Stuart McCloskey: “Penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi”

Il centro irlandese spiega come i confronti recenti, il Mondiale 2023 e l’ingresso delle franchigie sudafricane in URC abbiano alzato la temperatura della sfida

Stuart McCloskey: "Penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi"

Forse non è una rivalità storica come quelle che hanno segnato per decenni il rugby internazionale, ma negli ultimi anni Irlanda-Sudafrica ha assunto sempre più il profilo di un duello intenso e sentioa. A dirlo è Stuart McCloskey, che parlando al podcast For The Love of Rugby ha spiegato come, secondo lui, tra le due nazionali ci sia oggi molto più attrito rispetto al passato.

Il centro irlandese, tra i giocatori più in vista del Sei Nazioni 2026, parte da una constazione: le due squadre sono state a lungo ai vertici del rugby mondiale nello stesso momento. Da una parte gli Springboks, campioni del mondo per due edizioni consecutive; dall’altra un’Irlanda che tra il 2017 e il 2024 aveva costruito una serie di risultati importanti proprio contro il Sudafrica, compresa la vittoria nel girone del Mondiale 2023 a Parigi. Secondo McCloskey, proprio quel contesto ha contribuito ad alimentare la tensione.

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Le franchigie sudafricane in URC hanno alzato lo scontro

Nel suo ragionamento influisce anche l’arrivo delle franchigie sudafricane nello United Rugby Championship, che ha moltiplicato gli incroci e reso molto più frequente il confronto diretto. “Adesso li vedi molto di più”, è il senso del discorso, e questo ha inevitabilmente aumentato la durezza della rivalità. McCloskey si spinge anche oltre, con una frase piuttosto netta: «Non so bene da dove venga fuori, penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi. Non so se noi li odiamo allo stesso modo, ma credo che in generale sia una rivalità abbastanza cordiale, con un buon clima anche tra i tifosi.”

Il giocatore dell’Irlanda collega questa crescita anche agli ultimi precedenti. Dopo il successo irlandese al Mondiale, il Sudafrica ha trovato la rivincita nel luglio 2024 a Loftus Versfeld, prima di subire un nuovo ko una settimana dopo. Poi è arrivato il 24-13 di Dublino nel novembre 2025, una vittoria che ha dato agli Springboks un altro segnale forte all’interno di un confronto sempre più acceso.

Irlanda-Sudafrica: un duello che travalica i confini del campo

McCloskey ha raccontato anche un paio di episodi più leggeri ma significativi. Il primo riguarda “Zombie”, la canzone dei Cranberries diventata un simbolo del tifo irlandese durante il Mondiale 2023 e poi ripresa anche dai sudafricani con riferimenti a Rassie Erasmus. Una cosa che, tra il serio e il faceto, in Irlanda non è stata presa benissimo. Il secondo episodio riguarda invece il tour in Sudafrica del 2024, quando allo stadio venivano diffusi rumori ironici ogni volta che un giocatore irlandese sbagliava qualcosa, un dettaglio fastidioso che McCloskey ha ammesso di aver trovato persino divertente.

In fin dei conti Irlanda-Sudafrica non è ancora un classico tra le rivalità storiche del rugby mondiale, ma si sta avvicinando sempre di più a diventarlo. E nello scenario attuale, dove i grandi scontri si costruiscono anche di memoria recente, la sfida tra queste due potenze è destinata a diventare uno dei “big games” più attesi della stagione.

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