Due grandi esultanze dal weekend inglese

Maro Itoje e Vereniki Goneva hanno fatto parlare di sé per come hanno festeggiato le loro mete

saracens itoje

ph. Reuters

Le esultanze nel rugby sono molto minimaliste. Quando viene marcata una meta, il protagonista si limita in genere a gesti standard e convenzionalmente utilizzati dalla maggior parte dei colleghi: gli abbracci con i compagni, urla di gioia verso gli spettatori, dita al cielo o il canonico fist pump, ovvero il pugno chiuso. In questo, la palla ovale è ancora piuttosto conservatrice. I giocatori osano poco o nulla e mantengono un atteggiamento lineare, senza variazioni sullo spartito né a livello individuale né a livello di squadra. Paura di innovare? O semplice disinteresse?

Da questo video apprendiamo che una certa emancipazione è avvenuta soltanto nel Super Rugby. 
A 1:54 va sottolineata la straordinaria esultanza di Digby Ioane, zio dell’ala del Benetton.
Monty, è il momento di far vedere quello che sai fare.

Un weekend diverso, in Inghilterra

Nell’ultima giornata di Premiership, tuttavia, due giocatori hanno rotto almeno temporaneamente lo status quo, offrendo nuovi argomenti di discussione sui social e dimostrando che, quando vogliono, anche i rugbisti possono stupire il pubblico con cose che non siano placcaggi, percussioni, mete o offload spettacolari. Servono personalità, istinto, fantasia e la voglia di lasciare un segno tangibile sull’opinione pubblica, soprattutto se si vuole lanciare un messaggio di qualche tipo. Maro Itoje e Vereniki Goneva, in questo senso, hanno rispettato gran parte di questi requisiti nelle loro esultanze in maglia Saracens e Newcastle

Il pisolino di Maro Itoje

Personalità: 5/5
Istintività: 2/5
Fantasia: 3/5
Impatto: 4/5

Clive Woodward, CT dell’Inghilterra campione del mondo 2003, aveva commentato le scialbe prestazioni di Itoje nel Sei Nazioni 2018 dicendo che il seconda linea è sembrato avere poca lucidità (“out on his feet”), complice la stanchezza accumulata negli ultimi mesi passati sulla cresta dell’onda, a partire dal tour dei Lions. Mark McCall, Director of Rugby dei Saracens, aveva già smentito la presunta stanchezza di Itoje in settimana, ma il giocatore ha voluto alzare la voce in prima persona, a modo suo, con una prestazione da Man of the Match contro gli Harlequins.

Alla mezzora, il 23enne seconda linea ha messo in mostra le sue doti offensive rimaste sopite durante il torneo, resistendo a tre placcaggi e schiacciando la sua prima meta della stagione. Itoje non si rialza subito per festeggiare con i compagni, ma rotola su se stesso e simula un pisolino, quello di cui avrebbe bisogno secondo molti commentatori in Inghilterra. Un gesto di notevole personalità, da parte di un giocatore che ne ha da vendere.

Vereniki Goneva, attaccante di razza

Personalità: 4/5
Istintività: 2/5
Fantasia: 1/5
Impatto: 5/5

Newcastle-Northampton si è eccezionalmente giocata al St James’ Park, la casa del Newcastle United calcistico. Per l’occasione, i Falcons – che vestono in maglia nera con rifiniture grigie – hanno indossato la classica maglia bianconera della squadra di Premier League. Considerando lo scenario, Vereniki Goneva aveva fatto una promessa: in caso di meta esultare come Alan Shearer, leggenda del club con 206 gol in 405 presenze, ovvero con il braccio destro alzato. Un’esultanza desueta anche nel calcio, ma iconica per gli abituali frequentatori del St James.

L’occasione per emulare Shearer si è presentata al 21′, quando il figiano ha segnato la sua decima meta in Premiership. Subito dopo aver schiacciato a terra, Goneva sapeva esattamente cosa fare. Inutile sottolineare quanto successo abbia avuto la sua celebrazione, compreso per il diretto interessato.

Quella di Itoje vince per fantasia e originalità, mentre Goneva si è distinto soprattutto per la personalità del tributo in una città fortemente legata al suo idolo. Entrambi, a modo loro, possono essere da esempio per un futuro di esultanze meno abbottonate, e più spregiudicate.

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