Italia, in quali ruoli serve più profondità? Cosa dicono le prime convocazioni di Quesada
Anche se gli Azzurri hanno a disposizione molte più scelte rispetto al passato, in alcuni reparti la coperta è ancora corta: quali ragazzi possono allungarla?
Italia, in quali ruoli serve più profondità? Cosa dicono le prime convocazioni di Quesada (ph. Sebastiano Pessina)
L’Italia comincia da Parma, dove il 4 e 5 giugno ci sarà il primo raduno di preparazione alla fase estive Nations Championship 2026, dove gli Azzurri sfideranno Giappone (4 luglio), All Blacks (11 luglio) e Australia (18 luglio). Se da un lato da queste convocazioni – influenzate da infortuni e dall’assenza dei giocatori impegnati all’estero – è difficile farsi un’idea di quelle che potranno essere le scelte definitive del tecnico, dall’altro sono un’occasione per capire in quali ruoli l’Italia deve crescere per arrivare alla tanto agognata profondità. Le convocazioni di Quesada vanno infatti viste anche in quest’ottica: far respirare a tanti esordienti l’aria del raduno, cominciare a vederli da vicino, valutarli e capire se un giorno potranno far parte delle sfide che contano.
La profondità di base c’è, e lo ha dimostrato l’ultimo Sei Nazioni iniziato con 10 potenziali titolari infortunati e giocato alla grande per 4/5, ma ancora non basta, considerando che gli Azzurri sono arrivati a Cardiff discretamente cotti e che in alcuni ruoli non ci sono ancora abbastanza giocatori per poter disputare con reale tranquillità un Sei Nazioni o un tour estivo, con quest’ultimo che è da sempre è il tallone d’Achille dell’Italia e che quest’anno è reso ancora più difficile dalla presenza di un vero e proprio torneo. E soprattutto, ci sono ruoli in cui l’Italia appare ancora un po’ scoperta in ottica Mondiale, dove servirà portare davvero 33 giocatori tutti in grado di poter giocare partite potenzialmente decisive, come quella col Sudafrica, la Georgia o il possibile ottavo di finale con l’Inghilterra.
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Ci sono ruoli dove l’Italia c’è alla grande: in terza linea c’è talmente tanta abbondanza che Quesada – quando ha tutti al completo – deve lasciare fuori gente che fino a 5-6 anni fa avrebbe giocato 20 partite di fila. Le ali non mancano, gli estremi nemmeno, considerando che nell’ultimo Sei Nazioni hanno giocato Pani – in teoria il terzo – e Marin, che ormai è un centro e che da 15 sarebbe il quarto in gerarchia. Lo stesso Marin garantisce un’ulteriore aggiunta ai centri, dove dietro alla coppia titolare Brex-Menoncello scalpitano anche Odogwu e Bertaccini.
Buona la copertura anche nel ruolo di pilone destro, con Simone Ferrari all’apice della carriera e la speranza che Riccioni possa tornare presto ai suoi livelli. Dietro c’è il solito Zilocchi mentre Hasa è in crescita e fuori c’è addirittura uno come Ceccarelli, che però ha 34 anni, e anche Ferrari ne ha 32 e bisognerà valutare anche la possibilità di farlo rifiatare ogni tanto. Considerando la delicatezza del ruolo serve almeno un’opzione in più, che Quesada sembra aver identificato in Matteo Nocera: ottimo con le Zebre quest’anno, ma spesso soggetto ad infortuni. È tornato in gruppo anche Ivan Nemer, che può giocare in entrambi i lati della mischia, ma i suoi ultimi anni non sono stati facili: fino al 2022 un’iradiddio, poi la squalifica, poi un Mondiale da dimenticare e due bruttissimi infortuni al tendine d’Achille, prima destro e poi sinistro. Se tornasse quello di prima sarebbe un colpo di peso per la mischia azzurra. Menzione anche per Ion Neculai, inviato al raduno: un altro ragazzo dalle grandi potenzialità ma falcidiato dagli infortuni.
Italia: i ruoli in cui la profondità è cresciuta, ma serve ancora di più
In altri ruoli l’Italia è cresciuta, non è messa male ma serve trovare almeno un altro giocatore di livello internazionale. La crescita di Fusco, che ha giocato il miglior Sei Nazioni della sua carriera quest’anno, ha risolto un bel problema a Quesada, e anche Alessandro Garbisi nonostante una stagione negativa si è fatto trovare pronto in azzurro. Considerando anche Varney e Page-Relo (spesso acciaccato quest’anno) 4 mediani di mischia di livello sono però il minimo indispensabile per affrontare delle stagioni internazionali così lunghe: il quinto nome potrebbe essere proprio Thomas Dominguez, che alle Zebre ha alternato ottime prove a partite non all’altezza ma che ha ancora margini di crescita.
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In seconda linea l’esplosione di Zambonin ha permesso finalmente di far rifiatare un Ruzza utilizzato fino allo sfinimento prima da Crowley e poi da Quesada, alternandoli e aumentando il livello generale. Niccolò Cannone appare quasi insostituibile, ma per il ruolo da “vice 4” Quesada sembra puntare sempre più insistentemente su Favretto, che garantisce copertura anche in terza in un eventuale 5+3 in panchina. Anche qui però servirebbero almeno altre due alternative valide: una può essere proprio Canali, che ha caratteristiche fisiche non presenti in nessun altro giocatore del gruppo azzurro – soprattutto dopo il ritiro prematuro di Lamb – ma la cui crescita in questi anni è stata rallentata dai tanti infortuni che gli hanno impedito di avere una vera grande occasione con l’Italia. E poi c’è Ortombina, convocato come terza linea ma che potrebbe conquistare più spazio in seconda: ha 23 anni, viene da una buona stagione alle Zebre, è una buona opzione in touche e in mezzo al campo si fa sentire. Infine c’è Giulio Marini, 24 anni, anche lui convocato come terza ma usato principalmente come seconda ha Treviso: tanti infortuni in questi anni, ma anche tanta qualità. Ecco, c’è bisogno che almeno uno di questi tre faccia il “salto” definitivo per diventare un potenziale titolare.
