Steve Borthwick: “Stimo da molto tempo Janse van Rensburg”
L'allenatore dell'Inghilterra risponde alle polemiche sulla convocazione del centro nato a Pretoria dei Bristol Bears
Steve Borthwick: "Stimo da molto tempo Janse van Rensburg"
Steve Borthwick ha risposto alle critiche dopo la convocazione di Janse van Rensburg con l’Inghilterra che deve preparare il Nations Championship di luglio.
“Capisco la discussione e perché la gente si ponga queste domande”, ha dichiarato l’allenatore dei britannici a Rugby Union Weekly.
“Dal mio punto di vista, è un giocatore che può giocare per l’Inghilterra e ha scelto di giocare per la nazionale inglese” ha sottolineato l’ex tecnico dei Leicester Tigers che ha lasciato a casa due centri come Ollie Lawrence e Max Ojomoh.
Leggi anche:
Le parole di Steve Borthwick alla convocazione di Janse van Rensburg
“Il mio ruolo è quello di contribuire a formare la migliore squadra inglese possibile, con tutti i giocatori che possono giocare per l’Inghilterra. E’ un giocatore che stimo da molto tempo” ha detto l’allenatore 46enne.
Janse van Rensburg, classe 1997, è nato a Pretoria e ha giocato per diverse squadre sudafricane (Sharks, Southern Kings, Cheetahs) prima di trasferirsi in Europa nel 2021 con i London Irish. Secondo le regole di World Rugby, il centro dei Bristol Bears sarà equirato definitivamente come inglese dopo cinque anni di residenza in Gran Bretagna (pertanto a luglio potrebbe vestire la maglia della Nazionale della Rosa).
“Quando allenavo i Leicester Tigers, ogni volta che preparavamo una partita contro i London Irish, lui era una vera e propria figura carismatica. Ho parlato con diverse persone che lo conoscono bene e tutti ci dicono che persona fantastica sia, un vero uomo squadra, un personaggio incredibile” ha aggiunto Borthwick.
Paradossalmente però l’RFU impedisce a Borthwick di convocare giocatori inglesi che militano in altri campionati che non siano la Premiership, vedi Jack Willis del Tolosa o Kyle Sinkler del Tolone.
“Credo che porti con sé delle qualità uniche. Ha la capacità di giocare sia da numero 12 che da numero 13, è pericoloso nel portare palla oltre ed è un ottimo distributore di gioco, oltre a coprire una grande quantità di terreno in difesa”
Infine l’allenatore dell’Inghilterra ha poi evidenziato di aver parlato con i giocatori esclusi e di aver spiegato loro le motivazioni: “Riconosco che ci sono giocatori davvero molto bravi che non fanno parte della squadra. In questo ruolo bisogna prendere decisioni difficili, e sono proprio queste le decisioni che si devono prendere perché si hanno a disposizione molti buoni giocatori”.
Janse van Rensburg non è il primo “oriundo” inglese
Prima del centro sudafricano l’Inghilterra aveva già convocato giocatori nati fuori dall’Europa e successivamente diventati britannici grazie alla residenza o a una formazione rugbistica interna.
Il numero otto figiano Nathan Hughes ha collezionato 22 presenze con la nazionale inglese tra il 2016 e il 2019. Da allora ha cambiato nazionalità scegliendo le Fiji, Paese natale, in base alla regola del “diritto di nascita” di World Rugby, che consente ai giocatori di rappresentare una seconda nazione dopo tre anni di inattività nel rugby internazionale.
Il centro Manu Tuilagi, arrivato in Inghilterra dalle Samoa all’età di 13 anni è diventato parte integrante del reparto dei trequarti inglese per oltre un decennio.
Anche l’ala Semesa Rokoduguni, un figiano che ha prestato servizio nell’esercito britannico, e Denny Solomona, un’ala nata ad Auckland che in precedenza ha rappresentato le Samoa nel Rugby League, sono stati convocati in Nazionale dopo aver soddisfatto i requisiti di residenza (esteso a 5 anni dopo il 2020).