Tre italiani, un gioco a 1000 all’ora e tanta voglia di arrivare fino in fondo: chi sono gli Exeter Chiefs che sfidano il Benetton

I tre Azzurri sono tra i giocatori chiave della squadra di Baxter, che sembra intenzionata a voler andare fino in fondo alla Coppa

Tre italiani, un gioco a 1000 all'ora e tanta voglia di arrivare fino in fondo: chi sono gli Exeter Chiefs che sfidano il Benetton

Finora il Benetton ha fatto percorso netto in Challenge Cup: cinque vittorie su cinque e quarti di finale conquistati da testa di serie, con il diritto di giocare tutte le partite in casa fino all’eventuale finale di Bilbao. Adesso, però, l’asticella si alza. A Treviso arrivano gli Exeter Chiefs, quarti in Premiership e seriamente intenzionati ad arrivare fino in fondo anche in Coppa.

Exeter fa sul serio

Lo hanno dimostrato nella sfida degli ottavi di finale contro Munster, due squadre che nonostante gli obiettivi di campionato avevano fatto capire di puntare molto alla Challenge, schierando due formazioni di altissimo livello. La Red Army aveva tutto il blocco irlandese, da Crowley a Beirne, mentre i Chiefs hanno schierato tutti i loro titolari, dagli inglesi Feyi-Waboso e Slade al blocco azzurro formato da Zambonin, Vintcent e Varney, insieme agli altri internazionali Jenkins (Galles) e Tom Hooper (Australia).

Insomma, Rob Baxter fa davvero sul serio, e la sua squadra ha demolito Munster in maniera sorprendente: 31-0 nel primo tempo, poi gestione e qualche regalino fino al 31-21 finale, ma la partita non è stata mai realmente in discussione. Un cambio di passo importante dopo un girone buono ma non eccezionale (chiuso al terzo posto con 2 vittorie, un pareggio e una sconfitta), mentre agli ottavi si è visto l’Exeter versione Premiership, che al momento viaggia con 8 vittorie, un pari e solo 3 sconfitte.

Un gioco a 1000 all’ora

Quello dei Chiefs sarà un banco di prova molto importante per il Benetton: Exeter gioca a ritmi altissimi, col piede sempre premuto sull’acceleratore, anche a costo di andare a volte fuori giri. Anche per questo si affida tantissimo all’azzurro Stephen Varney, che con questo modo di giocare va a nozze, coadiuvato da un mediano di apertura altrettanto rapido e talentuoso come Harvey Skinner, mai considerato da Nazionale ma punto fermo di Exeter da sempre, considerando che non ha praticamente mai saltato una partita quest’anno, giocando 20 match e tutti da titolare.

Baxter ama gli avanti dinamici, e infatti oltre a Vintcent (suo pupillo da sempre) giocano spesso l’australiano Tom Hooper e l’inglese Greg Fisilau: i Chiefs amano attaccare lo spazio con le loro terze, lavorando nel breakdown per avere palloni veloci e poi muoversi subito al largo, dove la velocità di Feyi-Waboso e la fisicità di Bampoe possono fare la differenza. Tutto questo coordinato ovviamente dal solito Slade, che con quel piede fa quello che vuole. E in questo senso la presenza di Varney è centrale, perché (come fa spesso anche in Nazionale) segue spesso l’azione con una linea di corsa parallela ai trequarti che attaccano lo spazio, in modo da proporsi subito in sostegno: non è un caso che con i Chiefs l’azzurro abbia già segnato 5 mete quest’anno, quando fino all’anno scorso era arrivato a 19 marcature in tutta la sua (seppur ancora giovane) carriera.

Tutto questo passa ovviamente dalle fasi di conquista: in mischia Exeter può contare su una vecchia conoscenza del rugby internazionale, il pilone sinistro australiano Scott Sio, ben 72 caps con i Wallabies dal 2013 al 2022. E la rimessa laterale è in mano ad Andrea Zambonin – gforse il giocatore che ha fatto il salto di qualità più importanti tra gli italiani arrivati ad Exeter – e al gallese Daffyd Jenkins, due giocatori di livello internazionale, con il secondo che è anche capitano dei Chiefs e lo è stato anche della nazionale gallese. Ciò che impressiona particolarmente di Exeter è proprio la capacità di alternare in continuazione avanti e trequarti in attacco in maniera fluida ed efficace, anche se non sempre continua.

Punti deboli

Dove può fare la differenza il Benetton? Il suo gioco molto strutturato può dar fastidio ai Chiefs, che da un lato sono iperaggressivi in difesa, ma dall’altro proprio per questo non sono sempre precisissimi nella salita difensiva. Dal punto di vista fisico Exeter è una squadra molto dinamica e ha tanti ballcarrier abrasivi, più che dei veri e propri “arieti”, e in questo senso innescare giocatori che a contatto possono fare la differenza come Ratave e Menoncello potrebbe creare seri problemi alla squadra inglese, forse un po’ “leggera” in alcuni punti.

Sarà fondamentale anche il gioco al piede, fondamentale in cui né Exeter né Benetton hanno particolarmente brillato in questa stagione, ma i biancoverdi hanno mostrato segnali molto positivi in questo senso nell’ultima uscita contro Cardiff. E in generale, il Benetton (pur concedendo sorprendentemente tanto in una partita comunque strana come quella contro Cardiff) ha sempre dimostrato una certa compattezza difensiva, che sarà importantissima contro una formazione che da un lato gioca a ritmi altissimi ed è sempre pericolosa, dall’altra parte però ha manifestato delle difficoltà nel decision making, e starà ai biancoverdi approfittare dei possibili errori che i Chiefs potrebbero commettere in attacco. La chiavi per battere Exeter saranno la continuità e la struttura.

Francesco Palma


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