Galles, l’ex Tom Shanklin: “Dobbiamo vincere due partite a novembre e due al Sei Nazioni”
Gli ex Nazionali criticano alcune scelte di Tandy e hanno aspettative molto alte per il prossimo anno
Galles, l'ex Tom Shanklin: "Dobbiamo vincere due partite a novembre e due al Sei Nazioni" (ph. Sebastiano Pessina)
A un anno dal Mondiale in Galles le discussioni non si fermano. Tra le tante questioni in sospeso in Galles c’è quella del numero 10: coach Steve Tandy non ha ancora trovato un titolare fisso, anche perché nessuno al momento ha realmente convinto, e a un anno dal Mondiale anche gli addetti ai lavori cominciano a preoccuparsi.
L’idea di presentarsi in Australia senza una cabina di regia ben rodata e affidabile non piace né ad Alex Cuthbert né a Tom Shanklin, due grandi ex gallesi (e ora commentatori per Premier Sports) che hanno detto la loro sul problema del numero 10.
Finora, il Galles ha alternato soprattutto Dan Edwards e Sam Costelow, con il primo che ha giocato di più a causa dell’infortunio del secondo, ma finora non c’è una gerarchia chiara: “Il mediano d’apertura va definito una volta per tutte e bisogna dargli una serie di partite consecutive in quel ruolo. Per me, il 10 più naturale è Sam Costelow, ma sembra che continuino a cambiare continuamente” ha detto Cuthbert, 47 presenze col Galles e una coi British&Irish Lions.
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Shanklin, 51 presenze col Galles, però ha un’opinione diversa: “Io sceglierei Dan Edwards, personalmente, e da lì sviluppare tutto il reparto trequarti. Eddie James dovrebbe giocare a 12, secondo me. Al momento sta giocando 13 perché nessuno lo sta realmente sfidando nella concorrenza, ma nel lungo periodo io lo vedo come un 12. Penso che forse non stiamo ottenendo abbastanza da Joe Hawkins. È un giocatore capace di creare gioco e non lo stiamo vedendo abbastanza. Speriamo di trovare un 13, che sia Hennessey o Joe Roberts”.
I due ex Nazionali hanno parlato poi degli obiettivi che deve porsi il Galles, che a novembre affronterà Giappone, All Blacks e Australia. Secondo Shanklin “due partite vinte in autunno sarebbero un risultato che accetteremmo, e poi si vedrà se riusciremo a vincerne due anche nel Sei Nazioni. Saremo migliori dell’anno scorso. L’anno scorso era iniziato malissimo, con le prime due partite contro Inghilterra e Francia, ma poi avremmo dovuto battere la Scozia e abbiamo perso di 10 punti contro l’Irlanda. Poi abbiamo fatto davvero un buon lavoro contro l’Italia, quindi sarà interessante”.
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Per Cuthbert la chiave per migliorare sarà valorizzare il più possibile Louis Rees-Zammit: “Per me non stiamo riuscendo a coinvolgere Rees-Zammit nella partita. In una certa misura non stiamo mettendo in condizione di incidere i nostri giocatori con fattore X. Lo spostamento a estremo era solo temporaneo. Mi piaceva il fatto che toccasse più palloni, ma passare dall’ala all’estremo nel rugby internazionale significa affrontare un gioco completamente diverso. È una posizione difficile. Penso che sia troppo facile criticarlo nella sua prima stagione dal ritorno”.
“Pensiamo al fatto che è stato in un ambiente NFL in cui veniva allenato per giocare in un certo modo e per 18 mesi ha pensato solo a quello, quindi tornare direttamente al rugby richiede ovviamente un po’ di tempo. Penso che ci siano momenti in cui mostri davvero quel fattore X. Gioca in una squadra, Bristol, che riesce a fargli arrivare il pallone. Penso che sappia che quest’anno è probabilmente molto importante in vista della Coppa del Mondo” ha proseguito Cuthbert.
L’ex gallese ha chiuso con una critica: “Essere in una squadra gallese che non ha molto possesso per attaccare, e quando finalmente ce l’ha – magari dopo lunghi periodi difensivi – perde dei palloni facilmente crea un po’ di caos non aiuta, no?”