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	<title>schmidt Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Irlanda: la stampa è in rivolta per l&#8217;esclusione di Devin Toner</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/09/03/irlanda-la-stampa-e-in-rivolta-per-lesclusione-di-devin-toner/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Vezzosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 10:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Devin Toner]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2019]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La non convocazione di uno dei veterani del gruppo ha reso nervosa l'atmosfera verso i "Verdi" e la Federazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/09/03/irlanda-la-stampa-e-in-rivolta-per-lesclusione-di-devin-toner/">Irlanda: la stampa è in rivolta per l&#8217;esclusione di Devin Toner</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DUBLINO &#8211; </strong> “Ipocrisia”. “Incomprensibile”. “Incredibile”. La stampa irlandese non ha preso bene l’esclusione di Devin Toner dai 31 per la Coppa del mondo. Da quando Joe Schmidt allena la nazionale, Devin Toner ha collezionato 60 caps su 70 partite, più di chiunque altro. Con i suoi 210 centimetri è sempre stato il &#8220;capo&#8221; delle rimesse laterali di Schmidt, sia per Leinster sia in maglia verde. Giocatore amatissimo da compagni e tifosi, la sua esclusione riaccende le polemiche per la politica della federazione, oltreché per le scelte dello stesso ct.</p>
<p>Andiamo con ordine. Matt Williams, ex coach e adesso editorialista sull’Irish Times, parte da lontano. Secondo lui Schmidt prese una cantonata quando decise di dare a Robbie Henshaw la maglia numero 15 per la prima sfida del Sei Nazioni contro l’Inghilterra. La storia è nota: 20-32 per il XV della rosa, prima sconfitta in casa dopo 12 vittorie consecutive. “Le conseguenze di quel giorno – scrive Williams – hanno portato all&#8217;attuale malessere in cui si trova l&#8217;Irlanda alla vigilia di una Coppa del Mondo. <strong>All&#8217;Aviva contro l&#8217;Inghilterra i giocatori hanno perso fiducia in se stessi e nei loro allenatori</strong>. E ora, la storia si ripete. Sono totalmente stupito dall&#8217;esclusione di Devin Toner dalla squadra di Coppa del Mondo. La realtà è che sostituire un veterano molto amato con un giocatore non indigeno da poco eleggibile non promuove la coesione interna di nessuna squadra irlandese. <strong>Chi gestirà le rimesse laterali adesso?</strong> Chi avrà l&#8217;intelligenza per superare i ben allenati difensori di Nuova Zelanda o Sudafrica?”. Oltretutto Williams cita una fonte dello staff della nazionale secondo la quale la decisione era già stata presa a gennaio.</p>
<p>Duro anche l’ex nazionale Luke Fitzgerald, che critica la decisione da due punti di vista. &#8220;Tutti i nostri migliori giocatori ce l&#8217;hanno fatta, quei due ragazzi ce l&#8217;hanno fatta. Stiamo smantellando le nostre fondamenta selezionando qualcuno che è diventato eleggibile solo un mese fa, rispetto a un ragazzo che è stato lì per dieci anni e un altro che è stato nel nostro sistema per quindici anni (Ultan Dillane) &#8230; <strong>Semplicemente non capisco come Kleyn possa arrivare davanti a uno come Toner, soprattutto per quel che riguarda l’allineamento nelle rimesse</strong>. Nelle grandi sfide che Kleyn ha giocato per l’Irlanda, abbiamo a malapena vinto una rimessa. Quali sono le ragioni per selezionarlo? Toner è stato titolare nella vittoria contro gli All Blacks (fu anche l’unico giocatore nominato ed elogiato da Hansen nella conferenza stampa post partita, ndr)”.</p>
<p>David Kelly, caporedattore sportivo dell’Irish Independent, allarga il discorso criticando “l’ipocrisia della IRFU. Pochi lo dicono, ma <strong>vengono lasciati a casa Simon Zebo e Donnacha Ryan per una regola non scritta secondo la quale chi gioca all’estero non va in nazionale</strong>. Una regola che fu bellamente ignorata quando Johnny Sexton andò in Francia (e che lo sarebbe stata di nuovo se Conor Murray lo avesse seguito, ndr)”.</p>
<p>Gerry Thornley sull’Irish Times infine prova a spiegare le decisioni più sorprendenti (clamorosa anche l’inclusione di McGrath come 9 di riserva al posto di Marmion, altro titolare nella vittoria sugli All Blacks) con la necessità di avere una squadra fisica. Come sempre, la risposta arriverà dal campo.</p>
<p><strong>Damiano Vezzosi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/09/03/irlanda-la-stampa-e-in-rivolta-per-lesclusione-di-devin-toner/">Irlanda: la stampa è in rivolta per l&#8217;esclusione di Devin Toner</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il Sei Nazioni 2017 degli altri: ai raggi X le avversarie dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/02/01/il-sei-nazioni-2017-degli-altri-ai-raggi-x-le-avversarie-dellitalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 07:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cotter]]></category>
		<category><![CDATA[Emisfero Nord]]></category>
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		<category><![CDATA[six nations]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Galles sempre in crisi ma (quasi) sempre vincente, l'Irlanda sulle ali dell'entusiasmo e la miglior Scozia delle ultime edizioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/01/il-sei-nazioni-2017-degli-altri-ai-raggi-x-le-avversarie-dellitalia/">Il Sei Nazioni 2017 degli altri: ai raggi X le avversarie dell&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sei Nazioni 2017 è ormai dietro l&#8217;angolo. L&#8217;appuntamento è per sabato pomeriggio al BT Murrayfield di Edimburgo, quando Scozia e Irlanda daranno ufficialmente il via al torneo più antico e prestigioso di Ovalia. Dopo le tante cose scritte sugli Azzurri di coach O&#8217;Shea e capitan parisse, è arrivato il momento di buttare l&#8217;occhio in casa delle nostre cinque avversarie. Iniziamo con Irlanda, Scozia e Galles.</p>
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<p><strong>Qui Galles: dal 2013 in crisi di gioco ma alla fine&#8230;</strong></p>
