Rugby Championship: l’Australia batte l’Argentina senza patemi 32-17. Nel finale doppietta di Gallo

Secondo posto finale nel Rugby Championship per i Wallabies

Rugby Championship: la preview di Australia-Argentina

Rugby Championship: la preview di Australia-Argentina (Ph. Sebastiano Pessina)

L’ultimo atto del Rugby Championship 2021 per Wallabies e Pumas. Al CBUS Super Stadium di Gold Coast si sfidano Australia e Argentina, in un match valido per la sesta giornata del torneo.

Da una parte i Wallabies, che la scorsa settimana si sono imposti nel “primo round” per 27-8 a Townsville, e che arrivano a questa sfida forti complessivamente di tre vittorie consecutive, dall’altra i Pumas, a “corto di uomini”, dopo il caos legato all’infrazione di una norma sanitaria da parte di una parte del gruppo sudamericano, e desiderosi di provare a centrare una vittoria che manca da troppo tempo.

Gli ultimi otto precedenti dicono: 5 vittorie per l’Australia, 1 vittoria per l’Argentina e 2 pareggi (quest’ultimo arrivati entrambi nel Tri Nations 2020).

La partita

Al 2’, sul primo possesso argentino nella metà di campo d’attacco, placcaggio alto di Kerevi. Boffelli va per i pali, dalla linea dei 10 metri, ma il calcio finisce largo. Subito dopo, al 4’, fuorigioco argentino sul calcio di Carrerars, con i giocatori davanti che corrono prima di essere in gioco, e piazzato agevole per Cooper, che al 6’ ha un’occasione molto agevole, ma a sua volta va largo.

Al 9′, sulla prima mischia (con introduzione Pumas), uno dei momenti chiave. Il pack locale (benché formalmente sia l’Argentina in casa) ara i rivali (sofferenti nelle fasi di conquista, anche se con una touche leggermente più solida), e porta a casa un calcio di punizione, il primo di una lunga serie nella frazione di apertura.

Dalla suddetta penalità in mischia, con i Wallabies in attacco sulla linea dei 22, Cooper centra i pali per il 3-0 australiano. Sul restart, l’Argentina sventaglia la palla in attacco, da un lato all’altro del campo, ma ovale in mano i sudamericani faticano a vincere gli impatti e a guadagnare metri, ed in un paio di situazioni, su lunghi multifase, vengono portati fuori dal campo dai Wallabies.

Al 12′, l’Australia stravince un ping pong tattico, e costringe i Pumas ad un lancio in rimessa dentro i propri 22 difensivi. Gli argentini trovano una buona exit e si riportano nella metà di campo avversaria, con Hodge costretto ad annullare su un grubber insidioso di Carreras. Sul restart, proprio Carreras prova un drop dalla linea dei 10 metri, ma non centra i pali.

Al 19’, super tenuto forzato da Montoya, a ridosso dei 22, su un lungo multifase Wallabies che fatica ad avanzare, nonostante l’uso reiterato di ball carrier come Samu e Tupou. Al 24’, però, altro calcio in mischia contro l’Argentina (nel caso contro Pieretto). Si genera così una penal’touche sui 22, e sul lancio nuovo calcio contro i Pumas, che toccano il saltatore in aria. Penal’touhce sui 5 metri, ma superba rubata di Gonzalez, con Carreras che al piede allontana la pressione.

L’indisciplina argentina è fuori controllo, e al 25′, arriva l’ennesima penal’touche sui 5 metri per i ragazzi di Rennie. Possesso vinto, l’Argentina attende a terra ma entra in anticipo, con Lavanini che sbilancia il saltatore e si guadagna il cartellino giallo.

Sulla penal’touche ai 5 metri, possesso vinto dall’Australia, maul avanzante e lavoro finito da Folau Fainga’a, che si stacca, cambia angolo di corsa e marca per l’8-0 al 28′.

