La guida al World Rugby Under 20 Championship 2019

I talenti più interessanti del Mondiale Under 20 che comincia martedì 4 giugno, in Argentina

francia under 20

ph. World Rugby

Sono passati 152 anni da quando il rugby ha messo per la prima volta piede in Argentina: era il 1869 e nasceva il Club Atletico del Rosario, la prima associazione dedita alla palla ovale del paese, la prima squadra a scendere in campo in una partita ufficiale (contro il Buenos Aires Football Club) e una delle quattro società fondatrici della federazione argentina nel 1899.

Oggi il rugby internazionale torna in Argentina, proprio a Rosario, per il Mondiale Under 20 che andrà di scena fra la città sulla foce del fiume Paranà e Santa Fe, poco più a nord lungo il corso dello stesso specchio d’acqua.

Saranno dodici le squadre a giocarsi il gradino più alto del podio a partire da martedì 4 giugno, fino alla giornata di finali prevista per sabato 22 . La scorsa edizione è stata vinta per la prima volta dalla Francia, battendo in finale l’Inghilterra. Dal 2008, anno del lancio di questo format di competizione internazionale giovanile, il torneo è stato vinto 6 volte dalla Nuova Zelanda, 3 volte dall’Inghilterra, una dal Sudafrica e una, come detto, dalla Francia.

In Italia il torneo sarà integralmente visibile in chiaro, tramite diretta streaming sul sito ufficiale di World Rugby (world.rugby/u20).

Sedi e formula

L’Argentina ospita per la seconda volta il World Rugby Under 20 Championship: nel 2010 erano state allo stesso modo Rosario e Santa Fe ad ospitare l’evento vinto dalla Nuova Zelanda, con Julian Savea stella del torneo. Saranno però stavolta diversi gli stadi coinvolti nella manifestazione: a Rosario si giocherà al Club Old Resian, sede dell’omonima società, e al Racecourse Stadium, dove sarà di scena la finale; a Santa Fe le gare si disputeranno al Club de Rugby Ateneo Immaculada, dove l’Italia sarà impegnata per tutto il girone.

Le 12 squadre al via sono divise in 3 pool da 4 squadre ciascuno. Dopo le tre partite del girone le squadre sono suddivise a seconda della classifica: le tre prime dei gironi e la migliore seconda accedono alla fase finale per i posti dal primo al quarto; le altre due seconde e le due migliori terze vanno a giocarsi i posti dal quinto all’ottavo; la peggiore terza e le tre quarte giocheranno per i posti fra il nono e il dodicesimo.

La dodicesima squadra classificata retrocede al World Rugby under 20 Trophy, la seconda divisione del mondiale giovanile.

Le fasi finali consistono in una partita di semifinale e una successiva finale per determinare la classifica conclusiva del torneo.

Girone A

Squadre partecipanti: Francia, Argentina, Galles, Fiji

La Francia campione in carica farà la parte del leone, ma il Galles visto quest’anno al Sei Nazioni di categoria è una squadra capace di far paura, vista la grande fisicità che esprime. Le Fiji, da par loro, sono clienti scomodi, anche se sulla carta sono uno o due passi indietro rispetto alle concorrenti, essendo la squadra neopromossa dal Trophy. Attenzione ai sudamericani padroni di casa, che hanno battuto recentemente il Sudafrica in una gara di preparazione: si tratta di una delle migliori squadre argentine giovanili, con diversi giocatori già aggregati al gruppo dei Jaguares. I Pumitas hanno fra i loro risultati migliori un terzo e quarto posto al mondiale under 20 (2016 e 2012), ma altrettante volte sono finiti nella parte inferiore della classifica finale.

Da tenere d’occhio
Louis Carbonel (Francia) –
Il numero 10 campione del mondo torna sul palcoscenico iridato con 20 presenze da professionista in più, con la maglia di Tolone in Top 14 e in Champions Cup. Nonostante la pessima stagione dei suoi, le qualità della giovane apertura classe 1999 sono state una delle notizie migliori per il club rossonero. Al World Rugby under 20 Championship è pronto ad essere protagonista.

Jordan Joseph (Francia) – Il prorompente numero 8 protagonista dello scorso torneo torna a far parte delle rosa della Francia. Sarà di nuovo capace di trainare, in senso letterale, la sua formazione in questo torneo? Il classe 2000 (sì, l’anno scorso non sarebbe nemmeno dovuto esserci) in forza al Racing 92 quest’anno ha accumulato 11 presenze, di cui 6 da titolare.

