La lucidità del Petrarca, l’indisciplina di Rovigo

Il derby si tinge di nero al ‘Plebiscito’. I Bersaglieri pagano i tanti falli nella ripresa (15) e l’eccessiva impulsività

rovigo petrarca 2018 eccellenza

ph. Rugby Rovigo

L’ultimo quarto d’ora di gioco al ‘Plebiscito’ è quello decisivo per il Petrarca, che conferma tutte le proprie qualità anche nel derby d’Italia valevole per il primato: compattezza, difesa tenace e cinismo in fase offensiva permettono agli uomini di Andrea Marcato di reggere l’urto con la superiorità del Rovigo in mischia e in touche, per poi allungare con tre mete tra il 67′ e il 74′.

Il presidente Toffano ricorda come ancora non si sia vinto nulla, ma al Mattino di Padova non può che esprimere tutta la propria soddisfazione nel traguardo raggiunto. “Abbiamo dimostrato quello che vale questo gruppo. E una squadra che parte da lontano: affonda le sue origini con Moretti, cresce con Cavinato e si perfeziona con il grande lavoro di Marcato e Allori – ha dichiarato Toffano – Ho finalmente visto un derby vero da parte nostra. Rovigo ha dominato il campo nel primo tempo, poi ci siamo sbloccati e dopo la seconda meta non c’è più stata storia”.

Andrea Marcato rilegge la partita dall’inizio: “Abbiamo pagato la tensione. Quando a fine primo tempo ci siamo sbloccati e abbiamo capito che per vincere dovevamo divertirci, abbiamo fatto la differenza. Per loro il giallo è stato devastante. Siamo stati bravi ad accelerare, dopo aver messo i cambi al momento giusto – ha detto il 34enne alleantore – Adesso si riparte da zero, tutti hanno le stesse possibilità ai playoff. Le Fiamme Oro sono una squadra temibile, forse quella con la rosa più completa insieme alla nostra. Sarà dura in semifinale”.

Il tecnico petrarchino torna anche sulle perplessità dell’ambiente durante l’inverno: “Su di noi sentivo critiche e dubbi, a metà stagione, tanto che ad un certo punto ho detto ai ragazzi che dovevamo andare a prenderci il rispetto che meritavamo. Ora che ci siamo riusciti dovremo essere bravi a gestire tutta la pressione”.

Rovigo, una questione di testa

Come ha sottolineato Marcato, Rovigo ha perso il contatto con la partita soprattutto in inferiorità numerica, quando non ha più avuto la lucidità nel restare aggrappato alla sfida come fatto fino a quel momento. Su La Voce di Rovigo si rimarcano i tanti calci di punizione concessi nel secondo tempo, mentre Umberto Casellato va dritto al punto. “Per vincere le partite di vuole il cuore e la testa, a noi è mancata proprio quest’ultima. Siamo stati troppo impulsivi – ha dichiarato il coach dei rodigini – Purtroppo la situazione è degenerata dopo la meta arrivata allo scadere del primo tempo e quando è arrivato quel giallo che ci ha privato non solo di un prima linea, ma del leader della squadra”.

La sconfitta, secondo Casellato, non vede comunque oscurare anche i lati positivi del primo tempo, da cui bisognerà ripartire in vista della sfida contro Calvisano, che per la prima volta dopo quattro campionati d’Eccellenza non sarà valevole per lo Scudetto. “Queste due settimane ci serviranno per dimenticare la sconfitta ed arrivare alla prima sfida in casa preparati ad affrontare i campioni d’Italia”.

Joe McDonnell, che una settimana fa aveva dichiarato di preferire Calvisano in un’ipotetica semifinale, ritorna invece sui playoff di un anno fa vinti proprio contro il Petrarca, rispetto ai quali la situazione si è capovolta perlomeno ieri. “Ho rivisto la semifinale dello scorso anno qui al Plebiscito, ma al rovescio. Prima della partita avevo sottolineato che tattica e disciplina sarebbero state la chiave di volta del match, aspetti su cui siamo riusciti nel primo tempo dove abbiamo preso solo due calci contro mentre nel secondo ne abbiamo presi 15 – ha dichiarato il neozelandese – La partita è totalmente cambiata tra la prima frazione di gioco e la seconda, nella quale abbiamo perso la lucidità e il controllo diventando quindi troppo indisciplinati”.

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