<p>Sarà il primo avversario di fronte a Parisse e compagni, nell&#8217;esordio di domenica allo stadio Olimpico di Roma, e vista la situazione attuale &#8211; ai nastri di partenza &#8211; parte da terzo incomodo con velleità di inserirsi nel discorso per la vittoria finale, in quello che sembra un duello annunciato fra Inghilterra e Irlanda: il Galles è pronto a fare il suo esordio nel Sei Nazioni 2017. Dopo 69 caps da capitano, nessuno come lui nella storia gallese, <strong>Sam Warburton ha deciso di lasciare i gradi di leader ad Alun Wyn Jones</strong>. Non l&#8217;unica novità, perché in panchina come head coach dei Dragoni non siederà Warren Gatland, impegnato nel preparare da capo allenatore il Tour dei Lions in Nuova Zelanda, ma bensì l&#8217;assistente Rob Howley.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le scelte del tecnico sono ricadute su un gruppo di giocatori piuttosto esperto e rodato con atleti come Scott Baldwin, Justin Tipuric, Dan Biggar, Jonathan Davies, Jamie Roberts e Leigh Halfpenny a cui si aggiungono però ben sette uncapped: Olly Cracknell, Thomas Young, Owen Williams, Ashton Hewitt, Steffan Evans, Rory Thornton e Aled Davies. Charteris e Faletau non saranno presenti all&#8217;esordio contro l&#8217;Italia, ma dovrebbero recuperare durante il torneo. A novembre la squadra gallese ha giocato quattro Test Match subendo dapprima una bruciante sconfitta per 8-32 contro l&#8217;Australia e poi trovando tre vittorie, non del tutto convincenti, rispettivamente contro Argentina (24-20), Giappone (33-30) e un  Sudafrica ai minimi storici (27-13). Dopo il secondo posto del 2016, con l&#8217;unica sconfitta (risicata) che è arrivata contro l&#8217;Inghilterra poi vincitrice con Grande Slam, i<strong>l calendario sorride ai Dragoni che davanti al pubblico amico del Millennium Stadium riceveranno Inghilterra e Irlanda</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista del gioco, molto si è detto sul cosiddetto <em>Warrenball game</em>, <strong>che sembra aver pagato i maggiori dividendi tra il 2012 e il 2013 con i due titoli nel Sei Nazioni</strong> e mettiamoci pure il tour Lions in Australia. Molto si è detto anche dei suoi principali interpreti, i vari North, Roberts, Davies e Warburton, non più ai livelli di qualche anno fa e per alcuni fuori giri per il tipo di gioco proposto. Molto si è detto della mancanza di un piano B in grado di aggirare difese che ormai sono abituate a centri ed ali in formato terza linea. Ma i numeri non si smentiscono: <strong>negli ultimi due anni pareggio con l&#8217;Irlanda e sconfitta sotto break con l&#8217;Inghilterra (2016) e sconfitta sotto break con l&#8217;Inghilterra (2015). Per il resto, solo vittorie</strong>. D&#8217;altronde, seconde e terze linee sono di assoluto livello: touche e ruck, più che la mischia chiusa, possono diventare un punto di forza con giocatori come Alun Wyn Jones, Justin Tipuric e lo stesso Sam Warburton. E&#8217; chiaro però che ci si attende molto dai trequarti, dove ci saranno anche la freschezza di Gareth Davies e dei tre Williams a dare imprevidibilità ad una manovra talvolta troppo verticale. La cerniera Webb-Biggar dovrebbe essere quella incaricata di gestire e scatenare le corse di Leigh Halfpenny e compagni.</p>
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<p><strong>Qui Irlanda: entusiasmo e una nuova &#8220;Golden generation&#8221;</strong></p>
<p><em>DUBLINO</em> &#8211; &#8220;L&#8217;obiettivo dell’Irlanda in questo Sei Nazioni è arrivare nelle prime due, anche se mi aspetto un torneo molto equilibrato&#8221;. <strong>Joe Schmidt ha alzato l’asticella dei verdi di un gradino rispetto alla &#8220;metà superiore della classifica&#8221; che aveva indicato 12 mesi fa</strong>.  D’altra parte la storica vittoria sulla Nuova Zelanda dello scorso novembre e in generale quello splendido mese, hanno fatto crescere, oltre alle aspettative dei tifosi, la consapevolezza tecnica del gruppo. I biglietti per le due partite interne sono stati polverizzati in pochi minuti, soprattutto quelli per il match con l&#8217;Inghilterra del 18 marzo, ultima partita in assoluto del torneo. In molti da queste parti &#8211; ma non solo &#8211; pensano che proprio quella partita tra Irlanda e Inghilterra <strong>potrebbe essere quella che deciderà la vincitrice del torneo</strong>, con i bianchi della rosa che arriveranno a Dublino con la possibilità di fare il Grande Slam per il secondo anno consecutivo. L&#8217;Irlanda dunque vuole arrivare a quella partita in condizione da provare a vincere il torneo. Molti fattori autorizzano questo ottimismo ma qualcuno invita alla prudenza. Anche se<strong> in Irlanda nessuno vuole vedere l&#8217;Inghilterra alzare il trofeo il 18 marzo a Dublino</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;entusiasmo è dato dalla grande quantità di giovani talenti che stanno arrivando alla nazionale, così tanti che <strong>c&#8217;è chi parla di nuova “Golden generation” dopo quella di O’Driscoll, O’Gara e O&#8217;Connell</strong>. La lista di chi si è affacciato alla nazionale da meno di due stagioni è impressionante: Gary Ringrose, Josh Van Der Flyer, Luke McGrath, i fratelli Rory e Niall Scannell, Jack Conan, Tadhg Furlong, James Tracy, CJ Stander, John Ryan, Billy Holland, Dan Leavy. Senza dimenticare Joey Carbery (fuori perché operato alla caviglia). Non solo, ma altri come Rory O’Loughlin e Adam Byrne premono per entrare. Infine una menzione per Peter O&#8217;Mahony: non è un giovane, ma saltò tutto il torneo 2016 e adesso è in uno splendido momento di forma. Peccato solo per l&#8217;infortunio che lo costringerà a saltare la prima partita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento però il problema irlandese è l&#8217;apertura. Johnny Sexton ha giocato pochissimo dal giorno della vittoria sugli All Blacks, sicuramente non sarà in campo sabato al BT Murrayfield contro la Scozia e non è detto che prenderà l&#8217;aereo per la sfida di Roma della prossima settimana. È in dubbio anche Sean O&#8217;Brien, che però si è allenato regolarmente e comunque in terza linea le alternative non mancano. Da alcuni giorni è stato chiamato in gran segreto Ian Keatley da Munster, per coprire proprio l&#8217;assenza di Sexton divenendo vice-Jackson. Carbery come detto è fuori per tutto il torneo, quindi c&#8217;è la possibilità concreta che <strong>la responsabilità del numero dieci sia per tutto il torneo o quasi sulle spalle di Paddy Jackson</strong>. In questo momento Schmidt non ha una terza apertura in ritiro, ma vista la precaria salute di Sexton potrebbe essere costretto a convocare Madigan già prima di salire sull’aereo per Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto sembra che alcuni pezzi grossi del rugby mondiale facciano a gara per distrarre Joe Schmidt. <strong>L&#8217;ex allenatore della Nuova Zelanda campione del mondo Graham Henry ha dichiarato in un&#8217;intervista alla <em>Espn</em> che &#8220;è un allenatore molto speciale.</strong> Sono stato a trovarlo la scorsa estate e ho potuto vedere quanto i giocatori irlandesi lo ammirino. Poco ma sicuro che sta facendo benissimo con l&#8217;Irlanda. Lo dimostrano i cambiamenti che ha apportato all&#8217;Irlanda dopo la sconfitta con gli All Blacks del novembre 2013 (quella della celeberrima meta di Crotty nei minuti di recupero). Ha cambiato da quella sconfitta a Dublino, significa che cerca sempre di migliorare e imparare da ogni situazione. Impressionante&#8221;.</p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
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<p><strong>Qui Scozia: quella migliore degli ultimi anni</strong></p>
