RWC 2023, l’Irlanda pronta ad azioni legali dopo i risultati della consultazione

Alcuni punti del report commissionato da World Rugby sono stati aspramente criticati dalla Federazione

presentazione candidatura irlanda

Dopo che Bernard Laporte, presidente della Federazione francese, aveva definito il report sui possibili Paesi ospitanti della Coppa del Mondo 2023 come “nonsense” e “il risultato di incompetenze”, altre pesanti critiche stanno arrivando da parte dell’Irlanda. Lo studio portato avanti da un gruppo indipendente a World Rugby aveva indicato il Sudafrica come la Nazione con i parametri complessivi più alti per organizzare il Mondiale e, nonostante si tratti solo di una consultazione a puro scopo informativo, potrebbe avere una notevole influenza su quelle Federazioni ancora indecise su dove indirizzare il voto del prossimo 15 novembre.

 

L’Irlanda è stata classificata all’ultimo posto dall’indagine condotta dalla Rugby World Cup Limited Board, con una percentuale di oltre sei punti inferiore a quella della Rainbow Nation, fatto che ha suscitato non poche perplessità ai piani alti dell’IRFU e del governo irlandese, con il primo ministro Leo Varakdar piuttosto scontento dei risultati. Fonti vicine all’Irish Times, infatti, hanno rivelato al quotidiano che sia la Federazione che l’esecutivo del Paese stanno valutando tutte le opzioni del caso per esprimere le proprie riserve in merito ai risultati del report, incluse eventuali azioni legali.

 

In una lettera inviata a tutte le Federazioni, visionata anche dal Times, il Ceo dell’IRFU Philip Browne ha messo in discussione soprattutto le alti percentuali di gradimento per gli stadi sudafricani e la capacità di riempirli, che valevano per il 30% del report: “In tempi recenti ci sono chiari esempi di stadi desolatamente vuoti per partite importanti. La relazione non sembra aver affrontato questo punto in maniera significativa”.

 

Un altro punto su cui l’Irlanda chiederebbe maggiore controllo è quello sulla sicurezza, valutato allo stesso modo per tutte e tre le concorrenti nonostante l’alto tasso di criminalità in Sudafrica e i recenti attacchi terroristici in Francia. L’ultimo punto della lettera, invece, riguarda le garanzie finanziarie che può dare il governo sudafricano: la Rainbow Nation ha ottenuto la percentuale più alta, ma l’IRFU ha sottolineato come il rating del titoli sudafricani sia definito come ‘speculative grade’, che in altre parole può essere definito anche ‘spazzatura’.

 

Un portavoce di World Rugby, intanto, ha parlato delle critiche ricevute dalla Francia e dall’Irlanda: “Comprendiamo che l’emozione sia grande e che alcune persone siano deluse dal leggere i contenuti di questo report indipendente, trasparente e obiettivo. Queste emozioni sono risultate in dichiarazioni inaccurate e infondate rilasciate ai media molto spiacevoli”. Il clima verso la votazione decisiva del prossimo 15 novembre, in programma Londra, si fa sempre più caldo.

 

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