Nations Championship: Warburton promuove il nuovo torneo e indica la strada all’Inghilterra

L’ex capitano dei British & Irish Lions elogia l’evoluzione del gioco offensivo vista durante la competizione e invita Steve Borthwick a intervenire sul problema della disciplina

Sam Warburton - ph. S. pessina

Nations Championship: Warburton promuove il nuovo torneo e indica la strada all’Inghilterra - S. Pessina

Il Nations Championship convince anche una delle voci più autorevoli del rugby mondiale. Sam Warburton, ex capitano del Galles e dei British & Irish Lions, ha tracciato un bilancio estremamente positivo della nuova competizione internazionale, elogiando in particolare l’evoluzione del gioco offensivo emersa nel corso delle tre giornate disputate a luglio.

Nella sua analisi dalle colonne del Times, Warburton ha evidenziato come il rugby internazionale stia attraversando una fase di trasformazione, con sempre più squadre capaci di produrre un gioco dinamico e spettacolare. L’ex terza linea ha però anche rivolto un messaggio chiaro all’Inghilterra di Steve Borthwick, invitandola a risolvere il problema disciplinare che continua a penalizzare la squadra.

Nations Championship, Warburton: un rugby più spettacolare e offensivo

Secondo Warburton, il Nations Championship ha confermato un cambiamento che si stava già intravedendo negli ultimi anni: il ritorno di un rugby votato all’attacco, molto diverso da quello più conservativo visto durante il Mondiale 2019 e nel tour dei Lions in Sudafrica del 2021.

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L’ex capitano gallese ha analizzato le dieci partite più equilibrate della competizione, individuando un dato ricorrente: le squadre vincitrici sono state quasi sempre quelle capaci di guadagnare più metri e soprattutto di creare più linebreak. “Nelle dieci partite più combattute, la squadra vincente ha sempre conquistato più metri e realizzato più break puliti. Oggi le squadre vincenti producono in media 15 linebreak a partita.”

Per Warburton si tratta di una vera rivoluzione rispetto al recente passato. “Quando giocavo io, se una squadra ci avesse aperto la difesa così tante volte, Shaun Edwards sarebbe impazzito. Oggi vedere una squadra superare i venti linebreak in una partita è quasi normale. È un enorme cambiamento ed è una grande notizia per lo spettacolo.”

Nations Championship, Warburton: i meriti di World Rugby

Warburton attribuisce parte di questa evoluzione anche alle modifiche regolamentari introdotte negli ultimi anni da World Rugby. In particolare ha citato il goal-line dropout dopo un pallone tenuto alto in area di meta, ritenendolo uno degli interventi che hanno favorito un rugby più continuo e offensivo.

L’ex numero 7 ha inoltre osservato come le squadre siano oggi molto più efficaci nei 22 metri avversari. “Non sorprende che le squadre vincitrici siano state più incisive nella zona di attacco e che abbiano trasformato quasi il 40% dei linebreak in mete.”

Secondo Warburton questa capacità era storicamente uno dei marchi di fabbrica degli All Blacks, ma oggi il resto del panorama internazionale sta rapidamente colmando il divario. “La capacità di trasformare i break in mete era sempre stata il superpotere della Nuova Zelanda. Adesso le altre nazionali stanno recuperando terreno.”

Nations Championship, Warburton: difese sempre più sotto pressione

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle difficoltà difensive. Warburton ha ricordato come durante la sua carriera il Galles puntasse abitualmente a una percentuale di placcaggi riusciti vicina al 90%, mentre oggi persino le squadre vincenti si attestano spesso tra l’81 e l’83%.

Le sconfitte, invece, scendono frequentemente sotto il 70%. “Le partite sono molto più aperte e frammentate. Perfino grandi allenatori della difesa come Shaun Edwards e Andy Farrell oggi hanno enormi difficoltà.” Tra gli elementi determinanti, l’ex capitano dei Lions indica la velocità dei palloni giocati: le squadre vincenti riescono ad avere oltre la metà dei propri ruck con un tempo inferiore ai tre secondi, mettendo costantemente in crisi l’organizzazione difensiva avversaria.

Nations Championship, Warburton: disciplina, il consiglio all’Inghilterra

Warburton ha poi affrontato il tema della disciplina dell’Inghilterra, reduce da una serie di otto test nei quali sono arrivati ben quattordici cartellini gialli e uno rosso. Per l’ex flanker serve un cambio di approccio deciso da parte dello staff tecnico di Steve Borthwick, prendendo esempio da quanto fece Warren Gatland durante la sua esperienza alla guida del Galles.

Warburton ha ricordato infatti come Gatland fosse riuscito a eliminare il problema dei continui cartellini di Liam Williams intervenendo con fermezza e responsabilizzando il giocatore. Secondo l’ex capitano gallese, anche l’Inghilterra dovrà adottare la stessa linea se vorrà competere stabilmente ai massimi livelli.

Nations Championship, Warburton: un torneo promosso, con una riserva

Nel complesso, il giudizio di Warburton sul Nations Championship resta ampiamente positivo. L’unico vero punto critico riguarda il calendario e gli spostamenti affrontati dalle nazionali europee durante la competizione.

“Alcuni viaggi sono stati estenuanti e, a tratti, privi di senso. Da questo punto di vista il torneo favorisce inevitabilmente le squadre dell’emisfero sud.” Una critica che però non cambia il suo verdetto finale: il Nations Championship ha mostrato un rugby più veloce, offensivo e divertente, offrendo un segnale incoraggiante sull’evoluzione del gioco internazionale.

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