<p><em>EDIMBURGO</em> &#8211; &#8220;Si, non ho assolutamente nessun dubbio in proposito.<strong> Questa è la miglior Scozia in cui abbia mai giocato. È molto facile per me rispondere</strong>, perché abbiamo grande profondità, molti giocatori giovani che stanno crescendo e ci permettono di stare più tranquilli e anche dal punto di vista tecnico siamo una squadra molto forte. Per questo c’è grande entusiasmo, ma non dobbiamo dimenticare che finora non abbiamo ancora vinto nessuna gara e lo scorso anno abbiamo vinto due gare, abbiamo margini di miglioramento&#8221;.  Parole di Greig Laidlaw, capitano della Scozia, che durante il lancio del Sei Nazioni 2017 all&#8217;Hurlingham Club di Londra non ha trattenuto l&#8217;entusiasmo per la prossima avventura, per l&#8217;inizio di un Championship che, mai come quest&#8217;anno, potrebbe sorridere al <em>XV du Chardon</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Scozia si presenta all&#8217;avvio del Torneo sulla scorta di buone prestazioni (e buoni risultati) ottenuti in autunno, a chiudere un anno, il 2016, che si può tranquillamente definire soddisfacente. <strong>I successi ottenuti</strong> al Sei Nazioni (contro Italia e Francia, battuta dopo dieci anni), nel tour estivo in Giappone e poi in novembre (contro Pumas e Georgia) <strong>hanno permesso finalmente a Laidlaw e compagni di superare il &#8220;blocco psicologico&#8221; che proprio il capitano di Gloucester aveva ammesso ci fosse prima della RWC 2015</strong>. Gli fa eco Stuart Hogg, adesso uno dei migliori estremi in attività, che in conferenza stampa settimana scorsa aveva dichiarato che &#8220;c’erano momenti, negli anni passati, in cui avevamo paura di quello che ci sarebbe potuto capitare, ma adesso abbiamo fiducia in noi stessi e sappiamo che possiamo portare a termine il lavoro&#8221;.  Al momento l&#8217;unica assenza pesante è quella di WP Nel, che lascia un vuoto difficile da riempire in prima linea, ma la Scozia ha adesso una certa profondità che permette a coach Cotter di dormire sonni piuttosto tranquilli. &#8220;Sarà fondamentale partire bene, abbiamo visto come il Torneo si è evoluto negli ultimi anni e quanto sia importante partire col piede giusto, anche perché ci sono solo cinque gare , ma non è mai facile, men che meno quando ti capita di aprire il Sei Nazioni contro l’Irlanda,&#8221; ha chiuso Laidlaw.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La sfida più grande per la Scozia sarà quella di mettere da parte le emozioni, cercando di trovare la chimica giusta che ha aiutato le due squadre di club a fare così bene in Europa</strong> (per la prima volta Glasgow ed Edinburgh sono entrambe ai quarti di coppa). Un successo in casa contro l’Irlanda – che manca dal 2013 – sarebbe un ottimo modo per cominciare. Non sarà facile, ma i Dark Blues hanno tutte le carte in regola per fare bene, perché sanno cosa devono fare, come devono farlo, e hanno la qualità necessaria per farlo.</p>
<p><strong>di Matteo Mangiarotti</strong></p>
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<p><iframe style="height: 564px !important; display: block !important;" src="//renderer.qmerce.com/interaction/586a475b4f601b0929223fba" width="100%" height="564" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Test Match: l&#8217;Irlanda batte anche l&#8217;Australia (27-24)</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/26/lirlanda-batte-anche-laustralia-27-24/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 19:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Aviva]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
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		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per  la prima volta i Verdi battono le tre potenze dell'Emisfero Sud nello stesso anno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/26/lirlanda-batte-anche-laustralia-27-24/">Test Match: l&#8217;Irlanda batte anche l&#8217;Australia (27-24)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DUBLINO </strong>La difesa irlandese forza il primo tenuto dopo 35 secondi e decide di andare in rimessa laterale. Segue una lunga serie di fasi sui cinque metri con fallo australiano. Ancora rimessa laterale sui cinque metri, ma l’Australia ruba palla e calcia via. Il lungo attacco irlandese si chiude quando Murray spedisce sul fondo un calcetto a seguire. L’Irlanda è molto più intensa nei punti di icontro e continua a causare problemi agli australiani. Quando a questo si unisce la velocità come al 9’ l’ovale arriva a Trimble all’ala destra, fermato sui cinque metri. Dopo 11 minuti l’Irlanda perde l’estremo Rob Kearney, al suo posto Zebo.</p>
<p>Un altro fallo australiano sul punto di incontro manda Jackson in piazzola al 17’ e il punteggio si sblocca: 3-0. L’Australia difende con molti blitz, creando problemi all’Irlanda. Al 22’ Dean Mumm solleva Furlong e lo sbatte a terra, fallo per il quale un giallo che si prende è il minimo sindacale. <strong>L&#8217;Irlanda capitalizza subito con Henderson, che schiaccia dopo un calcetto di Zebo e un offload di Stander. Jackson trasforma, 10-0.</strong></p>
<p>Primo spunto australiano al 27’ con Folau che rompe due placcaggi a destra ma manda l’assist in fallo laterale, poi al 30’ Foley intercetta un passaggio di Jackson ma non controlla l’ovale e la meta sfuma. L’Irlanda perde anche Trimble e manda in campo Carbery. L’Irlanda torna avanti e col carretto arriva ai 10 metri, poi ci pensa la velocità di Ringrose a portare l’ovale oltre la linea. <strong>Splendida la prima meta in nazionale del giovane centro irlandese che aggira Hooper, salta Mumm e schiaccia.</strong> Il TMO non fuga tutti i sospetti di un blocco di Henderson su un pilone australiano, poi Jackson trasforma e al 35’ è 17-0. A quel punto si fa vedere l’Australia che arriva prima a conquistarsi una mischia sui 10 metri e poi, nel recupero ad andare in meta con una fantastica azione con tre off load in velocità che porta Haylett-Petty a schiacciare fra i pali. Al riposo è 17-7.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo tempo comincia con Marmion in campo al posto di Payne e un’Australia che mette subito in chiaro come il dominnio irlandese della prima mezzora non sia destinato a durare. Speight infatti va subito in meta nell’angolo sinistro ma l’arbitro annulla per in avanti. Gli Aussies alzano il ritmo e l’Irlanda sembra lenta: al 46’ Tevita Kuridrani schiaccia a sinistra e Foley trasforma. In pochi minuti a cavallo fra primo e secondo tempo gli ospiti tornano in partita: 17-14. La reazione irlandese porta Jackson in piazzola per un tenuto poco dopo: 20-14. È solo un momento perché gli ospiti alzano il ritmo e continuano a creare facilmente superiorità sulla fasce. Su una di queste <strong>Naivalu schiaccia  la seconda meta aussie, che trasformata porta l’Australia avanti per la prima volta: 21-20 al 56’.</strong> Il monologo australiano continua e porta Foley a calciare altri tre punti dai 25 metri centrali per un tenuto della difesa, 24-20. Nel terzo quarto la percentuale di possesso è stata 76-24 per gli Aussies.</p>
