Cosa è successo nella 6^ giornata di Serie A femminile? Ce lo raccontano protagoniste e coach

L’analisi di Nicola Bezzati, le condizioni di Aura Muzzo, la soddisfazione di Alessandro Martire e molto altro nelle dichiarazioni post match del massimo torneo nazionale

Sofia Stefan – Valsugana (ph. Ettore Griffoni)

Al termine della sesta giornata della Serie A femminile, abbiamo raccolto le dichiarazioni dei protagonisti e delle protagoniste del girone 1, caratterizzato nel weekend dalla netta vittoria interna del Valsugana, nella rivincita della finale Scudetto contro Villorba, e dai colpi in trasferta di Red Panthers Benetton Rugby ed Unione Rugby Capitolina, rispettivamente sui campi di Fedia e Itinera CUS Torino.

Con Aura Muzzo, poi, abbiamo parlato non solo del big match di Padova, a cui la ragazza friulana ha assistito da spettatrice, ma anche delle sue condizioni fisiche, a quattro mesi dall’operazione al ginocchio.

Leggi anche: La classifica marcatrici del girone 1 di Serie A femminile (in aggiornamento)

Tutte le dichiarazioni principali dai campi del girone meritocratico

Valsugana Rugby Padova v ArredissimA Villorba 36-7

Nicola Bezzati, head coach del Valsugana Rugby Padova
“Le ragazze hanno fornito una grandissima prestazione sotto tutti i profili della performance: fisico, tecnico e tattico. Siamo estremamente soddisfatti per quanto visto in campo, perché una partita del genere è la ciliegina sulla torta rappresentata dal grande lavoro settimanale, sviluppato appositamente sulle caratteristiche di una squadra come Villorba. Le ragazze stanno benissimo sotto il profilo atletico. Mi ha impressionato la loro tenuta, in tal senso, in una partita che ha avuto un tempo effettivo di 40′. Ora, però, testa alla gara contro Colorno, perché non abbiamo ancora fatto nulla. Dopo la gara in Emilia, a fine andata, faremo i primi conti su come stanno andando le cose”.

Aura Muzzo, giocatrice dell’ArredissimA Villorba e della Nazionale italiana
“In generale è stata una bella partita. Per quanto riguarda il Villorba, questo match era un banco di prova, per capire un poco a che punto è il nostro percorso e valutare quali sono i dettagli su cui lavorare maggiormente in vista delle prossime sfide. Loro sono state molto avanzanti a contatto ed estremamente aggressive. Conosciamo il Valsugana, e va dato loro credito: hanno giocato una grande partita. A noi, forse, è mancato qualcosina in termini di energia, ma nel complesso non abbiamo fatto male e, anche se dai freddi numeri non si direbbe, questo incontro rappresenta una buona base da cui ripartire”.

Le condizioni fisiche 

“Ho superato il quarto mese dall’operazione al ginocchio, in seguito alla rottura del crociato patita nel corso delle Universiadi. A breve avrò un ultimo check ortopedico, ma in generale mi sento bene, anche se ci vorranno ancora un paio di mesi, più o meno, per completare integralmente il percorso di recupero. Nel frattempo ho ripreso a correre e a lavorare sulla parte basse, assieme a Serena (Chiavaroli, ndr), con la consueta energia”


Itinera CUS Torino v Unione Rugby Capitolina 0-17

Pietro Salino, head coach del CUS Torino
“La predominanza in mischia chiusa delle avversarie non ci ha permesso di avere continuità offensiva. Malgrado il risultato, tuttavia, non posso essere deluso delle fasi offensive della mia squadra, ma sicuramente il campo fangoso ha influito in termini negativi in tal senso. Faccio i complimenti al pacchetto degli avanti capitolino”

Alessandro Martire, head coach dell’Unione Rugby Capitolina
“A Torino è andata in scena una partita veramente intensa ed emozionante, su un campo reso pesante dalla pioggia battente. Il Pallone, così, era veramente difficile da gestire. La differenza l’hanno fatto le nostre ragazze in chiusa, che hanno disputato un’eccellente prova, mettendo in grande difficoltà le avversarie dirette. Abbiamo guadagnato dei calci di punizioni in quasi tutte le mischie giocate, sia quelle con nostra introduzione, che quelle su loro introduzione. Anche due delle tre mete sono arrivate dalla chiusa: la prima di Manfredi, che da numero 8 ha solo dovuto schiacciare l’ovale oltre la linea di meta, e la tecnica, arrivata per un fallo, in quel frangente, sui 5 metri torinesi. Su tutti gli altri aspetti, invece, è stata una gara molto equilibrata, con tanti errori ma dovuti in gran parte alle condizioni meteo. Torino ha lottato sino all’ultimo, con grande aggressività sui punti d’incontro, ma noi abbiamo risposto bene.


Fedia v Benetton Rugby Red Panthers 15-20

Alberto Savini, assistente allenatore del Fedia
“C’è grande rammarico e delusione per come è terminata la partita, dopo che abbiamo dominato per un’ora abbondante. Poi, purtroppo, è calata la nostra intensità e non siamo riuscite a marcare la quarta meta, e, a mio avviso, anche il metro arbitrale, con alcuni fischi che personalmente non ho condiviso, ha generato qualche difficoltà allo sviluppo del nostro gioco. In ogni caso, però, complimenti alle Red Panthers, che non hanno mai abbassato la testa, lottando alla grande sino all’80′”.

Diego Bressan, head coach del Benetton Rugby Red Panthers
“Abbiamo fatto fatica ad imporre il nostro game plan sino al 60′, anche per l’ottima prestazione delle ragazze di Ferrara, che avevano grande energia, grande entusiasmo e ci hanno messo pressione. Nel finale siamo riusciti a venir fuori con il nostro gioco e si è visto cosa siamo in grado di fare. Ci portiamo a casa questo aspetto molto positivo, sotto il profilo mentale: aver trovato il bandolo della matassa, anche a gara in corso, risolvendo una sfida che in avvio era parsa simile a quella di Colorno. Sono molto contento”.

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