Giovani, carini e (forse) con carattere. L’Italia cerca nuove leadership

Sabato in conferenza stampa il ct Brunel è stato esplicito: “La leadership? I giovani devono andare a prendersela

Edoardo Gori

ph. Sebastiano Pessina

I giovani? La leadership devono prendersela. Jacques Brunel è un uomo di rugby navigato e in vita sua ne ha viste parecchie, ha a vuto a che fare con grandi giocatori, spesso dal carattero spigoloso, e se dice in conferenza stampa una cosa del genere qualche motivo ce l’ha, soprattutto se quella conferenza stampa è dopo una partita sofferta e con poca personalità come quella di sabato contro il Canada. Perché è vero che certi ruoli – tipo diventare capitano o vice – ti vengono assegnati e sono quindi calati dall’alto, ma solo dopo un riconoscimento esplicito e non da parte del gruppo.
Abbiamo scritto spesso che per parecchi senatori questo Mondiale segnerà la fine della loro avventura in maglia azzurra, per Mauro Bergamasco segna addirittura l’ultima esperienza di una carriera da incorniciare, con gli scarpini che verranno definitivamente messi in un baule. Certo c’è Sergio Parisse (ma lui cosa farà dopo la RWC?), c’è Leonardo Ghiraldini e anche Alessandro Zanni, uomini che nello spogliatoio non sono uguali agli altri e che vedremo verosimilmente in azione ancora per alcuni anni, ma questa chiusura di ciclo offre lo spazio di manovra ai più giovani per inserirsi nel gruppo che pesa.

 

E qui c’è l’altra faccia della medaglia. Che i giovani per “proporsi” devono avere spalle larghe e carattere, non è che qualcuno si mette a fare l’appello e si mette a chiedere a X o Y che intenzioni hanno. E la leadership non è una mera questione di età. Perché si potrebbe dire che i nostri Gori o Morisi (due nomi fatti a caso, intendiamoci) hanno a che fare con caratteri forti come quelli di Parisse e Castro, e che emergere non è quindi semplicissimo.
Vero, però, visto che siamo in clima di esempi, Sam Warburton è stato nominato capitano del Galles per la prima volta nell’estate del 2011, due anni dopo era capitano anche dei Britsh & Irish Lions. E Sam Warburton, che compirà solo 26 anni la prossima settimana, qualche carattere “importante” nello spogliatoio gallese lo ha incontrato.
Sam Cane ha solo 23 anni e la scorsa settimana ha guidato gli All Blacks in una partita dei Mondiali. Mica ciuffoli. Lo stesso Parisse è diventato capitano azzurro giovanissimo, in un gruppo dove senatori importanti certo non mancavano.
Carattere e una piccola dose di esuberanza giovanile. Alcuni importanti tecnici hanno detto in alcune interviste che spesso hanno la sensazione che oggi i più giovani che sbarcano ad esempio nelle franchigie si sentono “arrivati”, che la via della loro carriera sia in qualche modo già predestinata, in discesa. Se a questo aggiungiamo anche una concorrenza interna spessa ridotta ai minimi termini nel gruppo azzuro possiamo anche capire perché il ct Brunel si sia esposto in maniera così chiara.
Insomma, forza ragazzi, fuori le “palle”, che questa squadra ha bisogno di voi.  E i vari BergaMauro, Parisse e Ghiraldini necessitano di qualcuno a cui passare il testimone.

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