URC, gli arbitri tuonano: “Più rispetto verbale in campo, altrimenti tolleranza zero”
A parlare è il responsabile dei direttori di gara, che traccia le linee di comportamento per i playoff e le prossime stagioni
URC, gli arbitri tuonano: "Più rispetto verbale in campo, altrimenti tolleranza zero"
Lo United Rugby Championship sta per entrare nella sua fase più calda: quella dei playoff, che assegneranno il titolo per la stagione 2025-2026. Un momento di grande attenzione, sotto tutti i punti di vista, un momento nel quale Tappe Henning, responsabile degli arbitri dello URC, ha preso la parola per far sentire la propria voce in modo chiaro e tracciare le linee di comportamento per i giocatori.
URC, gli arbitri tuonano: “Più rispetto verbale in campo, altrimenti tolleranza zero”
“La situazione sta diventando eccessiva – riporta Planet Rugby -. Ne ho discusso con chi è impegnato sul campo e con lo staff che mi aiuta nel designare e preparare gli arbitri. Non vorremmo irrigidirci, ma se l’atteggiamento dei giocatori non dovesse cambiare saremmo pronti ad adottare la tolleranza zero”.
Tono fermo, di chi non le manda a dire: “Al momento non vorremmo cambiare il nostro modo di fare: in campo vogliamo che l’arbitro e i giocatori dialoghino per una conduzione e uno sviluppo di gara migliore e sereno: i capitani, come sempre ci dovranno aiutare. Urla, linguaggio del corpo e consigli da parte dei giocatori non ci servono”.
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Poi Henning aggiunge: “L’interlocuzione dev’essere fra arbitri e capitani, non con altri giocatori. Chi andrà oltre verrà sanzionato. Esiste una linea da tenere: dai playoff di questo fine settimana alle prossime stagioni”.
Infine spiega ulteriormente: “Non vogliamo diventare eccessivi nelle nostre reazioni, ma se diamo delle linee di confine devono essere rispettate. I giocatori facciano i giocatori, gli arbitri facciano gli arbitri: nessun consiglio, nessun approccio per una decisione presa o altro. Le regole ci sono, le conosciamo e verranno applicate. Sappiamo a che stress sono sottoposti i giocatori durante la gara e quando a volte dispiaccia loro commettere dei falli. Non siamo in campo per punire, quando per arbitrare e dare una linea allo sviluppo dei match”.