Inghilterra, le convocazioni di Borthwick: il piano Mondiale prende forma
Itoje torna in gruppo, mentre il ct inglese continua a costruire la squadra verso il 2027
L’Inghilterra di Steve Borthwick non è soltanto una convocazione in vista dei test del Nations Championship di novembre. Il camp di tre giorni con 36 giocatori, arrivato nel pieno della preparazione dei club inglesi, offre infatti indicazioni interessanti su quello che potrebbe essere il progetto dell’Inghilterra verso la Rugby World Cup 2027.
Rispetto alla tournée estiva non ci sono grandi rivoluzioni, ma è proprio la relativa stabilità del gruppo a essere significativa. Le principali novità sono rappresentate da giocatori che rientrano dopo un periodo di riposo o dopo un infortunio, mentre i giovani non sono semplici scommesse: Greg Fisilau, Kepu Tuipulotu, Tobias Elliott e Charlie Bracken hanno già avuto esperienze nell’ambiente della nazionale maggiore o con England A.
Borthwick sembra quindi avere un quadro sempre più preciso delle proprie gerarchie. Alcuni giocatori che un anno fa facevano parte del progetto, come Jamie Blamire, Charlie Ewels, Ted Hill, Fraser Dingwall e Ollie Lawrence, sembrano essere scivolati più indietro nelle gerarchie, mentre altri hanno conquistato spazio. Un cambiamento significativo in appena dodici mesi, che suggerisce come il ct stia progressivamente restringendo il gruppo sul quale costruire la squadra del Mondiale.
Il tallonatore e la ricerca del futuro
Uno dei ruoli sui quali l’Inghilterra deve necessariamente guardare oltre il presente è quello del tallonatore. Il futuro ritiro di Jamie George rende infatti necessario costruire per tempo una nuova gerarchia e l’assenza del veterano dalla piena attività durante questo camp offre un’opportunità importante a Kepu Tuipulotu.
Il giovane tallonatore potrà così continuare a lavorare nell’ambiente della nazionale e dimostrare di poter diventare una soluzione a lungo termine. La conferma di Theo Dan va nella stessa direzione: dopo un periodo complicato nelle ultime campagne, il giocatore continua a essere considerato parte del progetto e potrebbe avere un ruolo importante nella costruzione della rosa per il 2027.
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Una logica simile si vede anche in mediana. Con Alex Mitchell e Ben Spencer assenti, Harry Randall torna nel gruppo dopo essere rimasto fuori dalla tournée estiva, mentre Charlie Bracken prende il posto di Archie McParland. Sono profili diversi, ma accomunati dalla capacità di aumentare il ritmo e dare maggiore velocità alla manovra: un ulteriore segnale della progressiva evoluzione dell’attacco inglese.
Il ritorno del capitano Maro Itoje
La convocazione più pesante è però quella di Maro Itoje. Il capitano torna in nazionale dopo una pausa prolungata, durante la quale ha scelto insieme allo staff di fermarsi per recuperare non soltanto dal punto di vista fisico, ma soprattutto mentalmente.
“È stata una stagione pesante e intensa, sia a livello personale sia professionale, quindi è stato bello avere un po’ di tempo per respirare”, ha raccontato Itoje. Il seconda linea ha spiegato di non avere rimpianti per la decisione presa e di considerare la pausa una scelta necessaria: “Se non l’avessi fatto allora, non so quando ci sarebbe stata un’altra finestra. Ora sono grato per questa opportunità e spero che la pausa mi abbia dato ciò di cui avevo bisogno per tornare migliore”.
Il suo rientro è particolarmente significativo anche per il ruolo che ricopre all’interno della squadra. Itoje è stato uno dei leader dell’Inghilterra capace di vincere dodici Test consecutivi prima del Sei Nazioni, ma il 2026 è stato più complicato, anche a causa di un infortunio e di un periodo personale molto difficile. Ora ritrova però una squadra diversa da quella lasciata dopo il Sei Nazioni: l’Inghilterra ha vinto entrambe le partite della tournée estiva e sembra aver ritrovato maggiore fiducia.
