Sudafrica: Rassie Erasmus spiega il particolare motivo per cui vuole giocare un test con lo Zimbabwe

Il capo allenatore degli Springboks sfiderà i "Sables" sabato 20 giugno con la selezione "A" e ha spiegato il perché

Rassie Erasmus

Sudafrica: Rassie Erasmus spiega il particolare motivo per cui vuole giocare un test con lo Zimbabwe (ph. Sebastiano Pessina)

Prima di iniziare il Nations Championship l’allenatore del Sudafrica Rassie Erasmus ha un obiettivo: “blindare” tutte le possibili stelle del futuro ed evitare che – come accaduto spesso nel recente passato – altre Nazionali possano portarle via.

Per questo, il tecnico ha voluto organizzare una sfida il 20 giugno tra Sudafrica “A” e Zimbabwe, con la selezione “A” che – essendo la seconda selezione ufficiale – ha la possibilità di “bloccare” per l’eleggibilità tutti coloro che scendono in campo.

Molti giocatori del Sudafrica “A” saranno schierati esattamente per questo motivo, come spiega Erasmus: “La squadra “A” vincolerà parecchi giocatori, perché è la nostra seconda squadra in graduatoria e giochiamo contro una nazionale che parteciperà alla Coppa del Mondo: tutti i giocatori coinvolti in quella partita saranno quindi vincolati”.

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In sostanza, il Sudafrica potrebbe bloccare 23 dei migliori talenti del Paese nella partita contro lo Zimbabwe, il che significa che non potrebbero più giocare per un’altra nazionale tramite residenza, come hanno fatto giocatori come Duhan van der Merwe, Pierre Schoeman (Scozia) e Paul Willemse (Francia).

Molti dei giocatori che scenderanno in campo, infatti, sono tra i convocati del Sudafrica per il Mondiale under 20, a dimostrazione della volontà di “bloccare” i migliori talenti del Paese.

Non è solo un’idea di Erasmus, ma anche del responsabile dell’alto livello Dave Wessels, che più volte si è detto infastidito dalla grande quantità di sudafricani sparsi nelle varie nazionali di tutto il Mondo: Quando il trequarti dei Bishops, Rynard Gordon, è entrato nell’accademia dell’Ulster, Wessels ha commentato ironicamente sui social: “Dobbiamo far avere alla @IRFURugby una carta fedeltà!” riferendosi al fatto che anche l’ex flanker del Rondebosch e del Sudafrica Under 18 Josh Neill si era unito all’accademia del Leinster all’inizio dell’anno e da allora ha rappresentato l’Irlanda Under 20.

La mossa arriva anche dopo che l’Inghilterra ha ricevuto una particolare esenzione da World Rugby per poter selezionare il centro dei Bristol Bears Benhard Janse van Rensburg. Il 29enne aveva rappresentato i Junior Springboks giocando solo 20 minuti quando le under 20 potevano ancora “bloccare” (cosa non più permessa dal 2018) ma gioca da 5 anni in Inghilterra: World Rugby ha stabilito che i suoi 20 minuti dalla panchina nella finale per il terzo-quarto posto non dovessero precludergli per sempre la possibilità di giocare a livello internazionale.

Questo significa che i giocatori che indosseranno la maglia del Sudafrica “A” a Gqeberha contro lo Zimbabwe non potranno rappresentare un’altra nazione, a meno che non soddisfino i requisiti del regolamento di World Rugby sul trasferimento per diritto di nascita. Dovrebbero essere nati, oppure avere un genitore o un nonno nato, nella nazione verso cui desiderano trasferirsi, dovrebbero poi completare un periodo di inattività internazionale di tre anni e ottenere l’approvazione di World Rugby. Non saranno invece più sbloccabili per l’equiparazione.

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