Capitolo tallonatori: Nicotera non è in discussione e Lucchesi è tornato in forma dopo un lungo infortunio. In questo Sei Nazioni Di Bartolomeo ha alternato buone prestazioni ad altre meno convincenti, ma comunque gioca stabilmente titolare alle Zebre e sta acquisendo sempre più esperienza internazionale. Anche qui servirebbero almeno uno, se non due nomi che possano arrivare a quel livello: Dimcheff è assente perché impegnato in ProD2, ma difficile che possa diventare più di un buon sostituto in casi di emergenza. Quesada ha convocato Nicholas Gasperini e Giovanni Quattrini, entrambi schierati spesso nell’ultima parte di stagione di Benetton e Zebre. Avendo già 3 giocatori rodati nel ruolo avranno tempo e modo di crescere, ma in futuro serviranno entrambi per avere una reale profondità nel ruolo di tallonatore.
Italia: dove serve crescere tanto
Rimanendo in prima linea, se a destra l’Italia ha diverse alternative di qualità a sinistra invece il problema è più evidente: Quesada ha a disposizione due piloni fortissimi, Fischetti e Spagnolo, ma dietro al momento nessuno può garantire la stessa qualità. Hasa può giocare anche a sinistra e conosciamo la sua affidabilità, ma serve di più. Dalle convocazioni vengono fuori altri due nomi: il primo è il già citato Nemer, su cui pesa l’incognita della condizione fisica, e il secondo è il giovane Destiny Aminu, alla prima vera stagione da protagonista con 13 presenze in maglia Benetton. Serve che almeno uno dei due possa arrivare – o tornare – al livello di Fischetti e Spagnolo per poter avere la certezza di presentarsi con almeno 3 (o 4, se consideriamo Hasa) sinistri della qualità che serve per giocare un Mondiale.
L’altro ruolo dove serve che qualcuno faccia al più presto il salto di qualità è il mediano di apertura: negli ultimi 3 Sei Nazioni Paolo Garbisi ha giocato rispettivamente 400, 390 e 400 minuti. Praticamente ha saltato solo gli ultimi 10′ contro il Galles nel 2025, unica volta in cui è stato sostituito. È indispensabile, ma c’è bisogno di un’alternativa. Il ritorno alle Zebre permetterà ad Allan di gestirsi meglio fisicamente e arrivare in forma al Mondiale, ma in Australia avrà 34 anni e soprattutto viene spesso utilizzato ormai più da estremo che da 10. Stesso discorso per Marin, che ormai è un centro – che però mantiene licenza di giocare ovunque – e sul quale si sta investendo per farlo diventare la principale alternativa a Brex. Considerando la stagione fallimentare di Roger Farias, che sarebbe stato convocabile per l’Italia, la caccia al numero 10 al momento si limita a due nomi: Da Re e Montemauri. Il primo ha mostrato – anche in azzurro – notevoli lampi di classe, e Quesada lo tiene in considerazione anche in virtù della sua precisione dalla piazzola, ma gli manca ancora la continuità per giocare partite di peso in Nazionale. Il secondo ha fatto forse la sua miglior stagione alle Zebre, ma giocando principalmente estremo, con un ruolo “alla Allan” con tanto piede e tanta copertura nel gioco aereo. Tutti speriamo ovviamente che Garbisi rimanga indistruttibile per l’eternità, ma se così non fosse è troppo importante che uno dei due faccia definitivamente il salto di qualità.
Francesco Palma
Italia: i convocati per il raduno di Parma del 4-5 giugno
Piloni
Destiny AMINU (Benetton Rugby, esordiente)
Muhamed HASA (Zebre Parma, 8 caps)
Ivan NEMER (Benetton Rugby, 16 caps)
Matteo NOCERA (Zebre Parma, esordiente)
Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 24 caps)
Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 27 caps)
Tallonatori
Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 10 caps)
Nicholas GASPERINI (Benetton Rugby, esordiente)
Giovanni QUATTRINI (Zebre Parma, esordiente)
Seconde Linee
Matteo CANALI (Zebre Parma, 2 caps)
Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 63 caps)
Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 13 caps)
Federico RUZZA (Benetton Rugby, 72 caps)
Terze Linee
Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 38 caps)
Michele LAMARO (Benetton Rugby, 54 caps)
Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente)
Giulio MARINI (Benetton Rugby, esordiente)
David ODIASE (Zebre Parma, 6 caps)
Alessandro ORTOMBINA (Zebre Parma, esordiente)
Mediani di mischia
Thomas DOMINGUEZ (Zebre Parma, esordiente)
Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 25 caps)
Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 23 caps)
Mediani di apertura
Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps)
Giovanni MONTEMAURI (Zebre Parma, esordiente)
Centri
Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps)
Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 22 caps)
Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 39 caps)
Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 9 caps)
Ali/Estremi
Mirko BELLONI (Zebre Parma, 3 caps)
Malik FAISSAL (Zebre Parma, esordiente)
Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps)
Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 14 caps)
Lorenzo PANI (Zebre Parma, 12 caps)
Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps)
Invitato
Ion NECULAI (Zebre Parma, 3 caps)