Problemi fisici e rientri importanti
Il gruppo non è comunque esente da problemi. Jamie George e Ollie Chessum sono stati convocati per proseguire il proprio percorso di riabilitazione, mentre Alex Mitchell continua il recupero con Northampton Saints. Non ci sono invece Noah Caluori e Ben Spencer, entrambi reduci da operazioni durante la pausa estiva, mentre Max Ojomoh è alle prese con un problema al polpaccio.
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Allo stesso tempo Borthwick può sorridere per il ritorno di Will Stuart e Fin Baxter. I due piloni erano diventati elementi importanti del pacchetto inglese prima di essere fermati dagli infortuni e il loro rientro aumenta ulteriormente la profondità di un reparto che nelle ultime partite ha mostrato progressi importanti.
Joe Heyes ed Ellis Genge hanno infatti contribuito a trasformare la mischia in un’arma sempre più affidabile, mentre Asher Opoku-Fordjour continua a fare esperienza internazionale su entrambi i lati della prima linea. Per Borthwick, poter aggiungere nuovamente Stuart e Baxter a questo gruppo rappresenta un vantaggio importante in vista dei prossimi mesi.
Lawes e Marchant, la porta non è chiusa
Una delle decisioni più interessanti riguarda infine Courtney Lawes e Joe Marchant. Entrambi sono tornati nel Premiership dopo l’esperienza in Francia, ma Borthwick ha scelto di non convocarli immediatamente, preferendo vedere come si reinseriranno nel campionato inglese.
La scelta non significa necessariamente che i due siano usciti dai piani. Lawes garantirebbe esperienza e leadership in un reparto in cui l’Inghilterra sta sperimentando anche giocatori capaci di alternarsi tra seconda e terza linea, mentre Marchant offrirebbe versatilità e capacità di giocare sia da centro sia da ala.
Il punto è soprattutto la concorrenza. Lawes dovrebbe contendere spazio a giocatori come Chandler Cunningham-South, Henry Pollock, Guy Pepper, Sam Underhill, Ben Earl e Tom Curry, oltre a Ollie Chessum quando sarà nuovamente disponibile. Marchant, invece, si troverebbe davanti Henry Slade e Benhard Janse van Rensburg tra i centri, mentre sulle ali il gruppo comprende già Tobias Elliott, Immanuel Feyi-Waboso, Tommy Freeman, Cadan Murley ed Elliot Daly.
È proprio questo il dato più interessante delle convocazioni: Borthwick non sembra più semplicemente cercare giocatori da inserire nel progetto, ma sta iniziando a definire chi sarà davvero competitivo per un posto nella squadra del 2027. Il camp di settembre è solo una tappa, ma le gerarchie dell’Inghilterra cominciano a essere molto più leggibili.
Inghilterra, i 36 convocati da Borthwick per il camp di settembre
Avanti:
Fin Baxter (Harlequins)
Arthur Clark (Gloucester Rugby)
Alex Coles (Northampton Saints)
Luke Cowan-Dickie (Sale Sharks)
Chandler Cunningham-South (Harlequins)
Tom Curry (Sale Sharks)
Theo Dan (Saracens)
Ben Earl (Saracens)
Greg Fisilau (Exeter Chiefs)
Joe Heyes (Leicester Tigers)
Maro Itoje (Saracens)
Emmanuel Iyogun (Northampton Saints)
George Kloska (Bristol Bears)
George Martin (Saracens)
Asher Opoku-Fordjour (Sale Sharks)
Guy Pepper (Bath Rugby)
Henry Pollock (Northampton Saints)
Will Stuart (Bath Rugby)
Kepueli Tuipulotu (Bath Rugby)
Sam Underhill (Bath Rugby)
Trequarti:
Seb Atkinson (Gloucester Rugby)
Charlie Bracken (Saracens)
Elliot Daly (Saracens)
Tobias Elliott (Saracens)
Immanuel Feyi-Waboso (Exeter Chiefs)
George Ford (Sale Sharks)
Tommy Freeman (Northampton Saints)
George Furbank (Harlequins)
Benhard Janse van Rensburg (Bristol Bears)
Cadan Murley (Harlequins)
Harry Randall (Bristol Bears)
Henry Slade (Exeter Chiefs)
Fin Smith (Northampton Saints)
Marcus Smith (Harlequins)
Freddie Steward (Leicester Tigers)
Jack van Poortvliet (Leicester Tigers)
Rehabilitation: Jamie George (Saracens), Ollie Chessum (Leicester Tigers).