Un giocatore della Spagna under 20 è stato cacciato dal Mondiale per insulti razzisti
Grandi polemiche, con le versioni di francesi e spagnoli che non combaciano, ma World Rugby ha preso una decisione molto netta
Un giocatore della Spagna under 20 è stato cacciato dal Mondiale per insulti razzisti (ph. World Rugby)
Sette giornate di squalifica e una durissima reazione da parte di World Rugby: è quanto accaduto allo spagnolo Mateo Aragón dopo la sfida della Pool D tra Francia e Spagna, valida per la seconda giornata della fase a gironi del Mondiale under 20.
Stando alle ricostruzioni, Aragón avrebbe pronunciato delle affermazioni pesantemente razziste nei confronti del mediano di apertura della Francia Luka Keleatona, mentre i giocatori spagnoli passavano accanto a quelli francesi dopo una meta: “Ero lì per riunire i ragazzi sotto i pali Gli spagnoli ci sono passati accanto ed è in quel momento che ho sentito le frasi razziste. Non c’è posto per il razzismo su un campo da rugby. Non deve passare inosservato”.
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Secondo i giornali Francesi (L’Equipe, Midi Olyimpique/Rugbyrama, La Depeche) Aragón avrebbe detto a Keleatona: “Levati, vattene, con quella faccia da cinese e quegli occhi…” con il mediano francese che ha aggiunto di non aver sentito la fine della frase.
Diversa è la versione della Federazione Spagnola, che prima di tutto ha negato l’utilizzo della parola “chino” (normalmente neutra, ma che se usata per esprimere una stigmatizzazione come “faccia da cinese” assume connotati diversi) da parte di Aragón, e soprattutto ha aggiunto che in realtà sarebbe stato Keleatona ad insultare il giocatore spagnolo dicendo “Spagnoli di m…a”, e a quel punto Aragón avrebbe risposto “Levati, vattene, brutta faccia”.
La commissione disciplinare ha esaminato le immagini e l’audio della partita e ha preso in considerazione le testimonianze di membri di entrambe le squadre, e dopo aver ascoltato tutte le versioni ha stabilito che Aragón non aveva dimostrato, secondo il criterio del bilanciamento delle probabilità, che la citazione dovesse essere annullata. Lo spagnolo era stato squalificato inizialmente per 12 partite, ridotte poi a 7 poiché non aveva mai ricevuto provvedimenti disciplinari in precedenza.
“Non c’è posto nel rugby o nella società per discriminazione, abusi o discorsi d’odio, e qualsiasi denuncia di discriminazione viene presa estremamente sul serio da World Rugby e dal suo personale disciplinare” ha scritto World Rugby in un comunicato: “Pur riconoscendo che le emozioni comprensibilmente si accendono quando vengono presentate denunce di questo tipo, World Rugby invita la famiglia del rugby a rispettare tutte le persone coinvolte, in particolare sui social media”.