Santiago Chocobares (Argentina) – Si tratta di un trequarti polivalente, capace di giocare soprattutto da centro, ma anche da ala ed estremo. E’ alla sua seconda presenza al mondiale giovanile essendo un classe 1999. Cresciuto nel club del Duendes, uno dei migliori di Rosario, è stato aggregato quest’anno ai Jaguares sin dalla preparazione prestagionale ed è un trequarti veloce e potente, esplosivo nel cambio di direzione e muscolare nel proprio gioco, diverso dai compagni della linea di trequarti come Ignacio Mendy e Mateo Carreras, provenienti dalla nazionale Sevens.

Bautista Pedemonte (Argentina) – Di lui si dice che sia il nuovo Facundo Isa, un ball carrier potente capace di guadagnarsi spazio soprattutto grazie alla mobilità, al gioco di piedi e alla capacità di trovare spazi nella difesa. Ha già partecipato anche allo scorso mondiale giovanile pur essendo un classe 2000, a testimonianza della sua particolare qualità.

Ryan Conbeer (Galles) – Il giovanissimo trequarti degli Scarlets ha già ottenuto qualche presenza con la franchigia in Pro14: è un ala dal cambio di direzione netto e formidabile, capace di dar vite a corse campali in spazi aperti e di essere imprendibile nell’uno contro uno, come ha dimostrato con la sua meta contro Ulster nella stagione scorsa.

Prima giornata (4 giugno)
18:00 – Argentina v Galles
20:30 – Francia v Fiji

Girone B

Squadre partecipanti: Australia, Inghilterra, Irlanda, Italia

Girone tostissimo per gli Azzurrini di Fabio Roselli, che renderà davvero complesso ripetere i risultati dei precedenti mondiali giovanili, dove i nostri ragazzi hanno conquistato due ottavi posti consecutivi. L’Irlanda è una delle nazionali più attese, avendo sorprendentemente vinto l’ultimo Sei Nazioni con il Grande Slam, così come c’è grande hype per questa Australia, che ha vinto l’Oceania Under 20 Championship a inizio maggio battendo i neozelandesi con un netto 24 a 0. Infine, l’Inghilterra è la corazzata di sempre, con molti giocatori con esperienza di Premiership, senza dimenticare le 10 presenze su 11 edizioni nelle prime 4 squadre della manifestazione.

L’Italia è una squadra con diversi giocatori esperti, che già l’anno scorso hanno preso parte al torneo, e quest’anno hanno avuto la possibilità di fare esperienza in Top 12, con alcuni innesti di particolare talento. Il torneo dei nostri passerà molto per il risultato ottenuto con l’Irlanda nell’ultima partita del girone il prossimo 12 giugno, ma potrebbe cominciare davvero solo nella fase finale, per provare a raggiungere almeno il nono posto.

Da tenere d’occhio

Isaac Lucas (Australia) – Otto presenze con i Reds in Super Rugby, due da titolare, una meta. Questo il ruolino di marcia in questa stagione di Lucas, trequarti della promettente squadra australiana che punta a tornare ai piani alti del mondiale under 20, mancando dalle prime quattro dal 2011. Lucas ricorda un po’ Damian McKenzie: un giocatore che può disimpegnarsi sia come estremo che come mediano d’apertura, sfuggente ed elusivo, con ottima visione di gioco e una grande capacità di danzare sugli appoggi.

Manu Vunipola (Inghilterra) – Marcus Smith, apertura degli Harlequins, avrebbe dovuto essere l’uomo in più dell’Under 20 inglese, ma è stato bloccato per giocare contro i Barbarians e, forse, giocarsi le proprie carte per essere incluso nella rosa della prima squadra. La cabina di regia della squadra inglese viene allora occupata da Manu Vunipola, il cugino di Billy e Mako, anch’egli cresciuto nei Saracens, con i quali ha esordito da titolare in Premiership nell’ultima giornata di regular season. Più che ai cugini, però, Vunipola somiglia al padre Elisi, più di 40 volte apertura per Tonga: è ordinato, fisicamente dotato, intelligente e preciso al piede.

Ted Hill (Inghilterra) – Si di uno dei giocatori più affermati dell’intero mondiale: il terza linea dei Worcester Warriors non ha solo giocato costantemente con il suo club in Premiership (6 mete in 16 partite), ma ha anche ottenuto una presenza con la nazionale maggiore dell’Inghilterra. Si tratta di una terza linea potente, un ball carrier da spazi esigui, grande lavoratore e placcatore capace di portare sempre indietro l’avversario.

Dylan Tierney-Martin (Irlanda) – Il tallonatore dell’Irlanda è stato il miglior marcatore di mete del Sei Nazioni Under 20, che i giovani trifogli hanno saputo vincere ottenendo anche il Grande Slam. Uomo di Connacht, Tierney-Martin è un tallonatore esplosivo, come tanti numeri 2 passato dalla terza alla prima linea in corso di formazione. Non ha ancora avuto minuti in Pro14, ma è una delle stelle di questa formazione irlandese, che ha peraltro perso qualcuno dei migliori giocatori per infortunio prima dell’inizio del mondiale.

