jorgensen, 13 Joseph-Aukuso Suaalii, 12 Len Ikitau, 11 Harry Potter, 10 Declan Meredith, 9 Ryan Lonergan, 8 Harry Wilson (capitano), 7 Carlo Tizzano, 6 Rob Valetini, 5 Jeremy Williams, 4 Josh Canham, 3 Allan Alaalatoa, 2 Brandon Paenga-Amosa, 1 Angus Bell
A disposizione: 16 Billy Pollard, 17 James Slipper, 18 Zane Nonggorr, 19 Miles Amatosero, 20 Fraser McReight, 21 Tate McDermott, 22 Ben Donaldson, 23 Filipo Daugunu
Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Paolo Odogwu, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi; 8 Ross Vintcent, 7 Michele Lamaro (capitano), 6 Riccardo Favretto, 5 Federico Ruzza, 4 Giulio Marini, 3 Marco Riccioni, 2 Gianmarco Lucchesi, 1 Muhamed Hasa.
A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Danilo Fischetti, 18 Ion Neculai, 19 Andrea Zambonin, 20 Alessandro Ortombina, 21 Alessandro Fusco, 22 Giacomo Da Re, 23 Leonardo Marin.