<p>A quel punto l’Australia tira inevitabilmente il fiato. L’Irlanda torna avanti, conquista una punizione con Ringrose (placcaggio al collo) e carica. <strong>Dopo una multifase ben gestita Keith Earls può schiacciare nell’angolo sinistro e riportare in avanti l’Irlanda. Jackson trasforma dalla linea laterale: 27-24 Irlanda al 67’.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli ultimi minuti sono molto intensi, anche se le due squadre non sono sempre lucidissime. L&#8217;Australia non vuole vanificare una splendida rimonta, l&#8217;Irlanda vuole chiudere uno storico &#8220;triplete&#8221;: le tre grandi nazioni dell&#8217;emisfero sud battute tutte nello stesso anno (l&#8217;ultima a farlo era stata l&#8217;Inghilterra nel 2003). Al 76&#8242; un boato accoglie l&#8217;uscita di Best (al 100&#8242; cap in nazionale). La partita rimane intensa ed equilibrata, l&#8217;Irlanda la tiene dalla sua parte con la sua ormai consueta disciplina (a fine gara solo tre falli contro i 13 australiani, dopo i 4-12 con gli All Blacks). L&#8217;Australia prende il secondo giallo per spare tackle (Foley su Toner) e chiude un uomo in meno. Manca meno di un minuto, l&#8217;Irlanda spedisce l&#8217;ovale sui 22, controlla la rimessa ma non riesce a seppellire il pallone facendo in avanti, ma vince la mischia e la partita: 27-24.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Irlanda: </strong>15 Rob Kearney, 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Garry Ringrose, 11 Keith Earls, 10 Paddy Jackson, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Josh van der Flier, 6 Christian Stander, 5 Devin Toner, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (captain), 1 Jack McGrath<br />
<em>A disposizione</em>:<strong> </strong>16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Finlay Bealham, 19 Ultan Dillane, 20 Peter O&#8217;Mahony, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Simon Zebo</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete: Iain Henderson (23&#8242;), Garry Ringrose (33&#8242;), Keith Earls (66&#8242;)<br />
Conversioni: Paddy Jackson (49&#8242;, 67&#8242;)<br />
Punizioni:Paddy Jackson (17&#8242;, 34&#8242;)</p>
<p><strong>Australia: </strong>15 Israel Folau 14 Dane Haylett-Petty, 13 Tevita Kuridrani, 12 Reece Hodge, 11 Henry Speight, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper, 6 Dean Mumm, 5 Rob Simmons, 4 Rory Arnold, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore(c), 1 Scott Sio<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Tolu Latu, 17 James Slipper, 18 Allan Alaalatoa, 19 Kane Douglas, 20 Sean McMahon, 21 Nick Phipps, 22 Quade Cooper, 23 Sefanaia Naivalu</p>
<p><strong>Marcatori Australia</strong><br />
Mete: Dane Haylett-Petty (40&#8242;), Tevita Kuridrani (46&#8242;) Sefanaia Naivalu (57&#8242;)</p>
<p>Conversioni: Bernard Foley (40&#8242;, 47&#8242;, 58&#8242;)<br />
Punizioni: Bernard Foley (60&#8242;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/26/lirlanda-batte-anche-laustralia-27-24/">Test Match: l&#8217;Irlanda batte anche l&#8217;Australia (27-24)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test Match: gli All Blacks non concedono il bis. Irlanda battuta 21-9</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/19/test-match-gli-all-blacks-21-9-allirlanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 19:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Aviva]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[hansen]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Dublino neozelandesi determinati e cinici, che vincono ma senza dominare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>DUBLINO</em><strong> &#8211; </strong>Niente numero otto in risposta alla haka, gli irlandesi stanno in fila sui propri 40 metri. Gli All Blacks fanno subito capire le proprie intenzioni andando in meta dopo meno di tre minuti con Fekitoa a sinistra dopo un multifase senza errori. <strong>Decisivo uno splendido calcio laterale di Barrett che non dà il tempo alla difesa di adeguarsi. Trasformazione quasi dall’angolo e 7-0</strong>. L’Irlanda reagisce con una gran corsa di Heaslip che buca la difesa e serve O’Brien, tenuto alto nell’area di meta. Dopo la mischia ordinata sui cinque metri l’Irlanda entra di nuovo area di meta con Murray che viene tenuto ancora alto: stavolta si sceglie la punizione che Sexton manda fra i pali, 3-7. Poco dopo colpo al collo di Read a Henshaw che va a terra tramortito. Il pubblico ulula chiedendo almeno il giallo ma l’arbitro non fischia. Le telecamere mandano sui maxischermi la rabbia di Joe Schmidt; il colpo sembrava intenzionale. Entra Garry Ringrose, alla seconda presenza in nazionale dopo il debutto di sette giorni fa. Trimble sfiora il capolavoro intercettando un offload di Barret ma sulla mischia consecutiva Barret va in meta bucando la difesa. <strong>Dal replay sembra che il recupero in extremis di Sexton tenga il pallone alto ma il TMO convalida e lo stesso Barret trasforma il 14-3. Jordi Murphy, in campo a Chicago e oggi infortunato, twitta &#8220;Vergognoso&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La partita si incattivisce, i contatti sporchi nei raggruppamenti aumentano. L’arbitro dà il giallo ad Aaron Smith ma nell’azione si fa male Sexton, costretto a uscire. Un velo sui cinque metri manda in fumo l’occasione. I verdi ci riprovano con una lunga serie di cariche e un paio di break (Stander e Heaslip), costringendo Read al fallo sotto i propri pali. Mischia ordinata con fallo, come la volta precedente si scelgono i pali e Jackson non sbaglia: 6-14. Gli All Blacks giocano con un’aggressività incredibile e sempre sul filo del fallo. Al 29’ Barret ruba l’ovale a Jackson ma nel farlo fa in avanti e la meta sotto i pali viene annullata. <strong>L’Irlanda gioca con determinazione e intensità (il possesso alla fine primo tempo è 57-43 per i verdi), fa un lavoro pazzesco sui punti di incontro, però Jackson non ha il piede di Sexton e questo rende i verdi molto più prevedibili in attacco, nonostante la monumentale partita di Heaslip e O’Brien.</strong> Si va negli spogliatoi con l’Irlanda tutto sommato a contatto (6-14) ma l’inerzia della partita è tutta in nero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si ricomincia e l&#8217;Irlanda pianta le tende nei 22 neozelandesi. Moltissime fasi, un paio di break di Ringrose (a suo agio anche a questo livello) e alla fine Fekitoa prende per il collo Zebo prendendosi il giallo. Sean O&#8217;Brien commette il primo errore della partita non tenendo un passaggio di Heaslip che lo avrebbe mandato in meta. <strong>Gli All Blacks passano la metà campo per la prima volta dopo quasi 14 minuti</strong> con una rimessa letarale a sorpresa, Kearney ferma Smith a 10 metri dalla meta.</p>
<p>Si torna dall&#8217;altra parte e Ringrose e Murray costringono al tenuto i neri, punizione e Jackson porta l&#8217;Irlanda a -5 sul 9-14. All Blacks di nuovo avanti ma Dagg non controlla un off load sui 15 metri graziando l&#8217;Irlanda. I verdi però sono stanchi e la Nuova Zelanda va in meta con una fantastica combinazione in velocità. Best protesta per un in avanti di Barret nell&#8217;ultimo passaggio (assai sospetto a giudicare dai replay) ma l&#8217;arbitro non va neanche dal Tmo. Barret trasforma il 21-9 che mette in ginocchio l&#8217;Irlanda. I verdi tornano nei 22 avversari e riescono a metterli sotto anche se hanno in campo ormai tutta la panchina (mostrando una profondità non abituale), ma la difesa degli All Blacks regge, anche perché Jackson non usa mai il piede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Ir</b><b>landa</b>: 15 Rob Kearney 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Finlay Bealham, 19 Iain Henderson, 20 Josh van der Flier, 21 Kieran Marmion, 22 Paddy Jackson, 23 Garry Ringrose</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete:<br />
