L’ex All Blacks Jeff Wilson: “L’atteggiamento del TMO è frustrante, interrompe troppo le partite”

Dello stesso avviso anche Angus Ta’avao: "Immagino uno che guarda All Blacks-Italia, vede Love ammonito e pensa ‘è un cartellino giallo’, e poi 40 secondi dopo è di nuovo in campo"

L'ex All Blacks Jeff Wilson:

L'ex All Blacks Jeff Wilson: "L'atteggiamento del TMO è frustrante, interrompe troppo le partite"

L’ex All Blacks Jeff Wilson, 60 presenze fra il 1993 e il 2001, ha criticato duramente l’atteggiamento del TMO durante le ultime partite del Nations Championship, ricche di interruzioni.

Wilson si è detto “frustrato” dal peso degli ufficiali video nelle partite che hanno coinvolto Nuova Zelanda e Australia: gli All Blacks hanno battuto l’Italia 47-17, mentre i Wallabies sono stati sconfitti dalla Francia 42-26, ma in entrambi i casi il ritmo del gioco è stato condizionato da lunghe pause.

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“Ero frustrato. Ora i TMO cercano motivi per non assegnare le mete, trovando tutte le piccole cose che, secondo me, frustrano non solo giocatori e allenatori, ma anche i tifosi” ha detto Wilson a The Breakdown.

“Non puoi essere dentro uno stadio e non sapere cosa stia succedendo: i tifosi devono saperlo. Nel Super Rugby siamo andati molto avanti, quasi fino all’estremo, ma per quanto mi riguarda ho trovato frustrante che quelle due partite in particolare abbiano avuto davvero pochissimo ritmo” ha proseguito Wilson.

L’ex All Blacks poi sottolinea: “Se è questo che vuole World Rugby abbiamo un problema. Quando inizi ad avere questo tipo di interruzioni, un ritardo per controllare questo, poi un altro controllo, e ti chiedi: ‘era un neck roll?’, per me diventa difficile che qualsiasi partita sia divertente e abbia ritmo. Devono fare un lavoro migliore nel comprendere e nel comunicare, e devono anche applicare correttamente alcune regole di base. Il TMO ha dovuto ricordare agli ufficiali in campo, durante All Blacks-Italia, alcune basi del gioco: semplicemente non è possibile”.

Anche Angus Ta’avao, altro ex All Black con 22 presenze, ha criticato l’attuale utilizzo del TMO, sottolineando come le continue revisioni finiscano per confondere non solo chi è allo stadio, ma anche chi segue da casa: “Allo stadio non si capiva cosa stesse succedendo, ma io mi sono sentito così anche da casa. Stiamo cercando di attirare nuovi spettatori e promuovere il nostro sport, e poi immagino uno che guarda All Blacks-Italia, vede Love ammonito e pensa ‘è un cartellino giallo’, e poi 40 secondi dopo è di nuovo in campo”.

“C’è stato un altro episodio in cui c’è stata una meta, la trasformazione e poi pensi: ‘bene, siamo nel ritmo’. Invece arriva il fischio e ti chiedi: ‘aspetta, state controllando di nuovo questa cosa?’. Sentire continuamente ‘check, check’ è la cosa peggiore che si possa avere oggi in un test match”.

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