Italia, Federico Mori: “La formazione scelta dal Sudafrica è segno di rispetto. Vogliamo provare a metterli in difficoltà”
Le parole del centro azzurro tornano ad assaporare l'entusiasmo di una convocazione in nazionale
Italia, Federico Mori: "La formazione scelta dal Sudafrica è segno di rispetto. Vogliamo provare a metterli in difficoltà" (Ph. Sebastiano Pessina)
L’Italia può contare su Federico Mori. La gara contro il Sudafrica, che aprirà la seconda parte del Nations Championship 2026 (sabato 7 novembre alle ore 12.40 allo Juventus Stadium di Torino, ndr), è in rampa di lancio e il centro degli Azzurri è intervenuto in conferenza con i giornalisti per toccare diversi temi.
Italia, Federico Mori: “La formazione scelta dal Sudafrica è segno di rispetto. Vogliamo provare a metterli in difficoltà”
Dagli aspetti personali al duello contro gli Springboks proiettandosi anche verso il percorso che porterà alla Rugby World Cup 2027: il trequarti in forza al Bayonne, nel Top 14, vuole vivere un novembre da protagonista.
Crescita personale e miglioramenti: “In attacco, sento di essere migliorato rimanendo sulle qualità che ho, quindi con la palla in mano. In difesa, invece, credo di aver migliorato soprattutto tutto quello che riguarda la connessione con gli altri. Sicuramente mi sento più maturo. Ho qualche partita in più alle spalle nel campionato francese, quindi, in generale, mi sento una persona diversa, prima umanamente e poi ovviamente anche in campo, dove ho un po’ più di esperienza rispetto a due anni fa”.
Il ritorno in nazionale e l’approccio al raduno: “È vero che nell’ultimo periodo personale è stato un po’ complicato, tra sfortuna e infortuni. Ogni volta che avevo la possibilità di arrivare in raduno ho avuto diversi problemi fisici. Per fortuna, da quando ho iniziato a stare bene, ho avuto le mie partite e le mie possibilità di giocare con il club. È arrivata questa convocazione, di cui ovviamente sono molto onorato, perché giocare per l’Italia è qualcosa di importante e profondo per me. Mi sento davvero onorato di ritrovare prima di tutto il gruppo, i ragazzi e lo staff, con cui ho ottimi rapporti. Spero presto di ritrovare anche il campo insieme a loro. L’approccio a questo raduno è sicuramente quello di tenere la testa bassa e lavorare duro, cercando di entrare velocemente in sintonia con il piano di gioco. Essendo stato un po’ assente, anche a causa di quanto ho detto prima, e giocando in Francia, dove i sistemi di gioco non sono sempre gli stessi, devo riuscire a connettermi rapidamente con quello che viene richiesto”.
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Sul Top 14: “Il Campionato Francese è molto difficile: ogni weekend è una battaglia per cercare di vincere ogni partita e, quantomeno, conquistare dei punti. Sappiamo benissimo che, fino alla fine della stagione, il campionato e soprattutto la classifica possono cambiare ogni weekend. Per adesso non siamo messi troppo male, siamo settimi, ma sappiamo che il campionato è ancora molto lungo. Sarà una stagione impegnativa”.
Il Sudafrica e la sfida agli Springboks: “Abbiamo visto la formazione e penso che, al momento, sia la miglior squadra possibile che il Sudafrica possa schierare. Ovviamente qualsiasi formazione mettano in campo è molto forte, lo sappiamo, ma abbiamo visto che ci rispettano e di questo siamo grati. Sappiamo benissimo che sono i campioni del mondo in carica, quindi sarà una partita molto difficile. Noi stiamo cercando di concentrarci sulle nostre qualità e sulle nostre forze, ovviamente studiando gli avversari, ma mantenendo il focus su quello che possiamo gestire e fare bene noi, per cercare di metterli in difficoltà”.
L’opportunità di giocare e le responsabilità: “Come ho già detto all’inizio, mi sento onorato di poter avere questa occasione. Non nego che, ovviamente, a livello umano mi dispiaccia per Brex e Menoncello: non fa mai piacere quando uno di noi si infortuna. Quello che cercherò di fare è aiutare l’Italia nel miglior modo possibile grazie alle mie qualità, portando in campo quello che posso dare e cercando di aiutare la squadra al 100%. Posso giocare sia da primo centro, numero 12, sia da secondo centro, numero 13. Ovviamente, in caso di emergenza, potrei anche spostarmi all’ala, ma direi che i miei punti di forza sono al centro del campo”.
Le prospettive verso la Rugby World Cup 2027: “Sinceramente non sto programmando troppo in vista della Coppa del Mondo. Sto vivendo il presente: ripeto, sono onorato di poter far parte del gruppo in questo momento. Il mio obiettivo è lavorare duro e, quando avrò la possibilità, essere d’aiuto alla squadra nel miglior modo possibile. Poi, se le cose dovranno avvenire, avverranno. Non sto facendo troppi programmi, sto cercando di vivere il presente e sono molto onorato e contento di poterlo fare adesso”.
I centri del Sudafrica e i giocatori di riferimento: “Come giocatore di riferimento, al momento non saprei indicarne uno. Se prendiamo De Allende e Jesse Kriel, sono due centri con tantissima esperienza. Mi ispiro un po’ a tutti quei centri che sono potenti, fisici e in grado di rompere la linea, come può essere lo stesso De Allende. Sinceramente non ho ancora giocato contro di loro, ma sono due giocatori che stimo e ammiro tantissimo”.