Premiership, i Saracens spingono per una riforma del salary cap

La società rossonera ha avanzato una proposta per avere maggiore protezione per i talenti cresciuti nell’Academy

ph.  Henry Browne/Action Images

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I Saracens sono impegnati da qualche tempo in una campagna per la modifica dell’attuale sistema di salary cap vigente in Premiership. La società rossonera, una delle più strutturate e complete del mondo ovale, teme infatti che, a causa del tetto salariale così com’è impostato oggi in Inghilterra, le stelle della squadra cresciute nell’Academy dei Saracens possano lasciare il campionato e accettare contratti più remunerativi altrove.

 

Al momento, il salary cap del massimo torneo inglese è fissato a 7 milioni di sterline per ogni club (è stato incrementato di £ 500.000 da quest’anno) a cui si aggiunge un’opzione che prevede l’esclusione di due giocatori dal conteggio totale degli stipendi. Rimarrà tale almeno fino al 2020, ma la costante crescita del giro d’affare attorno alla Premiership e l’aumento degli ingaggi elargiti ai giocatori mette in apprensione la dirigenza dei Saracens, si legge sul Guardian. Il club dovrà difendersi soprattutto dagli assalti per Owen Farrell, Jamie George e naturalmente Maro Itoje, su cui sono già circolati alcuni rumors relativi al prossimo contratto che dovrebbe sfondare la cifra di un milione di sterline.

 

L’idea portata avanti dai Saracens sarebbe quella di far contribuire al salary cap i giocatori cresciuti nella propria Academy con una somma arbitraria – quindi una cifra ovviamente più bassa di quella effettiva -, in modo da avere ampia libertà di manovra per gestire il resto dello spazio sotto il tetto salariale. “Sarebbe un incredibile peccato dover perdere dei giocatori che sono cresciuti con noi – ha dichiarato il Director of Rugby Mark McCall – Giocatori che sono cresciuti con noi da quando avevano 14-15 anni. La mia idea è che se costruisci un tuo giocatore attraverso l’Academy, come alcuni dei nostri giocatori, ci dovrebbe essere un limite su quanto ci deve pesare nel salary cap”. Questo nonostante i club ricevano già £ 600.000 per i talenti “homegrown” anche se all’interno del salary cap stesso.

 

Quella di McCall – si intuisce bene – sembrerebbe una proposta per una regola da istituire ad personam per i Saracens, vista appunto la presenza di Farrell, George e Itoje, ma il DoR è fiducioso del fatto che anche gli altri club di Premiership seguiranno gli attuali campioni d’Europa in questa battaglia. “Non sono sicuro che avremo il supporto di tutti, perché non è un loro problema al momento. Ma lo sarà”. Il pericolo principale per McCall e i Saracens naturalmente si chiama Top 14, visto che nel campionato francese il salary cap per i club è posto a 9 milioni di sterline.

 

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