Bordeaux, Maxime Lucu: “Ringrazio le persone che mi hanno insultato”

Alla vigilia della finale di Champions Cup il capitano della squadra francese racconta come ha superato le critiche e il dualismo con Dupont

Bordeaux, Maxime Lucu: “Ringrazio le persone che mi hanno insultato”

Alla vigilia della finale di Champions Cup contro il Leinster, Maxime Lucu ha condiviso la sua storia recente, contraddistinta da una serie di cadute che hanno segnato la sua carriera, provocando una reazione positiva.

Oggi Lucu è il capitano dell’Union Bordeaux-Bègles, il leader di una squadra che sabato 23 maggio a Bilbao proverà a confermarsi campione d’Europa. Ma appena un anno fa il mediano di mischia francese stava attraversando uno dei momenti più duri della sua carriera.

Nel Sei Nazioni 2024, chiamato a sostituire Antoine Dupont mentre il capitano dei Bleus era impegnato nel rugby Seven, si trovò esposto a critiche durissime dopo la sconfitta contro l’Irlanda. Un confronto inevitabile e impari, che lo travolse anche fuori dal campo.

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Maxime Lucu: “Onestamente, ho toccato il fondo”

Lucu lo ha raccontato senza girarci troppo attorno: «Era la prima volta che venivo messo un po’ al centro della scena pubblica, ma in modo negativo, venendo preso di mira da tante persone. È stato difficile da vivere, perché ho sempre vissuto in una base piuttosto tranquilla, dove la luce non era necessariamente puntata su di me. Arrivare a quel punto è stato difficile anche per la mia famiglia.»

A peggiorare tutto arrivò poi la finale di Top 14 persa in maniera clamorosa proprio contro il Tolosa di Dupont, un 59-3 che Lucu ancora oggi indica come il punto più basso della sua carriera: «Onestamente, ho toccato il fondo. Ma davvero. I 60 punti presi in finale contro Tolosa mi hanno buttato giù definitivamente».

Da lì, però, è iniziata la risalita. Bordeaux è diventata il posto in cui rimettere insieme i pezzi, grazie al club, ai compagni e alla sua compagna. E oggi Lucu arriva alla finale europea con un la consapevolezza di essere un leader nonché un giocatore chiave nel piano di gioco dei Campioni d’Europa. Le prestazioni in nazionale hanno ripreso quota e anche nel club le cose vanno a gonfie vele, perché l’UBB è completamente un’altra squadra quando lui non c’è: «Oggi sono molto cresciuto e riconoscente per aver vissuto quei momenti. Dagli insuccessi si impara. Anzi, quasi quasi adesso ringrazio le persone che mi hanno insultato.».


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