Conversioni:<br />
Punizioni: Johnny Sexton (9&#8242;), Paddy Jackson (24&#8242;, 57&#8242;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>All Blacks</b>: 15 Ben Smith, 14 Israel Dagg, 13 Malakai Fekitoa, 12 Anton Lienert-Brown, 11 Julian Savea, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Codie Taylor, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Scott Barrett, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Aaron Cruden, 23 Waisake Naholo</p>
<p><strong>Marcatori All Blacks<br />
</strong>Mete: Malakai Fekitoa (3’, 65&#8242;) Beauden Barrett (13’)<br />
Conversioni: Beauden Barrett (4’, 14’, 68&#8242;)<br />
Punizioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
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		<title>Test Match: l&#8217;Irlanda piega il Canada solo nel secondo tempo (52-21)</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/12/lirlanda-piega-il-canada-solo-nel-secondo-tempo-52-21/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 21:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Dublino gli ospiti recuperano due mete ma cedono alla distanza</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DUBLINO </strong>Irlanda in meta al 5&#8242; con Earls nell&#8217;angolo sinistro. Marmion fa uscire la palla da un carretto e dopo una finta serve l’ala che schiaccia. Jackson trasforma dalla linea il 7-0. Come previsto gli irlandesi che sperano di essere nei 23 anche la settimana prossima (O’Brien, Jackson, O’Mahony, Earls ) iniziano tutti molto bene. Al 14’ alcune fasi dopo un break di Dillane a metà campo portano a una mischia per l’Irlanda sugli otto metri, la palla esce bene ma O’Donoghue serve male a O’Brien l’ovale dell’ultimo passaggio. Al 21’ Jackson manda in meta Ringrose ma l’arbitro annulla per in avanti. La seconda meta è rimandata solo di qualche secondo: è Luke Marshall che schiaccia nell’angolo destro su assist di Ringrose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra l’inizio di un massacro, invece poco dopo <strong>Dillane regala una meta al Canada rischiando un passaggio lungo sui propri 22 che van der Merwe intercetta e va a schiacciare</strong>. McRorie trasforma mentre le telecamere inquadrano Schmidt che scuote la testa. Il Canada prende coraggio e va a pareggiare con un carretto eseguito splendidamente su rimessa laterale a sinistra. A schiacciare è Taylor Paris, poi la bella trasformazione da posizione non facile. Dopo mezzora è un più che sorprendente 14-14. Il Canada inizia ad avanzare sistematicamente con la difesa, togliendo ritmo a un attacco verde decisamente sorpreso. L’Irlanda torna avanti al 37’:  Bealham rompe la linea e sul placcaggio serve uno splendido offload a O’Halloran sulla linea dei 10 metri avversaria, per la difesa canadese non c’è niente da fare. Jackson trasforma il 21-14 sul quale si va negli spogliatoi, non prima di un accenno di rissa fra Sean O’Brien (che ancora non ha digerito di aver dovuto giocare sabato scorso a Parma invece che a Chicago) e Evan Olmstead. <strong>Nel primo tempo di una settimana fa gli All Blacks avevano creato all’Irlanda molti meno problemi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel secondo tempo l’Irlanda inizia decisa a ristabilire i valori in campo e alza il ritmo offensivo, insediandosi stabilmente nei 22 avversari. Dopo una punizione sulla quale l’Irlanda va in rimessa laterale e due mischie ordinate sui cinque metri che il Canada fa collassare di proposito, l’arbitro fischia la meta tecnica che porta a 28-14. Si gioca sempre nei 22 avversari ma la difesa canadese è ben organizzata e raramente va in difficoltà. Intorno al 55’ il Canada torna avanti e sfiora la meta: un bel cambio di fronte destra sinistra porta Matt Evans oltre la linea. L’arbitro assegna la meta col tmo fra qualche dubbio, visto che O’Halloran sembrava tenere l’ovale alto. Nuova trasformazione dalla linea laterale e Canada di nuovo a meno 7, 28-21. L’Irlanda carica a testa bassa e dopo meno di cinque minuti e alcune cariche sulla linea di meta schiaccia con Dillane. Trasformazione e Irlanda che torna due mete in vantaggio: 35-21. Il Canada inizia ad accusare la stanchezza e l’Irlanda affonda. È Marmion ad andare in meta schiacciando da una mischia ordinata che travolge gli avversari: 42-21 con la trasformazione. Al 78’ in meta per la seconda volta O’Halloran in un’azione iniziata da un break di Ringrose. Carbery sbaglia la trasformazione dall’angolo (Jackson è uscito senza errori). Prima della fine la meta di James Tracy che fissa il punteggio sul 52-21 perché la trasformazione di Carbery va sul palo. <strong>In vista della partita con gli All Blacks di sabato prossimo, quello che ha complicato le scelte di Schmidt è sicuramente Keith Earls, autore di una splendida prova.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Irlanda</strong>: 15 Tiernan O’Halloran, 14 Craig Gilroy, 13 Garry Ringrose, 12 Luke Marshall, 11 Keith Earls, 10 Paddy Jackson, 9 Kieran Marmion, 8 Jack O’Donoghue, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Billy Holland, 4 Ultan Dillane, 3 Finlay Bealham, 2 Sean Cronin, 1 Cian Healy<br />
<em>A disposizione</em>: 16 James Tracy, 17 Dave Kilcoyne, 18 John Ryan, 19 Donnacha Ryan, 20 Dan Leavy, 21 Luke McGrath, 22 Joey Carbery, 23 Niyi Adeolokun</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete: Keith Earls (5&#8242;), Luke Marshall (21&#8242;), Tiernan O’Halloran (38&#8242;, 77&#8242;), meta tecnica ( 44&#8242;), Ultan Dillane (59&#8242;), Kieran Marmion (65&#8242;), James Tracy (80&#8242;)<br />
Conversioni: Paddy Jackson (6&#8242;, 22&#8242;, 39&#8242;, 45&#8242;, 60&#8242;, 66&#8242;)<br />
Punizioni:</p>
<p><strong>Canada:</strong> 15 Matt Evans, 14 DTH van der Merwe, 13 Conor Trainor, 12 Ciaran Hearn, 11 Taylor Paris, 10 Connor Braid, 9 Gordon McRorie, 8 Aaron Carpenter, 7 Lucas Rumball, 6 Kyle Baillie, 5 Evan Olmstead, 4 Brett Beukeboom, 3 Jake Ilnicki, 2 Ray Barkwill, 1 Djustice Sears<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Eric Howard, 17 Rob Brouwer, 18 Matt Tierney, 19 Admir Cejvanovic, 20 Matt Heaton, 21 Phil Mack, 22 Patrick Parfrey, 23 Nick Blevins</p>
<p><strong>Marcatori Canada</strong><br />
Mete: DTH van der Merwe (23&#8242;), Taylor Paris (28&#8242;), Matt Evans (54&#8242;),<br />
Conversioni: Gordon McRorie (24&#8242;, 29&#8242;)<br />
Punizioni:</p>
<p><strong>di Damiano Vezzosi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/12/lirlanda-piega-il-canada-solo-nel-secondo-tempo-52-21/">Test Match: l&#8217;Irlanda piega il Canada solo nel secondo tempo (52-21)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test Match: Irlanda, la storia passa da Chicago. All Blacks battuti 40-29</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/05/test-match-irlanda-la-storia-passa-da-chicago-all-blacks-battuti-40-29/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 22:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
