Chi è Domingo Miotti: il nuovo mediano d’apertura ex Pumas che può giocare per l’Italia
Classe 1996, una carriera di alti e bassi e una nuova vita sportiva che può cominciare all'alba dei 30 anni: ecco il nuovo numero 10 convocato da Gonzalo Quesada (che lo ha già allenato ai Jaguares)
Chi è Domingo Miotti: il nuovo mediano d'apertura ex Pumas che può giocare per l'Italia (Photo by Sylvain THOMAS / AFP)
L’ufficialità è arrivata: Domingo Miotti è stato convocato da Gonzalo Quesada tra i giocatori che prepareranno il match di Nations Championship tra Italia e Sudafrica. L’ex mediano d’apertura dei Pumas, quindi, potrà davvero giocare con la maglia azzurra per via del nonno italiano, se il tecnico deciderà di schierarlo. Inoltre, il numero 10 di Montpellier ritrova un allenatore che nella sua carriera è già stato fondamentale, quel Gonzalo Quesada che lo ha allenato ai Jaguares e lo ha fatto esordire nel 2019.
Domingo Miotti sembrava destinato a diventare il futuro numero 10 dell’Argentina. Nel 2019 aveva esordito nel Super Rugby e aveva raggiunto la finale del torneo con i Jaguares di Gonzalo Quesada e aveva cominciato a costruirsi una reputazione importante. Nel 2020 sarebbe arrivato anche l’esordio con i Pumas, prendendo il posto di Nicolás Sánchez, il suo idolo fin da bambino. Tutto sembrava pronto per l’ascesa definitiva, ma le cose non sono andate come previsto. Miotti ha avuto una carriera fatta di grandi prestazioni, trasferimenti, occasioni mancate e soprattutto tanti infortuni. Ha giocato in Argentina, Australia, Scozia e Francia, senza riuscire a trovare una vera continuità fino alla stagione 2025/26, quando a Montpellier è diventato uno dei migliori mediani d’apertura (e uno dei migliori piazzatori, con percentuali sempre sopra l’80%) del Top 14, arrivando a disputare due finali e vincendo la Challenge Cup.
Adesso, a 30 anni, davanti a lui potrebbe aprirsi un altro capitolo, stavolta con la maglia dell’Italia. Felipe Contepomi ha raccontato di averlo cercato per riportarlo nei Pumas nell’estate 2026, ma che Miotti ha preferito valutare la possibilità di giocare con gli Azzurri. Gonzalo Quesada, che lo conosce benissimo dai tempi degli Jaguares, ha confermato l’interesse, spiegando che l’attesa era dovuta a un infortunio del giocatore e alla valutazione del caso da parte di World Rugby che – vista la convocazione – sembra aver dato il nulla osta.
Alti e bassi, gioie e cadute
Classe 1996, nato a San Miguel de Tucumán nel nord dell’Argentina, Miotti ha origini italiane per via del nonno. Quella di Domingo Miotti sembrava dover essere una carriera da predestinato. Il suo idolo è sempre stato Nicolas Sanchez, immenso numero 10 dei Pumas: fin da piccolo provava a imitarne le giocate e il modo di calciare. Miotti arriva nell’Argentina under 20 a soli 18 anni e gioca 3 Mondiali di categoria – 2014, 2015 e 2016 – poi passa attraverso l’Argentina XV e la Nazionale Seven. Tutto sembra pronto per l’approdo in Nazionale maggiore, ma nel 2017 il ginocchio fa crack per la prima volta: deve sottoporsi addirittura a tre operazioni chirurgiche e resta fuori un anno.
Dopo l’infortunio si rimette in carreggiata, e dopo un anno di gavetta il 6 aprile 2019 arriva la grande occasione, e lui la sfrutta alla grande. I Jaguares di Gonzalo Quesada stanno perdendo contro i Bulls a Pretoria, e Miotti entra dalla panchina a dieci minuti dalla fine, e lì succede l’incredibile: segna due mete, la seconda praticamente allo scadere, e ribalta una partita che sembrava già persa. A casa Miotti, nel quartiere Norte di Tucumán, il padre Hugo, la madre Magdalena e i quattro fratelli Valentina, Francisco, Bernardita e Lourdes avevano seguito insieme la partita davanti alla televisione. Il padre ammise che stavano diventando sempre più impazienti perché Domingo non entrava, poi arrivarono le due mete e finirono tutti in lacrime. E Miotti, dopo una prestazione che avrebbe potuto raccontare in mille modi, si limitò a minimizzare: il merito era della squadra, lui aveva soltanto schiacciato il pallone oltre la linea. Quella stagione si concluse con la finale di Super Rugby, persa dai Jaguares contro i Crusaders.
