Dalla Romagna a Tolosa: un viaggio per ragazzi, allenatori ed educatori scolastici

Alessandro Vischi ci racconta la visita in terra francese di due formazioni della franchigia romagnola

ph. Lorenzo Leonardi

Partendo da Tolosa per rientrare in Italia il Romagna RFC mi lascia due cose: un’ottima bottiglia di Sangiovese e la sensazione che stiano costruendo una realtà estremamente interessante. Si sono appena concluse le due partite del centro di formazione del Romagna RFC contro le rispettive U 16 e 18 del Toulouse Universitarie Club (TUC). Dopo aver sentito sul campo l’inno di Mameli due volte nello stesso pomeriggio, sinceramente mi secca molto assistere alla premiazione sapendo che i due trofei messi in palio tra le rispettive rappresentative quest’anno rimarranno in Francia. Lo staff ha le orecchie che fumano, infatti se per l’U18 la sensazione è quella di aver trovato degli avversari superiori, la U16 ha fatto dubitare per 60 minuti gli avversari e ha ceduto solo nel finale di 5 punti di fronte ad una squadra più ordinata e che ha saputo mantenere la calma fino al 70° minuto. Per questo gemellaggio i dirigenti del Romagna RFC hanno scelto il TUC: uno dei club più grandi della provincia con 590 tesserati di cui 268 solo nel minirugby. Il presidente del TUC, Jean Paul Ehrhard, mi confida con orgoglio come sia facile gestire e coordinare un club dove tutti remano nella stessa direzione. La franchigia del Romagna RFC si basa su un semplice principio: i club aderenti (ASD Rimini Rugby; Cesena Rugby Club ASD; Cesena Rugby 1970 FC; Imola Rugby ASD; AS Rugby Club San Marino; Rugby Forlì 1979 ASD; Ravenna Rugby F.C. SSD ARL; ASD Lugo Rugby 15; Romagna R.F.C. Juniores ASD) ricevono assistenza, servizi e formazione per allenatori e giocatori in contropartita i migliori giocatori seniores delle società confluiscono nella squadra che rappresenta la franchigia. Una moneta molto difficile da quantificare sul breve periodo, ma fondamentale nel medio e lungo periodo. In quest’ottica la delegazione romagnola guidata dal direttore sportivo Francesco Urbani, è approdata a Tolosa.

 

Francesco, da quanto tempo collaborate con IL TUC?
La collaborazione è cominciata nella stagione 2009-10.

 

Come è avvenuta la scelta di questo club?
È stata abbastanza casuale, cercavamo l’opportunità di fare un’esperienza all’estero e abbiamo trovato il contatto di Antoine Bertoldo, italiano che da anni vive a Tolosa, che ci ha organizzato la prima tournée. L’esperienza è stata molto positiva e abbiamo da subito capito che il livello del TUC poteva avvicinarsi al nostro. Questo ha determinato la scelta di continuare negli anni. Cercavamo qualcosa di buon livello, ma non irraggiungibile.

 

Come è strutturata la logistica della trasferta?
Abbiamo trovato la formula “perfetta” che consente di ottimizzare le risorse economiche. Ci alterniamo nelle trasferte (un anno si va all’estero e un anno si ospita). La squadra ospitante si occupa dell’accoglienza: i ragazzi vengono alloggiati nelle famiglie e i pasti si fanno nella club house del TUC. La squadra ospite deve farsi carico delle spese di viaggio e della sistemazione dello staff.

 

Questa esperienza rientra in un progetto di apprendimento dei giovani romagnoli. Che tipo di lavoro è stato fatto in questi giorni a Tolosa e con chi?
Quest’anno abbiamo chiesto di intensificare l’attività. Abbiamo fatto un allenamento con Claude Debat (un responsabile tecnico del TUC) sul movimento del gioco generale. Siamo andati poi su situazioni più specifiche e abbiamo lavorato con due tecnici della federazione francese. Romain Blates, (ex allenatore degli avanti della Francia under 20), ha strutturato una sessione dedicata alla postura e alla tecnica in mischia chiusa.  Guillaumme Bonnemaison (preparatore fisico del Colomiers) ha incentrato la seduta sulla cura delle skills collegate alla preparazione atletica. C’è stata poi un’attività parallela di formazione per tutto lo staff. Gli allenatori e i preparatori atletici sono stati sempre coinvolti attivamente nelle sedute di allenamento e nelle riunioni di debriefing. In questa tournée abbiamo ampliato lo staff coinvolgendo gli educatori scolastici che lavorano nel progetto scuola del Romagna e abbiamo organizzato un incontro formativo con Cédric Papaïx responsabile della formazione della Haute Garonne.

 

Confrontandoti coi i ragazzi cosa ti sembra aggiungano al loro bagaglio sportivo e personale?
Questo progetto ha un duplice aspetto formativo e sportivo. Dal punto di vista sportivo l’esperienza è di elevata qualità. Giocare a un livello superiore e confrontarsi con sistemi di gioco differenti aiuta enormemente lo sviluppo del bagaglio tecnico individuale dei giocatori. Dal punto di vista umano è forse anche più importante: i ragazzi vengono stimolati al confronto e all’apertura mentale. Infatti è sintomatico percepire le loro ansie e paure nei momenti precedenti alla sistemazione nelle famiglie locali per poi ascoltare, il giorno successivo, i racconti sereni e gioiosi dell’esperienza passata.

 

Come ti è sembrato il livello delle due squadre del TUC?
Il livello è buono, hanno un gran numero di giocatori che gli permette di essere sempre competitivi ed esprimono un gioco di ritmo e sostanza. Noi siamo leggermente indietro ma il gap è colmabile ed è il motivo per cui l’esperienza resta sempre stimolante e mai frustrante.

 

Qual è il bilancio delle due partite al di là del risultato?
Premetto che perdere entrambi i confronti non ci ha fatto assolutamente piacere e i volti dei ragazzi a fine partita lo testimoniavano. Nel complesso abbiamo giocato due buone partite e siamo riusciti a mantenere un ritmo superiore a quello che normalmente abbiamo nei nostri campionati. Con l’under 16 siamo stati in partita fino all’ultimo (17 – 12) e abbiamo pagato qualche errore di troppo; nell’under 18 si è evidenziata qualche lacuna particolarmente in difesa (29 – 10). Torniamo quindi con le idee chiare sugli aspetti chiave in cui intervenire per la crescita futura dei ragazzi.

 

Appuntamento tra un anno in Romagna per la rivincita!

 

Di Alessandro Vischi

Veterinario, ex giocatore del CUS Milano e dell’ASR Milano, educatore del minirugby e arbitro. Da tre anni vive a Tolosa. Per OnRugby ha realizzato anche l’inchiesta in cinque puntate “Rugbisti italiani verso la Francia” (parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5).

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