Nations Championship: Inghilterra padrona a Twickenham, Australia in ombra
Partita condotta dagli inglesi, che fanno il buono e il cattivo tempo contro dei Wallabies poco presenti
Nations Championship: Inghilterra padrona a Twickenham, Australia in ombra - ph. Sebastiano Pessina
Il confronto tra Inghilterra e Australia, valido per la quarta giornata del Nations Championship 2026, poteva essere una delle partite più equilibrate del turno: così però non è stato per merito di una squadra inglese capace di mantenere molto più possesso e, nonostante alcune imprecisioni, capace di convertirlo in punti.
Dall’altra parte l’Australia ha avuto soltanto alcuni spunti, per il resto è riuscita a costruire poco; non è un caso che due delle sue tre mete nascono sostanzialmente da dei regali avversari. Regali che comunque fanno poco male, considerando che i padroni di casa di marcature ne hanno segnate ben sette e chiuso la partita con un netto 45-22.
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Inghilterra-Australia, la cronaca
A Twickenham si entra subito nell’azione: l’Inghilterra si mette sul piede avanzante grazie alla potenza all’impatto di Ben Earl, Jack van Poortvliet alimenta velocemente l’offensiva verso i suoi trequarti che liberano Immanuel Feyi-Waboso per andare a schiacciare al 2′. L’arbitro Pierre Brousset col supporto del Tmo ravvisa però un passaggio in avanti precedente e tutto viene annullato.
Prosegue il gioco tra uno scambio e l’altro quando all’8′ un’ostruzione australiana concede all’Inghilterra una nuova occasione per entrare in profondità nei 22 avversari. Dalla rimessa laterale si costruisce un drive che sembra essere contenuto: una parte del blocco bianco riesce però a proteggere il portatore di palla Jamie George e tornare a spingere, portando il tallonatore in meta. Se Fin Smith non trova la trasformazione, poco dopo è l’Australia a rispondere: fuorigioco inglese e Wallabies che vanno per i pali con Ryan Lonergan. È così che all’11’ il punteggio segna 5-3.
Nel complesso sono i padroni di casa a tenere il pallino del gioco in mano ma a causa si alcune incomprensioni ed errori gestuali il tanto possesso si conclude in un nulla di fatto. Questo fino al 25′ quando una nuova azione Feyi-Waboso riporta in attacco l’Inghilterra: Fin Smith dà il ritmo, il pallone viaggia veloce al largo e, grazie al bel passaggio di George Furbank, la difesa australiana viene saltata al largo dove c’è Ollie Chessum. Così l’Inghilterra segna la sua seconda meta e, con la trasformazione di Smith, si porta sul 12-3.
Australia che si vede poco in campo e, quando si vede, il danno è anche peggiore: al 32′ Angus Bell viene sanzionato dall’arbitro Brousset con un cartellino giallo (che tale resta per decisione del Bunker) per hip drop tackle. Per i Wallabies va così di male in peggio, con l’Inghilterra che subito approfitta della superiorità numerica per andare in penaltouche, formare il drive e andare in meta con Joe Heyes.
Tutto sembra in controllo per l’Inghilterra che ha sempre il possesso ed ecco che, a meno di un minuto dalla fine del primo tempo, un passaggio un po’ lento di Jack van Poortvliet viene intercettato da Max Jorgensen che si fa metà campo e segna una meta che può ridare animo ad una spenta Australia che finora aveva costruito poco. Al momento di andare a riposo negli spogliatoi il parziale di Inghilterra-Australia segna 19-10.
All’inizio della ripresa, prima che l’Australia torni in 15, l’Inghilterra decide di sistemare all’intercetto subito. Il neo-entrato Henry Pollock si fa subito ben vedere come ball carrier e avanza, l’azione prosegue con un buon break di Furbank che poi serve al largo Tommy Freeman. L’ala avanza, richiama su di sé l’ultimo difensore e così serve all’interno van Poortvliet che può comodamente marcare la meta del bonus offensivo.
Sul punteggio di 26-10 si torna a giocare in 15 contro 15 e si procede con fiammate alterne: break di van Poortvliet, 50-22 di Len Ikitau e successiva touche rubata dai padroni di casa, nuova folata australiana pericolosa con Henry Slade ma il punteggio non si muove. Dal 53′ l’Inghilterra riesce a dare continuità ad una propria azione (favorita dai falli avversari) e così tornare a muovere il tabellino. A segnare il proprio nome è Pollock che, in azione al largo come fosse un’ala, segna una doppietta nel giro di meno di due minuti tra 55′ e 57′.
Il punteggio schizza così su un 38-10 che fa male per l’Australia di coach Les Kiss. Ecco che allora, punti sull’orgoglio, i Wallabies ci provano a battere un colpo soprattutto coi subentrati Ben Donaldson e Filipo Daugunu. È proprio quest’ultimo al 62′ ad andare dritto per dritto, reggere due tentativi di placcaggio e segnare la seconda meta ospite. In questi minuti sono però gli australiani i più fallosi e così le possibilità di reagire e dimostrare qualcosa si riducono.
Se l’Australia non riesce a costruire una nuova azione da meta è l’Inghilterra a concedergliela: touche bianca a pochi metri dalla propria linea di meta, Maro Itoje conserva il possesso ma, scendendo, tocca dentro con un compagno e il pallone cade. Sull’ovale si avventa lesto Jeremy Williams che segna la terza meta australiana. Nel tentativo di giocare per trovare la quarta marcatura Daugunu esagera e regala un ovale a Ben Spencer che schiaccia la settima meta inglese. Il match Inghilterra-Australia, valido per la quarta giornata del Nations Championship 2026, finisce così sul 45-22.
Matteo Salmoiraghi
Nations Championship, quarta giornata: formazioni e tabellino di Inghilterra-Australia
Inghilterra: 15. George Furbank, 14. Tommy Freeman, 13. Henry Slade, 12. Seb Atkinson, 11. Immanuel Feyi-Waboso, 10. Fin Smith, 9. Jack van Poortvliet, 1. Fin Baxter, 2. Jamie George, 3. Joe Heyes, 4. Maro Itoje, 5. Alex Coles, 6. Ollie Chessum, 7. Ben Curry, 8. Ben Earl.
A disposizione: 16. Luke Cowan-Dickie, 17. Ellis Genge, 18. Will Stuart, 19. George Martin, 20. Greg Fisilau, 21. Henry Pollock, 22. Ben Spencer, 23. Marcus Smith.
Marcatori Inghilterra
Mete: George 8′, Chessum 26′, Heyes 33′, van Poortvliet 43′, Pollock (55′, 57′), Spencer 76′
Trasformazione: Smith 27′, 34′, 44′, 58′
Punizioni:
Australia: 15 Tom Wright, 14 Max Jorgensen, 13 Isaac Henry, 12 Len Ikitau, 11 Joseph-Aukuso Suaalii, 10 Declan Meredith, 9 Ryan Lonergan, 8 Harry Wilson, 7 Fraser McReight, 6 Jeremy Williams, 5 Lukhan Salakaia-Loto, 4 Josh Canham, 3 Allan Alaalatoa, 2 Billy Pollard, 1 Angus Bell.
A disposizione: 16 Josh Nasser, 17 Isaac Kailea, 18 Taniela Tupou, 19 Rob Valetini, 20 Carlo Tizzano, 21 Tate McDermott, 22 Ben Donaldson, 23 Filipo Daugunu.
Marcatori Australia
Mete: Jorgensen 40′, Daugunu 62′, Williams 74′
Trasformazione: Lonergan 40′, Donaldson 75′
Punizioni: Lonergan 11′