L’ascesa di Miotti sembra inarrestabile: un anno e mezzo dopo arriva il debutto con l’Argentina, proprio al posto del suo idolo Nicolas Sanchez. Contro l’Australia finisce 16-16 e alla fine il giovane mediano mette a segno 8 punti con due piazzati e una trasformazione. Miotti avrebbe poi totalizzato dieci presenze con i Pumas, ma senza riuscire a conquistare stabilmente la maglia numero 10 che a un certo punto sembrava potersi cucire addosso.
Nel frattempo, la pandemia aveva modificato profondamente il panorama del rugby argentino e portato alla fine dell’esperienza degli Jaguares nel Super Rugby. Nel 2021 Miotti si trasferisce alla Western Force, in Australia, dove gioca una decina di partite. Poi passa ai Glasgow Warriors, in Scozia, dove rimane per due stagioni. L’esperienza non è semplicissima: la concorrenza è importante, il minutaggio limitato e gli infortuni continuano a condizionarlo. Riesce comunque a lasciare il segno arrivando alla finale di Challenge Cup nel 2023, persa contro Tolone. Nell’estate 2023 decide di cambiare ancora, passando all’Oyonnax. Ed è una scelta importante: a Glasgow aveva inizialmente accettato un rinnovo, ma preferisce trasferirsi in Francia per giocare con maggiore continuità, anche nella speranza di tornare stabilmente nel giro dei Pumas. A Oyonnax trova finalmente ciò che cercava: fiducia, responsabilità e tanti minuti. Disputa 22 partite tra tutte le competizioni, segna 168 punti e nel dicembre 2023 viene anche indicato tra i migliori mediani d’apertura del Top 14. Poi arriva la chiamata di Montpellier.
Prima la peggior stagione della carriera, poi la rinascita
A Montpellier le cose iniziano malissimo. La prima stagione Miotti la passa praticamente tutta ai box, tanto da definirla “la peggior stagione della mia vita”: prima un problema al ginocchio, poi uno al polpaccio, poi un altro ancora alla coscia. Di fatto non gioca mai e non riesce nemmeno ad allenarsi. Montpellier intanto si guarda intorno e cerca altri 10 sul mercato, temendo di non poterlo mai avere realmente a disposizione, ma anche stavolta Miotti dimostra una capacità di rialzarsi fuori dal comune e tira fuori dal cilindro una stagione pazzesca: prende in mano la squadra e nell’annata 2025-26 segna 265 punti, chiudendo terzo nella classifica dei migliori marcatori, e porta Montpellier fino alla finale del campionato, persa 28-20 contro Tolosa. Nel frattempo vince anche la Challenge Cup, con il successo per 59-26 contro Ulster: nella finale è tra i migliori, con due assist e dieci punti dalla piazzola prima di uscire nel secondo tempo. E pensare che appena un anno prima sembrava quasi impossibile immaginare un rendimento simile.
Come gioca Domingo Miotti: caratteristiche e qualità
Il gioco al piede è sicuramente una delle principali peculiarità di Domingo Miotti: piazzatore di alto livello e giocatore capace di guadagnare metri con i suoi calci di spostamento. In questo senso è un giocatore molto completo: ha la pedata lunga, ha la precisione per cercare gli angoli e mettere sotto pressione il triangolo allargato avversario e ha l’up&under per andare a contendere il possesso.
È un’apertura che ama giocare con un po’ di profondità rispetto alla linea del vantaggio, soprattutto quando deve organizzare la manovra e scegliere se muovere il pallone oppure calciare. Questo gli permette di avere più tempo per leggere la disposizione della difesa, ma può diventare anche un limite quando il proprio pacchetto non riesce ad avanzare e gli avversari salgono molto aggressivi. Inoltre, per giocare in questo modo ha bisogno di un mediano di mischia che possa dettare i ritmi.
Miotti è un giocatore particolarmente attivo anche in difesa. Può sfruttare una struttura fisica notevole (è alto 1.88 per 93 kg) ed è un ottimo placcatore, tanto che nella stagione 2025-26 ha placcato con l’87% di efficacia. Con i numeri 10 sempre più messi nel mirino, un giocatore così può fare una grande differenza in difesa, rappresentando un uomo in più. E chissà che non lo diventi anche per l’Italia.
Francesco Palma