URC, John Dobson contro la regola del pallone tenuto alto: “È l’unica del rugby che va cambiata”

Il tecnico sudafricano prende di mira la gestione del “held up”, convinto che il regolamento attuale premi troppo la difesa e troppo poco la qualità offensiva

URC, John Dobson contro la regola del pallone tenuto alto: “È l’unica legge del rugby che va cambiata”

Gli Stormers hanno superato il Cardiff nei quarti di finale di URC, ma nel dopopartita l’allenatore John Dobson ha scelto di accendere il dibattito su una delle regole più controverse del rugby moderno. Il director of rugby della franchigia sudafricana ha infatti attaccato apertamente la norma che punisce la squadra in attacco quando la palla viene tenuta alta oltre la linea di meta, assegnando poi alla difesa un drop per far ripartire l’azione.

Il caso più recente è arrivato proprio nella sfida con i gallesi, dove sia Ruhan Nel sia Stefan Ungerer sono stati fermati a un passo dalla marcatura. Ma, secondo Dobson, non si tratta di un episodio isolato: è il filo rosso che accompagna tutta l’annata degli Stormers. «È tutta la storia della nostra stagione. Questa è l’unica regola del rugby che deve cambiare», ha detto il tecnico, chiarendo subito il punto centrale del suo ragionamento.

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John Dobson: “La vecchia regola era molto migliore”

Per Dobson, la logica della norma attuale è sbagliata. Una squadra che costruisce bene l’azione offensiva, che arriva oltre la linea e costringe la difesa allo sforzo massimo, finisce comunque per perdere il possesso. In passato, invece, avrebbe ottenuto una mischia ai 5 metri, cioè un’ulteriore occasione per capitalizzare la pressione. «Non lo dico solo perché penalizza noi. È proprio un concetto che non capisco. Attacchi bene, fai tutto bene e vieni premiato ricevendo la palla sulla tua linea dei 10 metri. La vecchia regola era molto migliore», è la sua sintesi.

Il fastidio degli Stormers nasce anche dai precedenti. In stagione Adré Smith era stato tenuto alto nel finale dell’ottavo di Champions Cup perso contro il Tolone, mentre i Lions avevano negato ai sudafricani addirittura tre mete a Ellis Park. Non sorprende quindi che Dobson abbia trasformato il tema in una questione di principio, più che di semplice frustrazione del momento.

Anche Ruhan Nel, coinvolto direttamente nell’episodio contro Cardiff, ha ammesso il proprio disappunto: «È frustrante. Avevo le braccia libere, semplicemente l’ho appoggiata sul suo ginocchio». Lo stesso capitano, però, ha provato a leggere il dato anche da un’altra angolazione: arrivare così spesso a un passo dalla meta significa comunque che la squadra sta producendo gioco e mettendosi negli spazi giusti.

Resta però la sensazione che gli Stormers abbiano perso troppo spesso occasioni pesanti per una questione di centimetri, un dettaglio che rischia di pesare tantissimo sabato 6 giugno, quando la franchigia di Città del Capo farà visita al Leinster per la semifinale di URC.

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