Jacopo Trulla (Italia) – La squadra italiana si baserà soprattutto sull’esperienza dei classe 1999, ma con alcune addizioni di talento che daranno imprevidibilità soprattutto in chiave offensiva. In questo insieme rientra, oltre all’apertura Paolo Garbisi, anche l’estremo Jacopo Trulla, cresciuto nel Valsugana e poi passato in forza all’Accademia Nazionale. Trulla è un attaccante nato, rapido e compatto, con sfumature minozziane nel suo modo di giocare. Ha segnato la meta decisiva in Scozia-Italia del Sei Nazioni di categoria a febbraio.

Prima giornata (4 giugno)
15:30 – Australia v Italia
20:30 – Inghilterra v Irlanda

Girone C

Squadre partecipanti: Georgia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Scozia

Nuova Zelanda e Sudafrica si affrontano subito, e il loro scontro del 12 giugno sarà una delle partite fondamentali del torneo. Scozia e Georgia giocano per non finire nei bassifondi del torneo. Fra Baby Blacks e Baby Boks la sfida sarà anche quella di racimolare più punti possibile perché la perdente dello scontro diretto possa figurare come migliore seconda e finire a giocare le semifinali. I neozelandesi sembrano meno forti rispetto alle ultime occasioni, ma sono d’obbligo fra le favorite, discorso che vale anche per i giovani sudafricani, che solo in una edizione non hanno centrato la top 4.

Da tenere d’occhio

Etene Nanai-Seturo (Nuova Zelanda) – Sarà pur vero che i Chiefs non stanno disputando la loro miglior stagione di Super Rugby, ma per i Baby Blacks avere un talento puro come Nanai-Seturo è un lusso. Cinque mete in 11 presenze per l’estremo/ala classe 1999, che sembra già un giocatore pronto per l’altissimo livello: fisico longilineo ma potente, estremamente rapido con appoggi fulminanti, come ha dimostrato anche facendo parte della nazionale Sevens degli All Blacks. Se il pacchetto di avanti dei neozelandesi saprà dare palloni di qualità alla propria trequarti, sarà dura per tutti batterli.

Leicester Fainga’anuku (Nuova Zelanda) – Prospetto del 1999 di sicuro avvenire, Faingaanuku è un ala/estremo dalle notevoli dimensioni fisiche, con circa 110 chili ottimamente distribuiti su poco meno di un metro e novanta. Il suo pregio non è solo la pura potenza che esprime e l’aggressività con cui ne dispone, ma anche la compostezza dei suoi gesti tecnici, come l’utilizzo piuttosto raffinato del piede. Ha esordito da poco nel Super Rugby, giocando un quarto d’ora con i Crusaders nella vittoria sui Brumbies dello scorso aprile.

Phendulani Buthelezi (Sudafrica) – Flanker classe 1999 già oltre il quintale di peso e vicino al metro e novanta, Buthelezi ha fatto registrare 5 presenze con gli Sharks durante questo Super Rugby. Si inserisce in un reparto di terza linea ben bilanciato in cui il suo compito sarà principalmente quello di legare i reparti, essere un bersaglio in rimessa laterale e guidare la squadra con l’esempio, data la fascia di capitano che porta al braccio.

Angelo Davids (Sudafrica) – A sparigliare le carte per i Baby Boks ci sarà l’astro nascente dei Blitzbokke, la nazionale sudafricana di rugby a sette. Davids ha esordito quest’anno a Hong Kong (ricordate il video?), ed è stato protagonista di diverse ottime prestazioni grazie alla sua fenomenale velocità. A Singapore è stato eletto migliore in campo nella finale contro le Fiji, vinta 20 a 19 dai sudafricani grazie anche a una sua meta. Davids è una pallottola: 84 chili su un metro e settantotto lanciati alla massima velocità, in campo aperto può fare danni.

Tedo Abzhandadze (Georgia) – Seconda presenza alla rassegna iridata under 20 anche per questo mediano di apertura georgiano davvero interessante, con già 7 caps in nazionale maggiore, dove è stato il titolare durante il Rugby Europe Championship. Ha giocato dal primo minuto anche nei test di novembre contro Tonga e Samoa, entrambi vinti dalla Georgia. E’ un mediano di apertura fantasioso e votato all’attacco, con un’ottimo spunto personale e il coraggio di fare la giocata difficile. Minuto fisicamente, deve ancora crescere sotto l’aspetto difensivo e forse per questo non ha avuto molte chance con il Brive in questa stagione di ProD2. A livello Under 20, però, sarà una spina nel fianco per qualunque difesa.

Prima giornata (4 giugno)
15:30 – Sudafrica v Scozia
18:00 – Nuova Zelanda v Georgia

Lorenzo Calamai

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