		<category><![CDATA[hansen]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un mostruoso primo tempo ferma a 18 le vittorie consecutive dei tutti neri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/05/test-match-irlanda-la-storia-passa-da-chicago-all-blacks-battuti-40-29/">Test Match: Irlanda, la storia passa da Chicago. All Blacks battuti 40-29</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Soldier Field di Chicago va in scena una partita che a suo modo entrerà nella storia della palla ovale. Si ferma a 18 la striscia di vittorie consecutive degli All Blacks, battuti da una splendida Irlanda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo tempo è di netta marca irlandese: <strong>linee dirette di attacco, breakdown feroci e una difesa aggressiva ed efficace che non lascia spazio alla Nuova Zelanda</strong> nemmeno nelle sfuriate più veloci. Gli All Blacks sono fallosi con tre placcaggi pericolosi che portano al giallo di Moody. E così dopo la meta in apertura di Moala arrivano le marcature di Murphy (maul) e CJ Stander dopo bel multifase. Prima della fine di frazione, Murray pesca le guardie impreparate e arrotonda ulteriormente il punteggio e <strong>il primo tempo si chiude sul 25-8 Irlanda</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella ripresa deve farsi sentire la strigliata di Hansen. Perenara accorcia su offload di Coles, Ben Smith schiaccia alla bandierina (meta convalidata dal TMO) e poco dopo l&#8217;ora di gioco Scott Barrett all&#8217;esordio internazionale trova la prima marcatura sul palcoscenico più prestigioso. <strong>La partita è vivace, il momentum favorevole ai tutti neri e ad un quarto d&#8217;ora dal termine lo score è 33-29</strong>. Ma la squadra di Schmidt è matura abbastanza per non sbandare dopo le tre mete subite e scaccia i fantasmi del passato. Nel finale i verdi mettono la parola fine con Henshaw, dopo sbagliata scelta di Savea di non calciare. <strong>Finisce 40-29</strong>. Gli All Blacks si fermano a 18 vittorie consecutive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Irlanda</b>: 15 Rob Kearney, 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Jordi Murphy, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Finlay Bealham, 19 Ultan Dillane, 20 Josh van der Flier, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Garry Ringrose</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete:  Murphy (10), Stander (17), Murray (34), Zebo (48), Henshaw (76)<br />
Conversioni: Sexton (10, 34), Carbery (76)<br />
Punizioni: Sexton (4, 24), Murray (59)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>All Blacks</strong>: 15 Ben Smith, 14 Waisake Naholo, 13 George Moala, 12 Ryan Crotty, 11 Julian Savea, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Jerome Kaino, 4 Patrick Tuipulotu, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Codie Taylor, 17 Ofa Tu&#8217;ungafasi, 18 Charlie Faumuina, 19 Scott Barrett, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Aaron Cruden, 23 Malakai Fekitoa</p>
<p><strong>Marcatori All Blacks</strong><br />
Mete: Moala (5), Perenara (52), Ben Smith (56), S. Barrett (63)<br />
Conversioni: Barrett (52, 56, 63)<br />
Punizioni: Barrett (21)</p>
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		<title>Joe Schmidt back home: il tecnico torna ad allenare in Nuova Zelanda?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/06/14/joe-schmidt-back-home-il-tecnico-torna-ad-allenare-in-nuova-zelanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 08:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[highlanders]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una franchigia del Super Rugby ha avviato i contatti con l'attuale tecnico dell'Irlanda</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/06/14/joe-schmidt-back-home-il-tecnico-torna-ad-allenare-in-nuova-zelanda/">Joe Schmidt back home: il tecnico torna ad allenare in Nuova Zelanda?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il CEO degli Highlanders Roger Clark ha confermato a <em>Newstalk ZB</em>  di aver avviato i contatti per portare sulla panchina della squadra di Dunedin a partire dal 2018 l&#8217;attuale head coach dell&#8217;Irlanda Joe Schmidt. La squadra ha annunciato proprio in settimana la nomina di  Tony Brown per la stagione 2017, dopo che Jamie Joseph diverrà tecnico del Giappone al termine del Super Rugby 2016. <strong>Quella di Brown è una scelta di transizione, in attesa di un grande nome con cui avviare un nuovo ciclo</strong>. Neozelandese classe 1965, Schmidt ha lasciato il paese kiwi nel 2007 dopo essere stato coach di Bay of Plenty e assistente ai Blues. Alla base della decisione di tornare potrebbero esserci anche motivazioni di tipo familiare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/06/14/joe-schmidt-back-home-il-tecnico-torna-ad-allenare-in-nuova-zelanda/">Joe Schmidt back home: il tecnico torna ad allenare in Nuova Zelanda?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Test Match: superba Irlanda, in 14 batte gli Springboks 26-20</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/06/11/test-match-superba-irlanda-in-14-batte-gli-springboks-26-20/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 16:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[coetzee]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[lambie]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[stander]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante un'ora con l'uomo in meno, i verdi ottengono la prima vittoria di sempre in Sudafrica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/06/11/test-match-superba-irlanda-in-14-batte-gli-springboks-26-20/">Test Match: superba Irlanda, in 14 batte gli Springboks 26-20</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prima occasione da punti è sui piedi di Lambie che non centra i pali. L&#8217;Irlanda vede la metà campo avversaria ma l&#8217;in avanti di Iain Henderson vanifica la manovra. I<strong>l Sudafrica si fa notare soprattutto per le molte penalità concesse, mentre la squadra di Schmidt appare più ordinata</strong>. Il miglior inizio verde è legittimato dalla meta di Payne: la cassaforte è fatta crollare irregolarmente, Luke Marshall serve il compagno di squadra con un calcetto e arrivano i primi cinque punti del match. Al quarto d&#8217;ora due calci per parte cambiano tabellino ma non gap, quando si arriva al minuto &#8217;23: <strong>CJ Stander riceve il cartellino rosso per aver travolto Lambie colpendolo al volto dopo un calcio dell&#8217;apertura Springboks</strong>, costretta ad uscire (involontario, ma non bisogna commettere gesti potenzialmente pericolosi e questo lo è). Con l&#8217;uomo in più arrivano il calcio del neo entrato Jantjies e la meta di Mvovo su bel flat pass. L&#8217;Irlanda resta addirittura in 13 per il giallo ad Henshaw che placca alta, ma nonostante la doppia inferiorità pareggia i conti con il drop di Jackson. <strong>I primi quaranta si chiudono così sul 13-13</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pronti via e arriva la meta di Murray dopo bell&#8217;avanzamento in maul. Passano pochi minuti e per poco Jackson non trova la seconda marcatura della ripresa per i suoi, ma l&#8217;ultimo calcetto arriva in linea di meta dove è annullato da De Klerk bravo a fare la copertura corta sull&#8217;asse.