Nel futuro dell’Inghilterra potrebbe non esserci solo Twickenham

Il Ceo della Federazione, Steve Brown, vorrebbe portare la nazionale anche in altre zone del Paese

ph. Reuters

La Federazione inglese traslocherà in un altro stadio diverso da Twickenham per uno dei Test Match pre-Mondiali 2019. Come riporta il Telegraph, inoltre, la decisione rientra all’interno di un piano più grande da parte della RFU, che dovrebbe prevedere un test autunnale all’anno lontano da Londra a partire dal 2020.

In precedenza, la Federazione non aveva mai dimostrato grandi aperture verso un possibile cambio di sede, anche solo per una partita, poiché rispetto alle gare dell’Inghilterra a Twickenham il ritorno economico potrebbe essere addirittura la metà (5 milioni di sterline contro i 10 attuali per ogni sfida, più o meno).

Per Steve Brown, Ceo della RFU da settembre, un cambio di politica però sarebbe essenziale per meglio sostenere l’immagine di uno sport che, soprattutto nel nord ovest del Paese, deve fare i conti con la grande concorrenza del rugby league.

“Vogliamo mantenere equilibrio – ha detto Brown – Abbiamo una buona occasione per cominciare a giocare da altre parti. Non c’è solo Manchester (una delle possibili sedi per sfidare Irlanda o Galles l’estate prossima, ndr), ma anche altre zone nel nord ovest e nel nord est. C’è competizione con il calcio e con il rugby league nella comunità, ma  anche grande storia rugbistica. Club come Sale e Newcastle hanno forti legami con la loro gente”.

“Non abbiamo per forza bisogno di uno stadio di calcio, ma per la sfida di Coppa del Mondo nel 2015 contro l’Uruguay ci sono state 55.000 persone. È il parametro a cui guardiamo. Alcune città, Manchester in particolare, sono molto interessate ad avere più rugby union. Anche Newcastle lo è”.

“Vogliamo che diventi una costante. Non vogliamo che sia un unicum, questa è la sfida – ha continuato Brown – Un test a novembre potrebbe essere un’opzione. Dobbiamo guardare a queste gare come un investimento per creare interesse e partecipazione”.

onrugby.it © riproduzione riservata
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