La Rugby’s Greatest Rivalry è del Sudafrica! All Blacks schiantati a Baltimora dopo un’altra battaglia

I neozelandesi finiscono la benzina sul più bello e dopo quattro partite di altissimo livello sono gli Springboks a spuntarla

La Rugby Greatest Rivalry è del Sudafrica! All Blacks schiantati a Baltimora dopo un'altra battaglia

La Rugby Greatest Rivalry è del Sudafrica! All Blacks schiantati a Baltimora dopo un'altra battaglia (ph. AFP)

Quattro partite mostruose da ambo le parti per mole di gioco, impatti e qualità: alla fine è il Sudafrica a conquistare la serie della Rugby’s Greatest Rivalry, superando gli All Blacks 43-28 a Baltimora e chiudendo quindi sul 3-1 questa lunghissima maratona di 4 partite.

La Nuova Zelanda sogna col vantaggio di Moorby, ma nel secondo tempo soffre l’accelerazione del Sudafrica e quando reagisce è troppo tardi. La squadra di Rennie dopo 3 partite e mezzo di altissimo livello finisce la benzina nel secondo tempo americano, e gli Springboks alla fine dilagano con 6 mete totali.

La cronaca del quarto test tra Sudafrica e All Blacks

Sudafrica subito davanti: placcaggio alto di Vaa’i su Mngomezulu e il numero 10 degli Springboks mette dentro i primi punti del match. Immediata la reazione degli All Blacks, che provano a cercare la larghezza del campo e la trovano al 9′ con una splendida combinazione tra Mo’unga, Jordie Barrett e Moorby, poi McKenzie scappa via, viene placcato da due avversari ma a quel punto si è aperto lo spazio per l’imbucata di Codie Taylor. McKenzie trasforma per il 7-3.

Penalty del vantaggio iniziale a parte il Sudafrica non ha praticamente mai possesso nei primi minuti. Tocca soffrire, fino a quando non arriva il momento più atteso: la prima mischia in attacco. Arriva subito un calcio libero, battuto velocemente da Van den Berg. Da lì parte una lunghissima azione con tutto il repertorio degli Springboks: l’elusività di Mngomezulu, le cariche di Wiese ed Etzebeth, la velocità di Van den Berg che attacca da solo e arriva corto. C’è però il sostegno di De Allende che al 15′ schiaccia per il sorpasso. Mngomezulu trasforma per il 10-7.

La mischia sudafricana comincia ad ingranare e al 19′ conquista un calcio di punizione a metà campo. Mngomezulu ci prova dalla piazzola ma non c’è la precisione. Subito dopo il match viene interrotto per una serie di problemi tecnici che riguardano gli arbitri (a quanto riporta la BBC, l’arbitro Dickson non riusciva a comunicare con gli assistenti e il TMO) e la pausa dura quasi 10 minuti.

Alla ripresa del gioco il Sudafrica riparte forte e con un gran calcio di Mngomezulu trova una penaltouche ai 5 metri. Rimessa vinta su Etzebeth e maul inizialmente stoppata, poi però Van den Berg si stacca a sorprese e sorprende una difesa neozelandese non ben posizionata: il numero 9 manda al bar Moorby e Barry e va a schiacciare per il 17-7 con trasformazione di Mngomezulu.

Gli Springboks continuano a spingere, vincono tutte le battaglie aeree sugli up&under di Mngomezulu e nel gioco rotto fanno paura, entrando continuamente in zona rossa, ma a contatto gli All Blacks tengono e allora al 28′ Mngomezulu cerca 3 punti con un drop ma non li trova. Nel momento più complicato la Nuova Zelanda reagisce: la giocata è di Jordie Barrett che – placcato e sotto pressione – riesce a servire meravigliosamente la corsa di Will Jordan che resiste al ritorno di Mngomezulu e schiaccia in mezzo ai pali. Il primo tempo si chiude sul 17-14.

A inizio ripresa il Sudafrica dà l’impressione di averne di più, ma spreca tanto (clamorosi i due break di Arendse non finalizzati) con diversi falli ed errori di handling in attacco e tiene in partita una Nuova Zelanda che pur con la spia della riserva accesa non molla un centimetro. Al 48′ gli Springboks guadagnano un altro calcio di punizione in mischia, ma rinunciano ai pali e vanno in touche: rimessa vinta su De Jager, la maul avanza a piccoli passi, sembra non arrivare in fondo ma ci pensa il solito Marx a raccogliere il pallone dalla spazzatura e a schiacciarlo per il 22-14.

