Nations Championship, il XV del torneo secondo Planet Rugby: dominano Sudafrica e All Blacks
Gli Springboks piazzano sei giocatori nella formazione ideale di Planet Rugby, cinque gli All Blacks. Presente anche un azzurro tra le menzioni d’onore
Nations Championship, il XV del torneo secondo Planet Rugby: dominano Sudafrica e All Blacks
Conclusa la prima edizione del Nations Championship, è tempo di bilanci anche individuali. Il Team of the Tournament premia soprattutto le due nazionali che hanno chiuso imbattute il mese di luglio: il Sudafrica piazza infatti sei giocatori nella formazione ideale, mentre la Nuova Zelanda ne porta cinque, confermando il predominio espresso sul campo.
A completare il XV trovano spazio un rappresentante a testa per Inghilterra, Francia, Scozia e Giappone. Restano invece escluse Argentina, Irlanda, Australia, Galles, Fiji e Italia, anche se alcuni loro protagonisti vengono citati tra le principali alternative ruolo per ruolo.
Nations Championship, XV ideale di Planet Rugby: Gli Springboks costruiscono il successo sulla solidità del pacchetto
Il Sudafrica è la nazionale più rappresentata grazie soprattutto allo straordinario rendimento del proprio pacchetto di mischia. Cinque dei sei Springboks scelti giocano infatti tra gli avanti: Malcolm Marx, Paul de Villiers, Pieter-Steph du Toit – nominato anche miglior giocatore del torneo –, oltre a Jesse Kriel e Damian Willemse tra i trequarti.
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Una fotografia che racconta bene il percorso della squadra di Rassie Erasmus, capace di chiudere il torneo imbattuta grazie a una difesa dominante e a un reparto avanzato che ha spesso fatto la differenza nei momenti decisivi.
Nations Championship, XV ideale di Planet Rugby: gli All Blacks trascinati dai propri leader
Cinque i neozelandesi selezionati: Ethan de Groot, Ardie Savea, Cam Roigard e Will Jordan, ai quali si aggiunge il contributo complessivo della squadra attraverso prestazioni individuali di altissimo livello; la quinta presenza è rappresentata dal conteggio totale che comprende i reparti premiati nel XV.
Jordan è stato uno dei grandi protagonisti del torneo con sei mete in tre partite, mentre Savea ha guidato da capitano una squadra capace di vincere tutti gli incontri, confermandosi uno dei riferimenti assoluti del rugby internazionale.
Nations Championship, nel XV ideale di Planet Rugby spazio anche a Giappone, Scozia, Francia e Inghilterra
Le altre quattro nazionali rappresentate portano ciascuna un solo giocatore. La Scozia viene premiata con il centro Sione Tuipulotu e con il seconda linea Scott Cummings, protagonisti di un torneo in chiaroscuro ma ricco di prestazioni individuali di livello.
La Francia piazza invece l’ala Théo Attissogbé, autore di un mese molto convincente nonostante i Bleus abbiano chiuso con due vittorie e una sconfitta di misura contro gli All Blacks. L’Inghilterra trova spazio con il mediano d’apertura Fin Smith e il pilone Joe Heyes, entrambi protagonisti della ripresa inglese dopo il pesante ko contro il Sudafrica.
Il Giappone, infine, vede premiato Warner Dearns. Il capitano dei Brave Blossoms è stato inserito in seconda linea dopo aver guidato la nazionale alla storica prima vittoria in una competizione di Tier 1.
Nationsh Championship, Tommaso Menoncello tra gli esclusi illustri del XV ideale di Planet Rugby
Nelle motivazioni delle scelte trova spazio anche un riconoscimento per Tommaso Menoncello. Il centro azzurro viene infatti citato tra i migliori interpreti del ruolo dopo la meta realizzata a Wellington contro la Nuova Zelanda, pur rimanendo fuori dal XV ideale. Una menzione che conferma come, nonostante un Nations Championship complicato per l’Italia, il trequarti del Toulon continui a essere considerato uno dei talenti emergenti più apprezzati del panorama internazionale.
Nations Championship: il Team of the Tournament di Planet Rugby
15. Damian Willemse (Sudafrica) – Due sole presenze, ma una prestazione straordinaria contro l’Inghilterra è bastata per conquistare la maglia numero 15.
14. Will Jordan (Nuova Zelanda) – Sei mete segnate e protagonista assoluto del percorso immacolato degli All Blacks.
13. Jesse Kriel (Sudafrica) – Ha segnato in tutte e tre le partite, confermandosi il punto di riferimento della linea difensiva degli Springboks.
12. Sione Tuipulotu (Scozia) – Leader tecnico ed emotivo del centrocampo scozzese, decisivo anche nelle fasi più complicate del torneo.
11. Théo Attissogbé (Francia) – L’unico francese della formazione ideale, premiato per continuità e incisività nelle tre gare disputate.
10. Fin Smith (Inghilterra) – Ha guidato la rinascita inglese dopo la sconfitta iniziale, imponendosi come miglior mediano d’apertura della competizione.
9. Cam Roigard (Nuova Zelanda) – Il motore del gioco neozelandese, sempre determinante nel dare ritmo all’attacco.
8. Ardie Savea (Nuova Zelanda) – Capitano degli All Blacks e protagonista in entrambe le fasi del gioco, sempre decisivo nei momenti chiave.
7. Paul de Villiers (Sudafrica) – La rivelazione del torneo: debuttante a inizio competizione, ha chiuso tra i migliori flanker dell’intera manifestazione.
6. Pieter-Steph du Toit (Sudafrica) – Eletto miglior giocatore del torneo grazie alla consueta straordinaria completezza tra difesa, lavoro sporco e leadership.
5. Warner Dearns (Giappone) – Il simbolo della crescita dei Brave Blossoms, premiato dopo aver guidato il pacchetto nella storica prima vittoria giapponese nel Nations Championship.
4. Scott Cummings (Scozia) – Costante per tutto il mese, ha garantito qualità in touche e grande lavoro nel gioco aperto.
3. Joe Heyes (Inghilterra) – È cresciuto partita dopo partita fino a diventare uno dei punti di forza della mischia inglese.
2. Malcolm Marx (Sudafrica) – Dominante sia nelle fasi statiche sia nel gioco aperto, confermandosi tra i migliori tallonatori al mondo.
1. Ethan de Groot (Nuova Zelanda) – Tre partite di altissimo livello, sempre affidabile in mischia e molto efficace anche nel lavoro difensivo e nel gioco aperto.