Qualificazioni mondiali: respinto l’appello di Spagna e Romania

La sentenza stavolta è definitiva. Dura la replica della federazione iberica, mentre la Germania si prepara ad affrontare il Portogallo

germania rugby

ph. Reuters

Spagna e Romania definitivamente fuori dalla Rugby World Cup 2019. Si qualifica direttamente la Russia, mentre la Germania va ai playoff. E’ quanto si deduce in conseguenza dell’uscita di un comunicato ufficiale di World Rugby che conferma il respingimento dell’appello di Spagna e Romania, presentato alla commissione indipendente che aveva precedentemente sentenziato sullo schieramento di giocatori non eleggibili durante le qualificazioni mondiali, corrispondenti per l’Europa con gli ultimi due tornei Rugby Europe Championship.

Date le sanzioni sotto forma di penalizzazione nel punteggio, la Spagna e la Romania retrocedono così rispettivamente in terza e quarta posizione nella classifica dedicata, lasciando a Russia e Germania la possibilità di continuare il loro cammino mondiale.

Per quanto riguarda la Russia, al squadra è qualificata sotto il nome di Europa 1, e disputerà il girone A con Irlanda, Scozia, Giappone e la vincitrice del playoff fra Europa e Oceania che si disputerà, in incontri di andata e ritorno, il 30 giugno e il 14 luglio.

Il playoff sarà disputato da Samoa e dalla vincente dell’incontro fra Germania, seconda qualificata in virtù proprio della sentenza, e Portogallo, vincitrice del Rugby Europe Trophy, il cosiddetto Sei Nazioni C. Lo scontro fra le due squadre europee sarà di scena il prossimo 16 giugno ad Heidelberg.

Per l’occasione la Germania, i cui risultati recenti sono stati assolutamente deludenti per una delle squadre emergenti del 2017, dovrebbe tornare ad avere a disposizione tutti i propri effettivi, che negli ultimi mesi erano entrati in sciopero a causa di una diatriba fra la federazione tedesca e l’Heidelberger RK, detenuto da quell’Hans-Peter Wild presidente anche dello Stade Français.

La squadra che perderà il playoff Europa/Oceania avrà comunque diritto ad una ulteriore possibilità di qualificazione: il torneo di ripescaggio. Di questa mini-competizione non si conoscono ancora date e sedi, ma vedrà contendersi l’ultimo posto disponibile alla Rugby World Cup in Giappone, nel girone dell’Italia con Nuova Zelanda e Sudafrica.

Vi parteciperanno il Canada, rappresentante delle Americhe per il momento escluso dalla rassegna iridata vista la sconfitta nel playoff contro l’Uruguay, la perdente come detto del playoff Europa/Oceania, la seconda classificata dell’Africa Gold Cup che si svolgerà in agosto (la prima si qualifica diretta come Africa 1, e sarà inserita sempre nel girone B, quello degli Azzurri), e infine la vincente di un playoff Asia/Oceania che al momento vede contendersi il posto Hong Kong e Isole Cook, con i primi decisamente favoriti ad ottenerlo.

E’ la prima volta nella storia che la Romania non parteciperà ad una coppa del mondo di rugby. La squadra nazionale è in difficoltà e le prospettive future non sono eccellenti, visti i risultati zoppicanti delle giovanili (la Romania A, composta per lo più di under 23, ha recentemente perso 40 a 5 contro le England Counties, la nazionale inglese delle serie non professionistiche). I recenti risultati maturati, come la vittoria del Rugby Europe Championship lo scorso anno, sono frutto soprattutto di una generazione di giocatori oggi trentenni i cui ricambi recenti sono stati per lo più frutto della naturalizzazione di giocatori stranieri.

La Spagna invece non era mai arrivata così vicina a un risultato storico come la conquista di un posto alla coppa del mondo, e c’è ancora tanta rabbia e frustrazione nel movimento ovale. Lo esprime la stessa federazione nazionale, che conclude il comunicato con cui informa il respingimento del ricorso con queste parole: “Come già manifestato in precedenti occasioni e nel proprio ricorso, questa decisione è ingiusta e conferma che nel rugby le regole non si applicano per tutti nella stessa maniera.”

Il comitato che ha redatto la sentenza d’appello ha rinnovato il precedente invito della commissione indipendente a World Rugby: “Il caso dimostra che le federazioni, pur agendo in buona fede, possono commettere errori ed è World Rugby che deve prendere provvedimenti affinché queste circostanze non si ripetano.”

World Rugby non ha quindi atteso prima di rilanciare la propria azione. Il numero uno Bill Beaumont ha detto: “Siamo felici della conclusione del processo indipendente, ma è anche importante che il gioco impari da quella che è stata una serie di sfortunate circostante per prevenire che accadano di nuovo.”

World Rugby si è proposta quindi un piano che prevede una revisione totale dei processi relativi all’eleggibilità, una maggiore assistenza in collaborazione con le federazioni e le associazioni dei giocatori nell’informare tutti i giovani giocatori su tutti gli aspetti della famigerata Regulation 8 sulla eleggibilità, la possibilità di realizzare un database di tutti i giocatori ‘catturati’ da una federazione e, infine, la supervisione di tutte le designazioni arbitrali a qualunque livello delle future qualificazioni per i Mondiali, e non solo le partite che ricadono sotto la diretta egida della federazione internazionale.

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