E se non fosse O’Shea? Breve lista semiseria di candidati alla panchina azzurra

Siamo convinti che sarà il tecnico irlandese a sedersi sulla panchina italiana ma Kirwan potrebbe essere la prima alternativa

ph. Craig Brough/Action Images

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Verità o boutade? La risposta potrebbe arrivare già la prossima settimana, qualche giorno dopo la fine del Sei Nazioni 2016, quando dopo aver salutato Jacques Brunel la FIR dovrebbe annunciate il nome del suo successore alla guida della panchina azzurra. Ma il presidente federale Gavazzi in una intervista ha sparigliato le carte dicendo che non sarà Conor O’Shea il nuovo allenatore della nazionale, ovvero il nome che un po’ tutti davano ormai per scontato.
Sì, lo sappiamo benissimo che non è un solo ct che può risolvere i nostri tanti problemi, ma si tratta comunque di una figura fondamentale e centrale nella struttura del nostro movimento. L’attuale director of rugby degli Harlequins ha già annunciato che a fine stagione lascerà il club inglese non rinnovando il suo contratto dopo aver svolto un ottimo lavoro negli ultimi anni e la stampa di mezza Europa era (ed è) concorde nel ritenere che la sua nuova avventura sarà proprio quella azzurra.
Nonostante le parole di Gavazzi riteniamo che sarà proprio il tecnico irlandese il nuovo ct della nostra nazionale: se il nome fosse un altro da qualche parte sarebbe saltato fuori tra stampa italiana o quella della madrepatria dell’allenatore stesso perché i contratti sono ormai siglati e il nome del selezionatore della nazionale è al centro di un organigramma più ampio, non può cambiare dall’oggi al domani. Abbiamo comunque stilato una breve lista di candidati più o meno verosimili, ricordando che va dato atto al presidente FIR di non aver mai dato adito o alcun supporto alle voci riguardanti O’Shea.

 

Fabien Galthié: con Wayne Smith (il vero sogno mai nascosto di Gavazzi: ma il neozelandese ha deciso altrimenti) tra i primi ad essere contatti dalla FIR. Il francese però ha detto no. E il presidente federale non ha mai fatto mistero di preferire comunque tecnici di scuola anglosassone

Michael Cheika: il suo rapporto con l’ARU al momento non è dei migliori. Lui vorrebbe rinnovare subito sino al Mondiale giapponese mentre la federazione australiana preferirebbe fare le cose con più calma. E’ vero che ci conosce molto bene (ha giocato in Italia e da noi ha iniziato la sua carriera da coach, al Petrarca) ma stiamo parlando del tecnico capace in un anno di rivoltare come un calzino l’ambiente dimesso della nazionale wallabies che ha poi portato alla finale della RWC… Più che improbabile

John Kirwan: se davvero non fosse O’Shea quello dell’ex All Blacks è probabilmente il nome più probabile. E’ stato ct in tempi recenti, il nostro movimento non ha molti misteri per lui ed è il tecnico che ha lanciato l’allora giovanissimo Sergio Parisse. Va comunque sottolineato che le sue ultime prove da allenatore non sono certo entusiasmanti

Marcelo Loffreda/Santiago Phelan: perché non un argentino? Latino come noi, tecnici generalmente fautori di un rugby piuttosto semplice ma efficace, figli di una scuola che sta dando risultati molto importanti. E tanta, tanta garra

Robbie Deans: questo lo mettiamo perché non esiste poltrona vacante in Ovalia di una certa importanza in cui l’ex ct dell’Australia non venga messo tra i possibili candidati

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