Zebre: un finale fin troppo prevedibile

La partita contro il Benetton è stata un po’ lo specchio degli ultimi mesi. Le parole di coach Bradley e Biagi in conferenza stampa

ph. Luca Sighinolfi

PARMA – La stagione delle Zebre è finita nel modo meno sorprendente possibile. Il filo conduttore degli ultimi mesi è arrivato fino all’ultima giornata, senza intoppi o inversioni di rotta. I ducali hanno perso dal Benetton ponendo ben pochi interrogativi alla squadra avversaria, dimostrando di avere la consueta grande energia e un’apprezzabile forza di volontà ma di non sapere bene come canalizzarle per essere davvero efficaci.

La crisi di rigetto iniziata in inverno, dopo le quattro vittorie tra campionato e coppa tra settembre e ottobre, ha fatto ripiombare le Zebre sul fondo della classifica nel Pro14: 19 punti totali (peggior squadra delle 14), diciotto sconfitte su ventuno partite, peggior dato sulla differenza punti (-380) e soprattutto di gran lunga il peggior attacco del campionato con appena 260 punti segnati, ovvero una media di 12,38 punti a partita. Una miseria. Dalle difficoltà nella finalizzazione del gioco prodotto è iniziata la conferenza stampa post derby di sabato al ‘Lanfranchi’, a cui ha provato a dare una spiegazione George Biagi.

“È stata una stagione difficile – ha esordito il seconda linea – Per certi versi anche sfortunata visti i tanti infortuni che abbiamo avuto. Oggi (sabato) in tribuna c’era quasi un XV titolare. In questa partita abbiamo creato molto, non siamo riusciti ad affondare il colpo, ma non credo che sia stata lo specchio di una stagione. Ci sono stati alti e bassi, abbiamo giocato bene alcune partite e non sempre abbiamo raccolto i risultati. Forse potevamo raccogliere qualcosa in più in Challenge Cup”.

“La stagione non è mai davvero decollata, a parte l’inizio – ha continuato Biagi, che poi ha parlato anche in prospettive – Il pensiero ora è fare una grande preparazione. Ci stiamo attrezzando alla grande con tutto lo staff. Impareremo dagli errori e alzeremo l’asticella con i ragazzi che rimarranno”.

Lo scorso anno arrivarono sette vittorie e tanti nuovi record per le Zebre, ma per il seconda linea è difficile paragonare una stagione a quella precedente. “Ogni stagione a sé, perché ci sono sfide diverse. Quest’anno abbiamo avuto tanti infortuni e abbiamo avuto una rosa ridotta facendo maggior fatica. I ragazzi giovani hanno comunque accumulato esperienza e faranno una stagione migliore l’anno prossimo. Ma abbiamo avuto anche ragazzi come Danilo Fischetti, che ha fatto delle presenze con noi. Spero che arrivi, perché sarà già pronto per giocare”.

A proposito di giovani, contro il Benetton ha esordito anche un giovanissimo come Filippo Alongi, pilone destro classe 2000. La prima domanda di OnRugby a Bradley è stata proprio sul prima linea toscano della nazionale Under 20: “”Per me ha fatto molto bene. Aveva massimo 50 minuti nelle gambe, ma per me ha fatto vedere molto nelle ultime due partite. È una cosa positiva per la nazionale Under 20 in vista del Mondiale in Argentina. Sfortunatamente per noi andrà nel giro del Benetton il prossimo anno (ride, ndr), ma è molto bello vedere dei giovani ragazzi entrare nel sistema-Italia”.

Il focus del coach irlandese si è spostato poi sulla stagione nel complesso e cosa attenderà le Zebre in futuro. “La prima parte di stagione è stata buona, abbiamo giocato bene e vinto alcune partite. Nella seconda parte abbiamo avuto molta più pressione, principalmente perché siamo stati molto sfortunati. È un fatto. Abbiamo avuto tanti infortunati e non abbiamo una squadra molto grande numericamente”.

“Per il prossimo anno – ha continuato Bradley – le intenzioni con la FIR sono di aumentare il numero di giocatori a disposizione delle Zebre, sia per gli allenamenti sia per le partite, per essere più competitivi soprattutto quando ci sono degli infortunati”.

L’analisi dell’allenatore ducale si è spostata poi sullo stile di gioco delle Zebre e sul lato tecnico. “Dovremo migliorare le skills dei giocatori quando sono sotto pressione per poter eseguire meglio il nostro piano di gioco. Ci sono alcune aree tecniche che abbiamo bisogno di migliorare: nel breakdown non siamo al livello richiesto né in attacco né in difesa, così come la nostra consistenza in prima fase. Oggi (sabato) è stato un altro esempio delle difficoltà che abbiamo avuto nell’esecuzione”.

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