Al 33’, terza mischia e terzo calcio contro l’Argentina, ancora più in difficoltà a causa dell’inferiorità numerica. Inferiorità che costa carissima, con l’Australia che al 35′, dalla penal’touche marca la seconda meta: possesso vinto ed ovale subito per Fainga’a, che manda nel canale Valetini, con Kellaway che corre al suo interno e regala una linea di sostegno facile facile, volando oltre. Cooper trasforma, per il 15-0 al 35′. Nonostante tanti errori, il volume di gioco ed predominio territoriale australiano sono premiati anche sul tabellino.

Nel finale di frazione, lunga serie impetuosi di multifase argentini sui 5 metri, con l’Australia costretta a diversi falli professionali. Sull’ultimo dei quali, a tempo rosso, Boffelli firma dalla piazzola il 3-15, andando a bersaglio da posizione agevole.

La ripresa

In avvio di ripresa, un fallo argentino riporta i Wallabies nei 22 d’attacco. Penal’touche, serie di cariche di mantenimento del possesso e poi accelerazione, all’esterno, con la splendida finta di Cooper su Carreras, prima di esplorare il soprannumero sull’out destro, mandando a segno Kerevi, per il 3-20 al 43′.

Per una decina di minuti, c’è una sola squadra in campo, con l’Australia dominante, con percentuali di possesso e territorio totalmente a favore dei Wallabies, ma non arrivano punti, per una serie di imperizie dentro i 22 rivali, dettate da superficialità ed in alcuni tratti anche da arroganza sportiva. Almeno fino al 54′, quando su un lungo multifase che fatica a trovare l’abbrivio vincente, Kellaway, penultimo uomo sull’out sinistro, accelera dentro i 22, abbatte Chocobares e va oltre anche Moroni, per il 25-3, prima della trasformazione di Cooper per il 27-3.

Margine di vantaggio che si allarga dopo pochi minuti, con la difesa argentina dimessa. Touche nei 22, Fainga’a lavora come nella prima meta, aprendo su Ikitau, che al largo con uno splendido sottomano apre la strada della tripletta personale di Kellaway, per il 32-3.

Nel finale, l’orgoglio sudamericano permette ai ragazzi di accorciare le distanze, con due mete (63′, 73′) del prima linea del Benetton Rugby Thomas Gallo (30′ per lui, come per Eduardo Bello pilone delle Zebre, una 20ina per il mediano di mischia del Valorugby Garcia), che va oltre con due cariche sotto i pali rivali. Entrambe trasformate da Boffelli, per il 32-17 definitivo, che regala ai Wallabies la quarta vittoria consecutiva ed il secondo posto nel Rugby Championship. Sesta sconfitta consecutiva invece per i Pumas.

Le formazioni iniziali ed i marcatori

Australia: 15 Reece Hodge, 14 Jordan Petaia, 13 Len Ikitau, 12 Samu Kerevi, 11 Andrew Kellaway, 10 Quade Cooper, 9 Nic White, 8 Rob Valetini, 7 Michael Hooper (c), 6 Pete Samu, 5 Darcy Swain, 4 Izack Rodda, 3 Taniela Tupou, 2 Folau Fainga’a, 1 James Slipper
A disposizione: 16 Lachlan Lonergan, 17 Angus Bell, 18 Greg Holmes, 19 Matt Philip, 20 Sean McMahon, 21 Jake Gordon, 22 James O’Connor, 23 Tom Wright

mete: Fainga’a, Kerevi, Kellaway (3)
trasformazioni: Cooper
punizioni: Cooper

Argentina: 15 Juan Cruz Mallía, 14 Matias Moroni, 13 Lucio Cinti, 12 Santiago Chocobares, 11 Emiliano Boffelli, 10 Santiago Carreras, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Rodrigo Bruni, 7 Marcos Kremer, 6, Juan Martín González, 5 Tomás Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Enrique Pieretto, 2 Julián Montoya (c), 1 Rodrigo Martínez
A disposizione: 16 Facundo Bosch, 17 Thomas Gallo, 18 Eduardo Bello, 19 Matías Alemanno, 20 Francisco Gorrissen, 21 Gonzalo García, 22 Domingo Miotti, 23 Mateo Carreras

mete: Gallo (63′, 73′)
trasformazioni: Boffelli (64′, 74′)
punizioni: Bofelli (40′)

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