<strong> Le cariche di de Jager ed Etzebeth riportano i padroni di casa a pochi passi dalla met</strong>a, ma sul decisivo breakdown i Boks dimenticano la raccolta e subiscono il furto. Al minuto &#8217;65 touche a dieci dalla meta di casa per l&#8217;Irlanda ma la cassaforte si forma con ostruzione. Ma il gioco resta in mano verde, il placcatore Springboks non rotola e Jackson ne aggiunge tre portando i suoi sopra break.<strong> Dal restart quello che non ti aspetti: passaggio molle di Jackson, du Toit intercetta e vola sotto i pali</strong>. L&#8217;Irlanda non muore mai: recupera l&#8217;ovale, carica a testa base e costruisce il drop del numero dieci che però si spegne a lato. Best e compagni vendono metà campo, il Sudafrica contrattacca dai propri 22 ma è fallosa sul breakdown: Jackson non sbaglia e riporta a 6 i punti di distanza. L&#8217;ultima azione è un lungo multifase del Sudafrica ben oltre l&#8217;ottantesimo ma Pietersen è travolto al momento di schiacciare in bandierina. <strong>Finisce 26-20</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sudafrica</strong>: 15 Willie le Roux, 14 JP Pietersen, 13 Lionel Mapoe, 12 Damian de Allende, 11 Lwazi Mvovo, 10 Patrick Lambie, 9 Faf de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Siya Kolisi, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Adriaan Strauss (c), 1 Tendai Mtawarira<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Bongi Mbonambi, 17 Trevor Nyakane, 18 Julian Redelinghuys, 19 Pieter-Steph du Toit, 20 Warren Whiteley, 21 Rudy Paige, 22 Elton Jantjies, 23 Jesse Kriel</p>
<p><strong>Marcatori Sudafrica</strong><br />
Mete: Mvovo (32), du Toit (69)<br />
Conversioni: Jantjies (32, 69)<br />
Punizioni: Lambie (16), Jantjies (26)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Irlanda</b>: 15 Jared Payne, 14 Andrew Trimble, 13 Robbie Henshaw, 12 Luke Marshall, 11 Keith Earls, 10 Paddy Jackson, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Jordi Murphy, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Iain Henderson, 3 Mike Ross, 2 Rory Best (c), 1 Jack McGrath<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Sean Cronin, 17 Finlay Bealham, 18 Tadhg Furlong, 19 Ultan Dillane, 20 Rhys Ruddock, 21 Kieran Marmion, 22 Ian Madigan, 23 Craig Gilroy</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete: Payne (11), Murray (43)<br />
Converisoni: Jackson (11, 43)<br />
Punizioni:  Jackson (19, 68, 77)<br />
Drop: Jackson (19)</p>
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		<title>Sei Nazioni: le pagelle delle sei squadre al termine dell&#8217;edizione 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 07:38:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[cottr]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Galles]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[noves]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
		<category><![CDATA[Sei nazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il torneo che segue i Mondiali porta sempre importanti indicazioni. Alcune positive, altre decisamente negative</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/22/sei-nazioni-le-pagelle-delle-sei-squadre-al-termine-delledizione-2016/">Sei Nazioni: le pagelle delle sei squadre al termine dell&#8217;edizione 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;edizione 2016 del Sei Nazioni è andata in archivio con la splendida vittoria finale dell&#8217;Inghilterra targata Eddie Jones, che dopo un bruttissimo Mondiale è subito tornata tra le grandi di Ovalia (successe anche al Galles nel 2008 dopo la RWC 2007). Quanto visto in campo nelle ultime settimane ha dato parecchie indicazioni soprattutto per come le squadre sono arrivate all&#8217;appuntamento uscendo dalla Coppa del Mondo: Inghilterra e Francia con nuovi staff, la Scozia con il morale alto, Irlanda e Italia con le ossa (e i giocatori) più o meno rotti, e il Galles&#8230; che fa sempre il Galles!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Inghilterra</strong>: subito dopo il Mondiale più disastroso di sempre arriva una delle vittorie più belle, con tanto di Grande Slam. Dietro c&#8217;è indubbiamente il lavoro di Eddie Jones. Senza rivoluzionare la squadra come invece ha fatto da Novés, senza stravolgere il piano di gioco ma aggiungendo di volta una giocata, un movimento (vedi il loop di Billy Vunipola che ha portato alle marcature di Nowell contro Scozia e Italia) e un giocatore (Itoje, la seconda linea necessaria nel rugby di oggi che va oltre e ricicla aprendo la difesa), ha saputo dare confidenza ad una squadra e ad un intero movimento usciti a pezzi dalla RWC, dando fiducia al cattivo Hartley e mettendo pressione agli avversari di giornata fin dalla conferenza stampa del giovedì. <strong>Ma non dimentichiamo che dietro c&#8217;è il lavoro di uno staff egregio</strong>: gli avanti di coach Borthwick hanno costruito i cinque successi, dominando fisicamente tutti i rivali e imponendosi in fase di conquista (complessivamente 93% in mischia e 90% in rimessa). <strong>Voto 8</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Galles</strong>: conoscete il gioco di Gatland? E allora difendetelo per ottanta minuti&#8230; Dopo una grande Coppa del Mondo è arrivato un torneo in cui i Dragoni sono usciti a testa altrettanto alta, grazie anche alla ritrovata coppia di centri Roberts-Davies e North. Poi certo, la profondità fa tutta la differenza del mondo: con questi Williams e Davies chi rimpiange Halfpenny e Webb? <strong>Voto 7+</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scozia</strong>: due vittorie contro Francia e Italia e tre sconfitte, due delle quali sotto break. Il torneo della squadra di Cotter non può che essere giudicato in modo positivo ed è figlio di quanto seminato alla Rugby World Cup, da cui Laidlaw e compagni sono evidentemente che usciti con molta più sicurezza. <strong>Spesso della Scozia sono stati evidenziati i giri a vuoti e il dato sui turnover è chiarissimo</strong>: 12 complessivi nelle due partite vinte, 46 nelle tre perse (più di 15 a partita). Comunque il gruppo c&#8217;è e i singoli anche, a partire da Hogg e in generale da una linea veloce capace di rendersi pericolosa. <strong>Voto 7</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Irlanda</strong>: due vittorie, un pareggio e due sconfitte non possono essere soddisfacenti per la squadra che puntava ad uno storico terzo successo consecutivo. Coach Schmidt ha dovuto fare i conti con diversi infortunati, ma la cerniera Murray-Sexton resta una delle più competenti e la linea veloce è di quelle da far invidia. Ma lì davanti è mancato qualcosa, a partire forse dalla leadership di Paul O&#8217;Connell. <strong>Voto 6</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francia</strong>: Guy Novés ha fatto l&#8217;opposto di Eddie