Bilancio FIR, numeri e trasparenza: quale è il suo reale stato?

In una intervista Roberto Zanovello, numeri alla mano, racconta una situazione di grande difficoltà

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Soldi. Che è facile fare poesia, ma senza i finanziamenti non si può fare nemmeno la prosa. La vicenda dello scontro tra FIR e giocatori e lì a dimostrarlo, con l’ipotesi poi non concretizzata (ma alla quale si è passati pericoloamente vicino) di veder ridotto il contingente azzurro chiamato in ritiro da 40 a 31 giocatori per problemi di budget.
Come stanno realmente le finanze del rugby italiano? Per nulla bene, secondo Roberto Zanovello, presidente del CUS Padova che da anni studia e analizza i bilanci FIR probabilmente come pochissimi altri in Italia: “Se mettiamo a confronto i bilanci consuntivi degli ultimi due anni – racconta a Il Gazzettino – e quello preventivo del 2015 si nota che nel 2013 la federazione ha avuto i costi di gestione più alti della sua storia (45.430.509,06 euro) e la perdita più consistente da quando l’Italia è entrata nel 6 Nazioni: -265mila euro, anche se la perdita reale è stata di un milione 400mila euro poi ridotta da oneri straordinari al solo importo di cui abbiamo detto”.

 

Secondo Zanovello ci sono però anche problemi di trasparenza: “Del bilancio 2014 non sono ancora disponibili la relazione di gestione, la nota integrativa e la relazione dei revisori dei conti, documenti che saranno forniti agli affiliati a fine anno. Sarà interessante leggere queste relazioni che sono state blindate in consiglio federale per comprendere se per chiudere il bilancio consuntivo sono state utilizzate entrate di competenza dell’anno 2015″.
Il dirigente veneto sottolinea poi che nel bilancio 2015 non é previsto il milione e mezzo di iscrizione delle squadre italiane al Pro12 che invece pare ormai molto probabile, se non quasi certo, che la FIR dovrà versare.

 

Tanti i tagli messi in moto dalla federazione: per la nazionale c’è “un taglio di circa il 60% rispetto al 2014 e di circa il 150% rispetto al 2013 dei contributi ad atleti dell’alto livello nazionale e internazionale. E una riduzione della tutela assicurativa di circa il 13%”. I contributi alla base? “I contributi alle società, i finanziamenti agli impianti sportivi e il progetto di base subiscono tagli del 17,40% rispetto allo scorso anno e del 41,13% rispetto al 2013 con una riduzione di circa un milione mezzo di euro”.
Infine la stoccata finale: “dall’analisi dei bilanci emerge che l’enorme aumento di spesa è avvenuto impegnando tutti i contributi della federazione internazionale versati come acconti dei diritti del Mondiale (9 milioni nel 2013 e nel 2014) e i circa 10 milioni di depositi bancari accantonati al 31 dicembre 2011. Ciò significa che nei primi due anni e mezzo della gestione Gavazzi sono state bruciate tutte le risorse lasciate a disposizione dalla gestione Dondi e i contributi della World Rugby. Si è speso tutto quello che si è trovato in più e adesso non ci sono soldi”.
Parole, che siamo pronti a scommettere, scateneranno non poche polemiche.

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