Benetton, Bortolami: “Abbiamo pagato la loro fisicità. Molto bene in chiusa, ottima prova dei giovani”

L’assistente allenatore dei Leoni ha analizzato la sfida di Belfast

Marco Bortolami

Marco Bortolami ph. Sebastiano Pessina

A margine dell’esordio stagionale in Pro14 del Benetton Rugby, sconfitto 35-24 da Ulster, in una partita – nella notte di Belfast – densa di spunti in ottica Leoni, Marco Bortolami, assistant coach del team veneto, ha analizzato assieme a noi alcuni aspetti dell’incontro di Ravenhill, tra punti dolenti e note oltremodo positive da cui ripartire.

La forza del drive da touche

Nella vittoria dei ragazzi di MacFarland, la straordinaria efficacia del drive da touche, in zona rossa, ha rivestito, come di consueto per il team di Belfast, un ruolo primario. “Loro sono una squadra più fisica di noi, e riescono ad esprimere al meglio questa caratteristica nel drive. Sapevamo che era un aspetto del gioco in cui sono eccellenti, dove avremmo dovuto provare ad arginarli. All’inizio siamo stati un poco timidi, poi siamo riusciti a mettergli un freno, ma, quando gli permetti di arrivare troppe volte sui 5 metri, diventa difficile disinnescare questa arma, perché hanno l’occasione di organizzarsi e di farti male. Inutile girarci attorno, il segreto quando giochi contro squadre di questo tipo, sta nell’impedirgli di arrivare troppe volte in zona rossa con rimesse laterali a disposizione”, spiega, a OnRugby, Marco Bortolami, prima di un inciso sulla differenza di efficacia nell’uso del drive tra irlandesi ed azzurri.

“Il drive è un modo di applicare fisicità che non è particolarmente sviluppato nei giocatori italiani. Un aspetto del gioco su cui stiamo lavorando, e sul quale sono sicuro miglioreremo molto. Poi, va detto che loro sono reduci da diverse partite: sono in ritmo gara, a differenza nostra, e questo ha inciso fisiologicamente”.

Break(down!)

Un’altra nota dolente, per i trevigiani, sono stati gli eccessivi turnover concessi, soprattutto sui punti d’incontro. “Palle perse nate principalmente dal nostro modo di attaccare palla in mano, spesso troppo laterale, poco diretto ed incisivo. Così facendo, ti esponi eccessivamente alla loro abilità di cacciare il pallone e questo ci è costato caro. Con l’andare della partita siamo migliorati, ma devi essere perfetto per 80′ su questo aspetto del gioco. Dovevamo penetrare di più la difesa per linee dirette, ma contro la loro fisicità a volte è difficile. Ecco perché si sono cercate soluzioni “alternative” che però non ci hanno permesso di avere successo”, chiarisce Bortolami, passano poi ai diversi punti positivi, a partire dalla buona performance in mischia chiusa.

Pack positivo, preoccupazione per Riccioni.

“Davanti abbiamo fornito una prova abbastanza buona. Abbiamo subito un solo calcio contro – peraltro piuttosto discutibile – contro un pacchetto oltremodo fisico ed efficiente come quello di Ulster, lavorando bene sia con i titolari che con le riserve. Purtroppo, in prima linea, la nota negativa è il problema fisico a Marco Riccioni. Dobbiamo ovviamente attendere i risultati degli accertamenti dei prossimi giorni, ma sembra un infortunio muscolare, ovviamente non leggero”, prosegue Marco Bortolami, chiudendo con i due lati migliori della serata dei Leoni: la capacità di rimanere in gara, sempre e comunque, e la prova dei giovani.

Il meglio

“Sono impressionato dalla desiderio di restare in partita, dalla voglia di non mollare mai dei ragazzi anche nei momenti più bui. Abbiamo avuto la capacità di rientrare due volte in partita sotto di 14 punti e di restare nel match, nel punteggio e di testa anche per quasi tutta la ripresa. Siamo stati anche un pizzico sfortunati, per quanto concerne il punto – o i punti – di bonus, perché con un minimo di accuratezza e di cinismo in più, a 10′ dalla fine, avremmo potuto marcare la quarta meta, che ci avrebbe anche riportato davanti”.

“I giovanissimi sono andati molto bene. Nella loro partita sono emerse tante cose buone, ed ovviamente altre su cui possono fare ancora di più. Ma quest’ultimo punto è normale, fa parte del loro processo di crescita. Un percorso (per Garbisi e Lucchesi, alla prima stagione in Ghirada, ndr) in cui questa esperienza avrà un valore importante”, chiude l’ex Gloucester, già proiettato sull’intrigante confronto della prossima settimana a Monigo, contro Leinster.

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