Jones. Formazione spesso cambiata, uncapped e novità. Purtroppo per i <em>Bleus</em> anche il risultato è stato opposto rispetto a quello raggiunto Oltremanica. Dell&#8217;antico spirito transalpino se ne è visto gran poco e la prestazione migliore è arrivata contro l&#8217;Irlanda proprio nella partita delle cinque giocata in modo meno &#8220;francese&#8221;. Senza chili e collisioni non si va da nessuna parte. <strong>Voto 5</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia</strong>: dopo la bella partenza di Parigi la situazione infermeria è drasticamente peggiorata e coach Brunel nel corso del torneo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/22/sei-nazioni-2016-anche-un-po-di-azzurro-nei-migliori-xv-stranieri/" target="_blank">ha dovuto rinunciare a Campagnaro e Canna, i due uomini più in forma</a>. Ma sono davvero poche le cose da salvare, nemmeno mischia ordinata e terza linea, fasi in cui spesso siamo stati competitivi ma dove ora soffriamo il ricambio (soprattutto tra i flanker, anche se Ruzza e Jacopo Sarto fanno ben sperare). La cosa peggiore è che in almeno tre occasioni gli azzurri sono usciti non solo sconfitti ma anche battuti. <strong>Voto 4</strong>.</p>
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		<title>Sei Nazioni: lezione durissima a Dublino. Italia sconfitta 58-15 dall&#8217;Irlanda</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/03/12/sei-nazioni-lezione-durissima-a-dublino-italia-sconfitta-58-15-dallirlanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 15:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[parisse]]></category>
		<category><![CDATA[schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[Sei nazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Azzurri non lottano e vengono dominati in ogni fase del gioco. Male la difesa, nove le mete subite</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/12/sei-nazioni-lezione-durissima-a-dublino-italia-sconfitta-58-15-dallirlanda/">Sei Nazioni: lezione durissima a Dublino. Italia sconfitta 58-15 dall&#8217;Irlanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è Cittadini nell&#8217;Italia che scende sul prato di Dublino: al suo posto Chistolini con il richiamato Ceccarelli in panchina. Dopo sette minuti di buona Italia e quasi meta di Garcia all&#8217;angolino, <strong>Sarto schiaffeggia malamente un calcetto di Sexton</strong> sugli cui sviluppi Trimble va in meta. Torniamo avanti ma l&#8217;offload forzato di Campagnaro per poco non ci costa caro con il calcio che ci ricaccia nei nostri 22. La pressione è alta sugli azzurri, che difendono bene la touche maul ma non sui due successivi pick and go che portano McGrath in meta, la numero 200 dell&#8217;Irlanda nella storia del torneo. Al ventesimo, <strong>dopo 52 placcaggi dell&#8217;Italia nel primo quarto di gara</strong>, buon multifase azzurro che però al largo fatica contro una difesa che sale bene e che non abbiamo le mani per battere in velocità. Serve un fallo irlandese per muovere il tabellino dalla nostra parte, con Padovani preciso dalla piazzola. Il gap è subito ristabilito dopo il placcaggio in ritardo di Parisse su Sexton, protagonista nelle fasi successive di uno splendido chip a rovesciare dietro la linea azzurra dopo un&#8217;azione in cui combattiamo poco e che vede protagonista anche Geldenhuys, entrato per Fuser. <strong>Perdiamo costantemente la collisione e contro uno come CJ Stander ci costa la terza meta</strong>, al termine di un&#8217;azione avviata da una splendida sponda di Sexton per Earls. In finale di tempo ci proviamo restiamo nei 22 ma senza essere pericolosi, l&#8217;Irlanda riparte dai suoi 22 e Zebo attira due uomini propiziando il superbo offload per Earls che dà il là alla risalita del campo che di riciclo in riciclo e di placcaggio sbagliato in placcaggio sbagliato porta la quarta meta di casa. E se ne va pure Biagi per Steyn. <strong>I primi quaranta si chiudono sul 25-3 Irlanda</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima terribile sbandata della ripresa è l&#8217;intercetto di Payne da lancio del gioco nella nostra metà campo. Gli Azzurri si ributtano nei 22 irlandesi ma dopo molte fasi Zanni e Parisse non si capiscono nello spazio stretto e veniamo ricacciati indietro. Passano tre minuti e Heaslip marca dopo serie di pick and go la seconda meta personale e sesta dei verdi. La settima arriva con Cronin che indovina l&#8217;angolo dopo punizione battuta velocemente. <strong>Ci togliamo piccole soddisfazioni, come una buona mischia ordinata da cui nasce la penaltouche sugli cui sviluppi arriva la meta in bandierina di Odiete</strong>. Nell&#8217;azione si fa male Padovani ed entra Haimona. Al minuto &#8217;63 in condizione di parità numerica Madigan marca al largo. Si entra negli ultimi dieci minuti sul 51-10. L&#8217;Italia imposta una lunghissima fase senza avanzare, arriva una punizione che convertiamo in una mischia ordinata tallonata da Steyn. La seconda meta italiana arriva dopo bel lungo passaggio di Odiete per Sarto, ma l&#8217;ultima parola è di McFadden su una difesa sfilacciata. <strong>Finisce 58-15</strong>. <strong>E&#8217; l&#8217;ottava peggior sconfitta per gap nella storia del Sei Nazioni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Irlanda</b>: 15 Simon Zebo, 14 Andrew Trimble, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Keith Earls, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Josh van der Flier, 6 CJ Stander, 5 Devin Toner, 4 Donnacha Ryan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best (captain), 1 Jack McGrath.<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Sean Cronin, 17 Finlay Bealham, 18 Nathan White, 19 Ultan Dillane, 20 Rhys Ruddock, 21 Kieran Marmion, 22 Ian Madigan, 23 Fergus McFadden.</p>
<p><strong>Marcatori Irlanda</strong><br />
Mete: Trimble (7), McGrath (14), CJ Stander (31), Heaslip (40, 49), Henshaw (43), Cronin (53), Madigan (64), McFadden (78)<br />
Conversioni: Sexton (14, 43, 49), Madigan (53, 78)<br />
Punizioni: Sexton (25)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia</strong>: 15 David Odiete, 14 Leonardo Sarto, 13 Michele Campagnaro, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mattia Bellini, 10 Edoardo Padovani, 9 Guglielmo Palazanni, 8 Sergio Parisse, 7 Alessandro Zanni, 6 Francesco Minto, 5 Marco Fuser, 4 George Biagi, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Davide Giazzon, 1 Andrea Lovotti<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Oliviero Fabiani, 17 Matteo Zanusso, 18 Dario Chistolini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Abraham Steyn, 21 Alberto Lucchese, 22 Kelly Haimona, 23 Luke McLean</p>
<p><strong>Marcatori Italia</strong><br />
Mete: Odiete (57), Sarto (74)<br />
Conversioni: Haimona (57)<br />
Punizioni: Padovani (23)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/12/sei-nazioni-lezione-durissima-a-dublino-italia-sconfitta-58-15-dallirlanda/">Sei Nazioni: lezione durissima a Dublino. Italia sconfitta 58-15 dall&#8217;Irlanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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