Charles Piutau e un’altra, diversa sfaccettatura dei problemi di eleggibilità

L’estremo dei Bristol Bears non parteciperà alla RWC, alla quale mirava di figurare con la maglia di Tonga

Charles Piutau barbarians

ph. Action Images/Peter Cziborra

Charles Piutau non parteciperà alla Rugby World Cup 2019, dopo che la sua presenza alla precedente rassegna iridata con la maglia degli All Blacks era stata minata dall’annuncio della sua partenza per i dorati lidi della Premiership, dove avrebbe vestito la maglia dei Wasps.

Le 17 presenze, con 4 mete, ottenute con la maglia dei tuttineri fra il 2013 e il 2015 rimangono l’unica testimonianza del transito dai palcoscenici internazionali di un giocatore dalle doti indubbie, testimoniate anche dal fatto che i Bristol Bears, squadra in cui milita da quest’anno, abbia deciso di renderlo il giocatore con lo stipendio più alto della Premiership, che si attesta intorno al milione di sterline annuo.

Trequarti versatile e potente, Piutau sperava di raggiungere il fratello Siale fra le fila della nazionale tongana in vista della prossima coppa del mondo. Nato a Auckland da una famiglia tongana, Piutau ha rispettato la regola di World Rugby che impone tre anni di assenza dalle scene internazionali per poter cambiare la propria eleggibilità, ma non basta.

Il cambio di eleggibilità può infatti avvenire se il giocatore rappresentasse la nuova nazionale (Tonga, in questo caso) a una competizione Sevens valida come qualificazione per le prossime Olimpiadi. E World Rugby ha appena posticipato tale tipo di competizione dopo i prossimi mondiali nipponici.

“Stavamo cercando di capire la situazione di un gruppo di giocatori, non solo Charles, che erano sulla stessa barca, per vedere se potessero qualificarsi per noi prima della Rugby World Cup, ma non potremo andare avanti” ha dichiarato il coach della nazionale tongana Toutai Kefu.

La questione dell’eleggibilità è particolarmente pruriginosa per World Rugby, con tante regole diverse e un po’ confuse che rischiano di minare la credibilità dell’intero procedimento. Da una parte si cerca di conciliare la possibilità di crescita delle nazionali minori concedendogli di utilizzare giocatori che hanno già giocato per altre nazionali, dall’altra si cerca di ovviare al fenomeno di cambi di casacca troppo frequenti, e magari interessati da valutazioni più economiche che di appartenenza.

“Credo che i tre anni di assenza [dalle scene internazionali] siano abbastanza. Non penso che qui ci siano problemi di integrità – ha commentato ancora Kefu, che a livello internazionale ha rappresentato l’Australia – Poi ci sono squadre come il Giappone, dove metà della rosa è tongana, e cominci a pensare che forse dei problemi di integrità siano presenti in quello scenario.”

Secondo le voci, infatti, i nipponici sarebbero un’altra squadra alla finestra per utilizzare il torneo Sevens per vincolare nuovi giocatori alla propria nazionale.

Dopo il caos delle qualificazioni mondiali che ha portato la Russia alla qualificazione e la Germania al torneo di ripescaggio in vece di Spagna, Romania e Belgio, penalizzate per ragioni di eleggibilità dei propri giocatori, un altro aspetto sul quale è necessario l’intervento della federazione internazionale per fermare una vera e propria giungla normativa e una speculazione che mina la costruzione di un percorso formativo interno ai vari paesi che mirano a far crescere il proprio movimento ovale.

Lorenzo Calamai

onrugby.it © riproduzione riservata
FacebookTwitterPinterest
item-thumbnail

Le 7s World Series a Dubai incoronano Blitzboks e Black Ferns

Le World Series di Sevens ripartono da Dubai, con il Sudafrica che vince la prima tappa maschile mentre le neozelandesi tornano al successo nel femmin...

8 Dicembre 2019 Rugby Mondiale / Sevens World Series
item-thumbnail

Irlanda: “Troppa pressione al mondiale”, Best e Nucifora tornano sull’eliminazione

Il capitano e il direttore della performance della federazione irlandese sono tornati a parlare della deludente avventura nipponica

6 Dicembre 2019 Rugby Mondiale / Rugby World Cup / RWC 2019
item-thumbnail

Australia, il consiglio di Eddie Jones: “Ridurre la Legge-Giteau da 60 a 40 caps”

Il tecnico dell'Inghilterra parla dei suoi contatti con i Wallabies e "benedice" l'arrivo di Dave Rennie come ct dei Wallabies

5 Dicembre 2019 Rugby Mondiale
item-thumbnail

Sevens World Series, in arrivo tre giorni di show a Dubai

Parte da Dubai la nuova stagione maschile delle Sevens World Series, in parallelo al secondo appuntamento femminile. Proseguono intanto le qualificazi...

3 Dicembre 2019 Rugby Mondiale / Sevens World Series
item-thumbnail

Steve Hansen ha ufficializzato il suo sbarco in Giappone

L'ex head coach degli All Blacks sarà consulente tecnico dei Toyota Verblitz

2 Dicembre 2019 Rugby Mondiale
item-thumbnail

Inghilterra: Conor O’Shea è il nuovo Director of Performance Rugby

L'ufficialità del nuovo incarico arriva direttamente dalla Federazione Inglese

29 Novembre 2019 Rugby Mondiale