Giammarioli: “Worcester non mi ha imposto nessun divieto per la Nazionale”

La terza linea racconta come si sono svolte le trattative coi Warriors e il suo rapporto con la Nazionale

Giammarioli: "Worcester non mi ha imposto nessun divieto per la Nazionale" (ph. Sebastiano Pessina)

Giammarioli: “Worcester non mi ha imposto nessun divieto per la Nazionale” (ph. Sebastiano Pessina)

Gli italiani all’estero: una questione ormai centrale nell’ottica del rugby nostrano. In particolare, si parla spesso di quale impatto possono avere questi trasferimenti a livello di Nazionale.

L’ultimo, tra i tanti che tra il 2021 e il 2022 hanno deciso di trasferirsi, è Renato Giammarioli, che dalla prossima stagione andrà ai Worcester Warriors. La terza linea delle Zebre, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha spiegato che – almeno dal punto di vista personale – non ha avuto alcuna limitazione da parte del club: “La prima cosa che la società mi ha detto è stata che vogliono mettermi nelle migliori condizioni di performare al massimo sia in Premiership che in Nazionale. Per loro è un grande orgoglio avere un giocatore che veste la maglia di una Nazionale”.

Interrogato sulla possibilità che in altri club possano esserci delle limitazioni, Giammarioli ha risposto così: “”Credo dipenda dal tipo di contratto che si fa. Ci sono alcuni che magari dicono ‘mi servi tutto l’anno, quindi ti prendiamo se rinunci alla Nazionale’, ma non è il mio caso. Non ho avuto nessuna limitazione”.

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L’interesse dei Warriors per Giammarioli è arrivato dopo la partita disputata dalle Zebre proprio contro di loro: “Dopo la partita di Challenge Cup hanno manifestato il loro interesse per me. Poi si sono fatti risentire verso metà febbraio chiedendomi se fossi interessato all’idea di trasferirmi lì: ci ho pensato una settimana e ho detto di sì. Quando avevo 23 anni avevo avuto una possibilità di andare all’estero, ma l’ho rifiutata perché ero in una fase delicata della mia carriera, ora però non voglio perdere questo treno”.

Infine, la terza linea ha raccontato anche il suo rapporto con la Nazionale, con la quale ha giocato 5 volte tra il 2018 e il 2021: “Quando avevo 21-22 anni e non venivo convocato ci rimanevo molto male, ne risentiva anche la mia vita privata. Poi col passare del tempo e accumulando esperienza ho un po’ cambiato prospettiva: alla fine ho sempre dato il massimo, per cui sono in pace con me stesso e ho smesso di viverla così male. Credo di aver fatto 5 anni di buon livello alle Zebre, per cui ce l’ho messa tutta e sono con la coscienza a posto”.

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