La squadra di Erasmus capisce che è il momento buono per accelerare e si scatena. Dopo l’ennesima mischia dominata Van den Berg trova una splendida imbucata di Mngomezulu che arriva fino ai 22, Esterhuizen fa l’ariete, gli avanti insistono e alla fine è Pieter-Steph du Toit a finalizzare il multifase al 52′. Stavolta è Van den Berg a trasformare per il 29-14.

Nel momento più complicato gli All Blacks provano a rispondere. Primo turnover di Du Toit, ma nel marasma della ruck Roigard riesce a strappargli il pallone dalle mani e scappa via sul lato destro, poi con un calcetto scavalca Willemse e con un altro tocco di piede prova ad arrivare in fondo, ma viene placcato senza palla da Van den Berg. Sembrano esserci gli estremi per un giallo e – forse – anche una meta di punizione, ma Dickson e il TMO considerano il turnover del neozelandese irregolare per fuorigioco e l’azione sfuma. Il Sudafrica allora va dall’altra parte ma butta via un lungo multifase e spreca l’opportunità di chiudere la partita.

La Nuova Zelanda soffre ma non molla mai, e al 63′ si riporta sotto: gran touche trovata da Mo’Unga, bella azione nei 22 sudafricani con il solito Roigard a fare la differenza, poi Blackadder trova il varco per segnare e accorciare le distanze: 29-21. La squadra di Rennie ci crede ma non trova mai la continuità per potersi rendere davvero pericolosa: ci prova un mai domo McKenzie, che attacca lo spazio e cerca l’offload su Moorby, placcato però da Hanekom. Sul pallone vagante si avventa Arendse che accelerà con la difesa neozelandese scoperta e va a segno dopo 60 metri di corsa. Il TMO analizza ogni fotogramma del contatto Hanekom-Moorby alla ricerca di un placcaggio senza palla, ma per Dickson il contatto è simultaneo e la meta è valida: 36-21.

Nel finale la punizione è addirittura eccessiva. Gli All Blacks provano a giocare tutto anche nei propri 22 ma la benzina è finita,  e al 76′ Hanekom approfitta di un pasticcio tra Beauden Barrett e Jorden per marcare la meta del 43-21. Proprio Beauden Barrett si riscatta nel finale marcando una meta che serve solo a rendere meno amaro il punteggio. Finisce 43-28 per il Sudafrica, che vince la Rugby’s Greatest Rivalry dopo un secondo tempo dominato.

Francesco Palma

Il tabellino di Sudafrica-All Blacks

Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Kurt-Lee Arendse, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Ethan Hooker, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Morne van den Berg, 8 Jasper Wiese, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi, 5 Ruan Nortje, 4 Eben Etzebeth, 3 Wilco Louw, 2 Malcolm Marx, 1 Ox Nche.

A disposizione: 16 Deon Fourie, 17 Gerhard Steenekamp, 18 Thomas du Toit, 19 Lood de Jager, 20 Andre Esterhuizen, 21 Cameron Hanekom, 22 Cobus Reinach, 23 Manie Libbok.

Mete: De Allende 15′, Van den Berg 22′, Marx 49′, P.S. Du Toit 52′, Arendse 72′, Hanekom 77′
Trasformazioni: Mngomezulu 16′, 23′, Van den Berg 53′, Libbok 73′, 78′
Calci di punizione: Mngomezulu 4′

All Blacks: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Jordie Barrett, 11 Josh Moorby, 10 Richie Mo’unga, 9 Cam Roigard, 8 Peter Lakai, 7 Ethan Blackadder, 6 Tupou Vaa’i, 5 Sam Darry, 4 Patrick Tuipulotu, 3 Fletcher Newell, 2 Codie Taylor (c), 1 Ethan de Groot.

A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Xavier Numia, 18 Tyrel Lomax, 19 Josh Lord, 20 Wallace Sititi, 21 Kyle Preston, 22 Rieko Ioane, 23 Beauden Barrett.

Mete: Taylor 8′, Jordan 38′, Blackadder 63′, B. Barrett 80′
Traformazioni: McKenzie 9′, 39′, 64′, 80′
Calci di punizione:

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