Il pari a Roma e lo spavento di Calvisano: il post partita dell’Eccellenza

Soddisfazione per Roberto Manghi, nonostante la sconfitta. Per San Donà il successo a Firenze vale doppio

ph. Luigi Mariani

Dell’undicesima giornata dell’Eccellenza, gli highlights più significativi riguardano il pareggio tra Fiamme Oro e Rovigo a Ponte Galeria, dove le due formazioni hanno impattato sul 24-24 allo scadere. “Qualsiasi risultato è giusto quando una partita è finita, non lo si può cambiare – fa notare il coach dei rodigini, Joe McDonnell, a Il Gazzettino – Mostrare più continuità, abbiamo avuto momenti di buon gioco, in altre occasioni ci siamo un po’ fermati. Comunque è una prestazione accettabile, forse buona, abbiamo preso punti su un campo difficile e pensiamo al futuro, ovvero i play off e lo scudetto, obiettivi da non mancare”.

«Partite come queste sono paragonabili ad una semifinale playoff, molto intense e dove al primo errore arriva subito la punizione – ha dichiarato Gianluca Guidi, coach dei cremisi – Siamo partiti con un handicap che avrebbe fatto desistere chiunque, andando sotto per due nostre ingenuità, ma poi abbiamo rimontato segnando due belle mete e senza mai mollare nell’alternanza dei punti. Sono due punti veri, sudati e ampiamente meritati contro una squadra forte, ma davanti alla quale siamo ben riusciti a mantenere il nostro gioco”. Per il livornese, dunque, la soddisfazione supera il rammarico: “La mia squadra ha risposto da “persona vera” ed è molto importante perché, nella vita, bisogna far parlare i fatti e non le parole. Con questo match è sicuramente cresciuta la consapevolezza di essere un team che può ambire a certi traguardi e che, ne sono sicuro, renderà la vita dura a tutti”.

Uno spavento per Calvisano

I campioni d’Italia hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per sopraffare Reggio al ‘Mirabello’ e nel post partita Massimo Brunello non può che analizzare le grandi difficoltà della sua squadra. “Siamo partiti bene, marcando due mete di ottima fattura – ha dichiarato a BresciaOggi –  Poi ci siamo persi, permettendo a Reggio di restare nel match. Nella ripresa abbiamo dominato la partita, ma senza riuscire a marcare altre mete. Non capisco se questo sia stato causato da nostri demeriti o dalla bravura di Reggio, ma forse è stata la frenesia a privarci da realizzare nuove marcature”.

Per poco, la mancanza di cinismo e la grande difesa dei Diavoli non aprivano la strada alla clamorosa rimonta degli emiliani, usciti dal campo non senza rimpianti per gli ultimi minuti di assalto offensivo. Roberto Manghi plaude ai suoi ragazzi: “Hanno dato le risposte che volevo facendo meno errori – ha dichiarato l’allenatore – Sono veramente soddisfatto di come hanno interpretato il match, nonostante qualche errore nei momenti cruciali che potevano girare la gara a nostro favore”, Manghi si dimostra anche in disaccordo con alcune scelte della direzione di gara. “Purtroppo la terna arbitrale non è stata di livello idoneo al rugby espresso in campo, penalizzando con scelte a volte non comprensibili soprattutto i miei ragazzi”.

San Donà, quattro punti d’oro

Una meta al 70′ di Biasuzzi ha spalancato le porte della vittoria ai veneti a Firenze, dove i Medicei hanno costretto gli uomini di Zane Ansell agli straordinari. Anche per questo, il successo in trasferta per i sandonatesi vale doppio. “Contro di noi hanno esibito una difesa ordinata e solida, completata da una voglia di giocare e di affermarsi che ci hanno impegnato duramente per tutto l’ incontro – ha sspiegato a Il Gazzettino il ds Paolo Dartora – L’elemento decisivo va trovato nella capacità che abbiamo avuto di mantenere la concentrazione sull’ obiettivo e sull’esecuzione dei piani di gioco anche in momenti di possibile sbandamento o difficoltà”.

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