Nations Championship: l’Argentina ne ha di più, il Galles fa quel che può ma cade contro i Pumas

I Pumas soffrono nella prima mezz'ora, poi risolvono la questione con un paio di fiammate

Nations Championship: Argentina ne ha di più, il Galles fa quel che può ma cade contro i Pumas (ph. Sebastiano Pessina)

L’Argentina batte un colpo, domina il Galles e lo batte 35-21 nella partita che chiude la seconda giornata di Nations Championship. I Pumas riscattano la sconfitta contro la Scozia con una prestazione molto positiva: i gallesi reggono mezz’ora, poi la squadra di Contepomi prende il largo e porta a casa 5 punti che valgono il terzo posto nella classifica del girone dell’Emisfero Sud con 6 punti, dietro a Sudafrica e All Blacks a quota 10. Delusione per il Galles, che era arrivato a San Juan in fiducia dopo la vittoria sulle Fiji, che ma che ha ceduto di schianto contro un’avversaria dimostratasi nettamente superiore.

Nations Championship: la cronaca di Argentina-Galles

Buona la partenza del Galles che con il solito drive – decisivo anche con le Fiji – colpisce alla prima azione: maul avanzante, Lake timona il carretto degli ospiti e va a schiacciare. Costelow trasforma per il 7-0. I Pumas però ci mettono poco ad entrare in partita e a loro volta colpiscono alla prima occasione: Albnornoz gioca al largo su Delguy e Mateo Carreras che si scambiano il pallone tra loro mettendo fuori causa la difesa gallese. Quando James riesce a placcare Delguy infatti la difesa è già scoperta: Oviedo arriva a tutta velocità e firma la meta del pareggio con la trasformazione di Albornoz.

Il Galles in campo aperto ha poco avanzamento e l’Argentina quando riparte invece è pericolosissima: Albornoz e Santi Carreras si alternano in fase di impostazione, gli avanti fanno tanta strada (ancora Oviedo scatenato) ma Garcia spreca tutto con una palla-uomo su Kremer, che non riesce a controllare l’ovale e l’azione sfuma. Dall’altra parte tanti errori al piede, con Tomos Williams e Costelow che regalano tanti palloni ai Pumas.

Dall’altra parte invece è Delguy a vincere splendidamente la battaglia aerea contro Costelow: pallone subito allargato su Picardo che rompe il placcaggio di Eddie James e marca in bandierina, con Albornoz che trova la difficile trasformazione del 14-7.

Nel momento più complicato il Galles però si fa vedere in attacco: stavolta l’avanzamento c’è, e arriva anche un primo vantaggio. Tomos Williams attacca in prima persona ma arriva corto, il pallone è lento ad uscire, Jac Morgan riesce a tirarlo fuori e a schiacciare ma dopo un lungo check con il TMO viene considerato ancora legato alla ruck e quindi non avrebbe potuto marcare. Poco male, perché c’era vantaggio e 10 secondi dopo Rhys Carré finalizza un’azione giocata subito alla mano: 14-14.

È sempre Albornoz ad ispirare l’azione dell’Argentina, non solo dando ritmo all’azione ma anche attaccando in prima persona. Al 27′ poi ci pensa Oviedo a fare come sempre tanta strada, ma questa volta viene tenuto alto in area di meta e il Galles si salva. I Pumas continuano a spingere e al 35′ vanno di nuovo in vantaggio con una maul un po’ confusionaria ma avanzante, con Kremer che è bravo ad uscire al momento giusto e a schiacciare. Albornoz mette dentro anche questa trasformazione per il 21-14.

La squadra di Contepomi capisce che può essere il momento buono per scavare il primo solco: Garcia alza il ritmo per un’azione da 10 fasi che porta tutto il Galles da una parte, poi quando Piccardo e Delguy giocano su Santi Carreras l’estremo argentino ha la strada spianata verso l’area di meta: il primp tempo si chiude sul 28-14 con Albornoz che fa 4 su 4.

Nella ripresa il Galles prova a reagire ma perde tantissimi palloni, i Pumas fanno sfogare gli avversari poi al 48′ colpiscono di nuovo: gran palla di Albornoz per Piccardo, che si invola sul lato sinistro, rompe il placcaggio di Mee e poi serve all’interno Oviedo per il 35-14 che scava di fatto il solco definitivo. I Pumas vanno ancora vicini alla meta con Moroni e Matera, mentre il Galles riesce a superare la metà campo solo dopo l’ora di gioco, guadagnando un calcio di punizione dopo 18 fasi e andando a giocare una penaltouche nei 22. La squadra di Tandy ha una bella reazione d’orgoglio e va a segno con Ben Warren.

I gallesi insistono alla ricerca della meta del bonus ma non riescono più a creare opportunità reali, mentre l’Argentina gestisce senza particolari patemi e porta a casa il risultato: finisce 35-21 per i Pumas.

Francesco Palma

Nations Championship: il tabellino di Argentina-Galles

Argentina: 15 Santiago Carreras, 14 Bautista Delguy, 13 Lucio Cinti, 12 Justo Piccardo, 11 Mateo Carreras, 10 Tomas Albornoz, 9 Gonzalo Garcia, 8 Joaquin Oviedo, 7 Marcos Kremer, 6 Santiago Grondona, 5 Matias Alemanno, 4 Guido Petti, 3 Tomas Rapetti, 2 Julian Montoya (captain), 1 Boris Wenger.
A disposizione: 16 Ignacio Ruiz, 17 Mayco Vivas, 18 Francisco Coria Marchetti, 19 Franco Molina, 20 Pablo Matera, 21 Simon Benitez Cruz, 22 Matias Moroni, 23 Ignacio Mendy

Mete: Oviedo 6′, Picardo 16′, Kremer 35′, S. Carreras 40′, Oviedo 48′
Trasformazioni: Albornoz 7′, 17′, 36′, 40′, 49′
Calci di punizione:

Galles: 15 Blair Murray, 14 Ellis Mee, 13 Eddie James, 12 Joe Hawkins, 11 Josh Adams, 10 Sam Costelow, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 Jac Morgan, 6 James Botham, 5 Adam Beard, 4 Ben Carter, 3 Dillon Lewis, 2 Dewi Lake (c), 1 Rhys Carre.
A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Nicky Smith, 18 Ben Warren, 19 Teddy Williams, 20 Kane James, 21 Kieran Hardy, 22 Max Llewellyn, 23 Louis Rees-Zammit

Mete: Lake 4′, Carré 24′
Trasformazioni: Costelow 5′, 25′
Calci di punizione:

 

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