Josh Van der Flier sulla Rugby’s Greatest Rivarly: “Da neutrale è bello godersela”

Il flanker irlandese ha seguito la Rugby’s Greatest Rivalry da spettatore e guarda già alle sfide autunnali contro Springboks e All Blacks

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Josh van der Flier sulla Rugby's Greatest Rivarly: “Da neutrale è bello godersela” - ph. Paul Faith/AFP

Per una volta Josh van der Flier ha potuto guardare Sudafrica-Nuova Zelanda senza dover pensare a preparare una partita, studiare un avversario o recuperare dalle conseguenze di un Test match. Il flanker irlandese ha seguito solo alcuni momenti della Rugby’s Greatest Rivalry durante le proprie vacanze, osservando da spettatore neutrale una serie che considera particolarmente interessante.

“Ho guardato alcuni pezzi, ma non moltissimo e senza entrare troppo nel dettaglio. Sono belle partite di Test match, a dire il vero: sono molto combattute ed è bello vederle”, ha raccontato. Van der Flier ha anche seguito con particolare interesse Jordie Barrett e Rieko Ioane, entrambi suoi compagni di squadra a Leinster. “Mi è piaciuto guardarli giocare. Avendo giocato con loro a Leinster, in qualche modo sai come pensano e come ragionano. È bello guardarli. È bello vedere le partite da neutrale e poterle semplicemente godere”.

Il Sudafrica avanti 2-1 nella serie

Dopo la vittoria degli Springboks nel terzo Test, la serie è sul 2-1 per il Sudafrica e si concluderà negli Stati Uniti. Per van der Flier, però, la rivalità sudafricana e neozelandese assume anche una prospettiva personale: tra qualche settimana l’Irlanda tornerà infatti ad affrontare entrambe le squadre, con il Sudafrica atteso a Dublino nel novembre del 2026.

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Prima di quel momento, però, il flanker dovrà prepararsi alla nuova stagione e cercare di lasciarsi alle spalle una tournée nell’emisfero sud che ha restituito all’Irlanda più di qualche interrogativo. La squadra di Andy Farrell ha battuto l’Australia, superato il Giappone e poi incassato una pesante sconfitta contro la Nuova Zelanda ad Auckland.

Van der Flier, nel Nations Championship “non abbiamo giocato al nostro meglio”

Van der Flier non ha seguito particolarmente le critiche arrivate dall’esterno dopo la tournée, ma non ha nemmeno cercato di nascondere le difficoltà mostrate dall’Irlanda. Il 33enne ha preferito concentrarsi su ciò che la squadra stessa ha visto nelle proprie prestazioni.

“Onestamente non ho visto molto di quello che è stato detto in termini di critiche, ma per quanto riguarda come ci sentiamo noi, guardando anche alle ultime tre partite, all’inizio della serie del Nations Championship, probabilmente non abbiamo giocato al nostro meglio contro l’Australia, anche se siamo riusciti a vincere, abbiamo ottenuto una buona vittoria contro un Giappone che ha giocato molto bene e poi siamo rimasti piuttosto delusi contro la Nuova Zelanda”.

Il flanker ha quindi indicato la necessità di trasformare le difficoltà estive in un punto di partenza per il prossimo ciclo. “È su questo che mi concentrerei. Non ho visto molto di ciò che è stato detto, ma è sicuramente qualcosa di cui Andy ci parla sempre: cercare di migliorare a ogni campagna. Probabilmente non lo abbiamo fatto con sufficiente continuità, ma sono sicuro che cercheremo di migliorare e, speriamo, saremo migliori a novembre e inizieremo a costruire un po’ di slancio”.

Il Sudafrica atteso a Dublino a novembre

Per van der Flier, dunque, il prossimo appuntamento internazionale rappresenta già un obiettivo. L’Irlanda aprirà il proprio novembre contro l’Argentina a Dublino il 6 novembre, poi affronterà Fiji e Sudafrica in casa, prima di una sfida di spareggio a Twickenham.

Il confronto con gli Springboks sarà inevitabilmente uno dei momenti più importanti del blocco autunnale. E van der Flier avrà così la possibilità di osservare da vicino quella squadra che durante l’estate ha seguito soltanto in televisione, mentre Sudafrica e Nuova Zelanda si contendevano la Rugby’s Greatest Rivalry.

Van der Flier guarda già al 2027

Il periodo di pausa è servito anche al flanker per ricaricare le batterie dopo una lunga stagione. Il miglior giocatore del mondo di World Rugby nel 2022 ha spiegato di aver cercato deliberatamente di allontanarsi dal rugby, alternando qualche giorno in Francia, il trasloco e attività come golf, corsa e ciclismo. “Qualcosa che non sia rugby fa bene. Non ho guardato molto rugby. Ho visto qualche spezzone e qualche highlight qua e là, ma per quanto possibile ho cercato di starne lontano. Ho continuato a mantenermi in forma e ad andare un po’ in palestra, ma a parte questo non facevo nulla di specifico per il rugby”.

Una scelta legata anche alla necessità di permettere al proprio corpo di recuperare dopo una stagione da veterano. “Penso che mi aiuti e anche non dover placcare qualcuno durante la settimana è normalmente un buon modo per far riposare il corpo. Trovo sicuramente utile riuscire a staccare, fare qualcosa di diverso e non pensarci affatto per un paio di settimane”.

Gli obiettivi tecnici per la nuova stagione

La pausa non significa però perdere di vista gli obiettivi individuali. Van der Flier ha spiegato di voler utilizzare la preparazione per lavorare su alcuni aspetti specifici del proprio gioco, con particolare attenzione al ball carrying e al breakdown difensivo. “Cerco sempre di riflettere durante la pausa e sicuramente, all’inizio della preparazione, pensi a ciò su cui vuoi lavorare durante l’anno. Ci sono alcune cose. Cerchi sempre di lavorare su ciò che è andato bene, quindi sto provando ad aggiungere un po’ di varietà al mio ball carry e a lavorare sul breakdown difensivo”.

La pre-season rappresenta secondo lui il momento migliore per sviluppare questi dettagli tecnici, prima che la stagione entri nella consueta successione di partite. “Quando inizi la stagione si passa da una partita all’altra ed è molto difficile lavorare davvero su qualcosa. In pre-season hai probabilmente il momento giusto per cercare di inserire alcuni di questi aspetti più fisici, che sia un po’ di footwork nel carry o lavorare sui clean-out al ruck”.

L’obiettivo, anche in vista del Mondiale 2027, è quindi continuare a migliorare senza perdere quel ruolo di riferimento che van der Flier ricopre ormai da anni nell’Irlanda. E dopo aver osservato Sudafrica e Nuova Zelanda da spettatore, a novembre il flanker tornerà dall’altra parte: quella di chi deve affrontare sul campo i migliori.

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