Marco Riccioni, le sensazioni dopo il ritorno in campo

Contro il Tolone ha giocato solo ventisei minuti, importanti per capire a che punto era il suo cammino

riccioni

ph. Sebastiano Pessina

In stagione ha giocato poco più di cinquanta minuti complessivi, tra l’altro in partite mai banali come le trasferte contro Munster e Tolone. Nessuna delle due ha lasciato ricordi indimenticabili per Marco Riccioni, anzi, ma è un segno della fiducia riposta in lui da parte di Kieran Crowley, che non ha avuto paura nel lanciarlo titolare contro i francesi nell’ultima partita di Champions Cup, pur avendo recuperato da poco dall’infortunio al menisco che lo ha tenuto fuori per quasi quattro mesi. “Tornare in campo è stata una buona cosa – ha detto in un’intervista a Il Gazzettino – dopo essere stato fermo tanto tempo, rientrare dall’inizio è stato emozionante. Poi, se giochi contro Tolone, non proprio una squadra facile da affrontare, è tutto un sommarsi di cose positive che ti fanno stare bene”.

I giudizi sul suo ritorno possono essere limitati solo ai primi 26′ del match: “Dovevo prendere confidenza col terreno di gioco, con l’agonismo. Non è stata la miglior prestazione, ma non posso lamentarmi”. Durante le settimane del Sei Nazioni, con le assenze di Ferrari e Pasquali impegnati in Nazionale (dove Riccioni è stato invitato al ritiro), il pilone destro classe 1997 potrebbe ritagliarsi uno spazio importante. “Mi sento abbastanza sicuro nelle fasi statiche, magari devo rientrare un po’ negli schemi in attacco e in difesa: la partita con Tolone è anche servita per vedere a che punto sono. Pensavo di essere più indietro, invece mi sono integrato bene nel sistema”.

I prossimi mesi definiranno meglio anche le ambizioni del Benetton Treviso, al momento quinto nella Conference B del Pro14 dopo le sei vittorie conquistate. “Vincere è sempre bello e se lo riesci a fare con continuità, tutto diventa più semplice: dagli allenamenti, allo spirito con cui ti alzi la mattina e vai al campo, perché c’è la consapevolezza di poter giocare sempre per la vittoria – spiega l’ex capitano dell’Under 20 – Entriamo in campo e possiamo dire che questa partita la si può vincere, perché siamo all’altezza. Avere la confidenza per pensare di vincere anche partite di un certo livello aiuta moltissimo e questa è la mentalità che ci ha portato a conquistare dei risultati importanti”.

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